Teatro “Curci”, recupero e messa in sicurezza scultura con angeli e stemma della città

Teatro

Originariamente collocata sulla facciata del Teatro “Curci”, sul prospetto dell’edificio sovrastante la galleria, una scultura composta da due angeli disposti specularmente ai lati dello stemma della città, è stata recuperata e messa in sicurezza. La stessa, infatti, ridotta oramai in più parti, si trovava sulla parte interna del cornicione che cinge il terrazzo del teatro.

L’intervento, disposto dal sindaco di Barletta Cosimo Cannito, è stato compiuto nel primo pomeriggio di dell’altro ieri grazie all’intervento della ditta Mastropasqua che ha messo a disposizione del comune una macchina e i suoi addetti, con l’ausilio della polizia municipale. Una speciale gru telecomandata e guidata da terra e dall’alto, con un braccio che si è allungato fino al piano dove era collocata la scultura, ne ha recuperato le singole parti, i due angeli, lo stemma spaccato a sua volta in due e altri pezzi più piccoli. Ogni singola parte è stata avvolta con delle cinghie e collocata su pedane di legno, per poi essere sistemata al sicuro e al chiuso.

          Nel volume Il teatro di Barletta e il suo restauro, a cura dell’architetto Mauro Civita, c’è una fotografia della scultura, a quel tempo collocata sul prospetto del teatro, sopra la galleria, scattata nel 1936. In una pubblicazione più recente, Il teatro comunale “Curci” di Barletta, storia e restauro (2008), di Duilio Maglio, edito da Rotas, l’autore fa risalire la rimozione del blocco di statue dal prospetto fra il 1960 e il 1965, a causa di lesioni al loggiato sovrastante la galleria. Della scultura si legge anche nel volume “Lo stemma della città di Barletta”, di Giuseppe Doronzo (2004), riferisce sempre Maglio nel suo libro, ed è scritto che si tratta di un gruppo scultoreo in pietra di Carovigno eseguito dallo scultore Nicola Bassi di Trani.

“E’ intenzione di questa Amministrazione comunale recuperare questo patrimonio storico e artistico – ha detto il sindaco Cannito – perché la cittadinanza, e non solo, ne sia a conoscenza. Quelle statue sono state esposte per decenni alle intemperie e al degrado ma, se pure malconce, hanno resistito. Ora con la Soprintendenza ne valuteremo lo stato, il tipo di restauro necessario e la giusta e degna collocazione”.

 

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