Teatro e Cinema a Barletta nel XX Secolo: quando andarci era decisamente un evento – Parte II

Passando a qualcosa di più “normale” per un teatro, riportiamo la richiesta del “ Celebre Giuntini innovatore del trasformismo”.

Era, quella del trasformismo agli inizi del XX secolo, una forma di spettacolo molto gradita dal pubblico che si divertiva tantissimo nel vedere l’artista assumere sembianze diverse che andavano dalle figure femminili fino ai personaggi più in vista dell’epoca, stiamo praticamente parlando dell’antesignano del nostro contemporaneo, bravissimo, Arturo Brachetti.

Nella sua richiesta datata 2 febbraio 1913 il sig. Marotta, amministratore       (oggi si chiamerebbe show promoter n.d.r.)  della “Tournè Giuntini”  proponeva “ … di dare alcune rappresentazioni straordinarie nel suo Teatro con il celebre Giuntini dotato di un ricchissimo e scelto repertorio, una mise en scene lussuosa ed elegantissima e di una reclame straordinaria” e concludeva specificando che “ … lo spettacolo di Giuntini viene preceduto dai numeri di Varietà”.

Come è ovvio l’uso del Teatro, anche cento anni fa, non era ad esclusivo appannaggio delle forme di spettacolo ma, come oggi, Associazioni, Enti ed Organismi pubblici, chiedevano l’autorizzazione di utilizzare il contenitore per comizi, riunioni o assemblee.

gran sala umberto
Gran Sala Umberto

Esempio di quanto detto è la richiesta avanzata dal sig. Sarcinelli, Direttore della Società Anonima Cooperativa tra i Produttori di Vino “ La Vinicola” di Barletta il quale, in data 10 aprile 1911 con una missiva al Sindaco, rag. Giuseppe Girondi, lo informava che “ … il Consiglio di Amministrazione  aveva deliberato di spiegare agli agricoltori , nell’imminenza dei trattamenti anticrittogamici alle viti  e garantire la nuova produzione da possibili attacchi di peronospora ed altre avversità parassitarie.. ” e pertanto chiedeva “ … la concessione del Teatro comunale ed il concorso di codesto Comune nella spesa, essendo cosa di vitale interesse cittadino”. Come è facile notare, i tempi cambiano ma le “richieste” no.

Tutto quello finora “raccontato” non deve però fare scordare che a Barletta esisteva (eccome !!!) il Teatro Politeama Di Lillo di proprietà inizialmente del duo Di Lillo & Doronzo e successivamente della Ditta Luigi Doronzo & Figli che nel 1949 metteva in scena un cartellone operistico, sotto l’alto patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Comune,  di vera e propria eccellenza nazionale con rappresentazioni quali “Turandot”, “Andrea Chenier”, “Madame Butterfly”, “Lucia di Lammermoor” e “Rigoletto”: E dici niente !!!

A tanto ben di Dio, di contro, si contrapponeva la  richiesta meno pomposa, dal punto di vista strettamente formale  ma sicuramente di fascino e tradizione pari se non superiore, del sig. Immesi Filippo che scriveva al Sindaco   “ … affinché voglia concedermi autorizzazione ad installare il mio Teatro viaggiante di Marionette sullo spiazzale di largo S. Antonio (piazza Federico di Svevia n.d.r.) con concessione di 200 mq circa”. La richiesta si concludeva con la speranza del sig. Immesi, che “ … detta richiesta venga assecondata, dando così possibilità di vita all’intera e numerosa mia famiglia”.

Vogliamo concludere con una nota di costume (questo si che è cambiato !) e se permettete, di particolare rispetto del sentimento religioso della popolazione del tempo.

Il 23 marzo del 1931 la Questura di Bari, con la nota n.1905, emanava la seguente direttiva: “ Analogamente a quanto fu prescritto nei precorsi anni, prego, d’ordine del Ministero degli Interni, disporre affinché  nei giorni del giovedì e venerdì santo, in ossequio al sentimento religioso della maggioranza degli italiani, siano attuate limitazioni di pubblici spettacoli teatrali e cinematografici nel giorno di giovedì santo mentre il venerdì santo saranno vietati tutti i pubblici spettacoli ad eccezione di quelli aventi carattere religioso o sacro che non contrastino con il sentimento religioso cattolico”.

Facendo un paragone, in questo caso non irrispettoso anzi al contrario, con gli attuali comportamenti, non possiamo che esclamare come il sempre eterno e citatissimo Cicerone nella Catilinaria “ O tempora! O mores ! ”.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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