Tassa che va, tassa che viene: niente mini-Imu per la Città della Disifida

Luci e ombre di un inasprimento fiscale mancato (o quasi)

 

“Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico” diceva Winston Churchill, ed è un aforisma che ultimamente è divenuto popolare e non senza una valida motivazione.
Ricordare ulteriormente quanto la crisi continui a colpire la vita dei cittadini è pleonastico, e raccontare ancora dell’inasprimento della tassazione qui in Italia sarebbe un po’ come girare il coltello nella piaga, visto e considerato che si è in vena di proverbi, più per sdrammatizzare che per altro.

E così, tra una nuova allegra notizia su come il rapporto tra il debito pubblico e il PIL sia ancora cresciuto, e un’altra che parla di mirabolanti quanto evanescenti piani per risolvere questa crisi che, a sentir bene tutti i progetti ugualmente mirabolanti ed evanescenti espostici quasi ogni giorno negli anni passati, non dicono e non suggeriscono davvero nulla di nuovo, ecco che gli Italiani si preparano ad un’altra mini-stangata ai danni dei propri portafogli, come se non fossero già fin troppo provati!

Infatti, il 24 gennaio è il termine ultimo per pagare la mini-Imu. E alla classica quanto prevedibile domanda “Cosa è la mini-Imu?” hanno risposto luminari di diritto tributario di tutta Italia che, snocciolando una percentuale qui e una legge semisconosciuta là, alla fine sono riusciti a spiegare con “chiarezza” che la mini-Imu è solo una quota dell’imposta, il 40% per la precisione, che si dovrà pagare nei circa 2300 comuni che hanno alzato le aliquote base oltre il 4 per mille.

Il nocciolo della questione è che i cittadini di questi duemila e passa comuni avranno un ulteriore peso fiscale sulle spalle, e tanti saluti a Winston Churchill, al suo proverbiale humor inglese e alla sua esperienza economica formatasi in un momento così poco scomodo come quello della grande depressione e dei due dopoguerra.
Ma (e per una volta il “ma” non preannuncia necessariamente una cosa negativa) per noi barlettani c’è una buona notizia: la Città della Disifida non è nella lista dei 2300 comuni, ergo i cittadini non dovranno pagare questo 40% di Imu e i loro (o meglio nostri) portafogli rimarranno inviolati, per quanto “inviolati” poco si applica ad un qualcosa che è stato già (ripetutamente) violato per altre vie.

Certo, che la felicità invada i cuori dei barlettani! Per una volta scampiamo all’aggravio fiscale deciso ai piani alti dell’amministrazione! Gioiamo come “immemori vestali”, citando ancora una volta un figlio di Albione, Alexander Pope!
Gioiamo della mancata imposizione, dimentichi che, se l’amministrazione comunale non ha voluto aumentare l’aliquota per l’Imu ha, per contro, aumentato ormai settimane fa quelle per il calcolo dell’IRPEF, fornendo un’altra piccola stangata che, senza il clamore dell’Imu, ex-Ici ed ex-non ho voglia di sapere cos’altro in passato, ha sicuramente dato un brutto colpo ai cittadini barlettani.

Perciò, si, è vero, questa mini-Imu, che tanta confusione sta creando, non toccherà Barletta e i suoi cittadini e forse un po’ bisognerebbe rallegrarsene. Ma tanti sono i problemi dell’amministrazione, comunale e nazionale, e con le mille nuove tasse dalle sigle sempre nuove ma dalla sostanza sempre identica non c’è mai da stare tranquilli.
Stavolta i barlettani l’hanno scampata, i nostri portafogli potranno conservare quei due/tre centesimi superstiti per un altro po’ di tempo, almeno fino al prossimo conguaglio, rimborso, contro-rimborso, aumento, rettifica e così via, tralasciando debiti fuori bilancio e decine di cause legali perse. Ma questa, purtroppo o per fortuna, è un’altra storia.

 

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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