Tanto tuonò che piovve: in arrivo pesanti tagli per le Province

Più trascorre il tempo, più le polemiche sulla riforma e l’auspicata eliminazione delle Province aumentano. Come già più volte è stato ripetuto, punto particolarmente importante della riforma Delrio è sempre stato quello di assicurare che le risorse al momento presenti nell’ente provinciale non vadano perse e che tutti i dipendenti, a tempo determinato e indeterminato, non perdano il posto di lavoro ma vengano semplicemente riassegnati e trasferiti nelle unità che, con lo sparire delle Province, si daranno carico delle competenze delle stesse, riassegnate e spartite tra Regioni e Comuni.

Nessun accenno a tagli di alcun genere, almeno nella legge di riforma che, anzi, pare voler mantenere stabili i contributi che oggi sono delle Province e che in futuro, perlomeno in teoria, andrebbero semplicemente spartiti tra gli enti che si occuperanno di ciò che, prima della riforma, era di competenza della Provincia. Ma ovviamente la questione non poteva essere davvero così semplice come parrebbe.

Appena usciti dalla tornata elettorale di “secondo grado” che ha eletto, tra mille polemiche e accuse di incostituzionalità, il nuovo presidente della Sesta Provincia pugliese, ecco che la Provincia Barletta-Andria-Trani, così come tutte le altre province d’Italia, tutto fuorché estinte, si troveranno ad affrontare quello che nella riforma Delrio non era contemplato: un taglio secco dei contributi provenienti dal governo centrale che ammonta ad 1 miliardo già nel 2015, per poi passare a 2 miliardi nel 2016 e a 3 miliardi nel 2017, tutti stabiliti dal disegno di legge di stabilità che, in pratica, va a cancellare tutte le buone intenzione contenute nella già discussa riforma degli enti locali.

Pesanti, pesantissimi tagli che, entro il 2017, ammonteranno a circa 8 miliardi di euro e che rendono le Province il capro espiatorio di questa manovra, l’unico ente sprecone degno di questo trattamento. Che l’abolizione delle Province fosse inquadrata in un contesto in cui l’eliminazione di questo ente avrebbe magicamente permesso la cancellazione del debito pubblico non è di certo una novità, ma l’entità di questi tagli ai contributi mentre le Province sono ancora e a tutti gli effetti esistenti ed in attività porterà presto al fallimento delle stesse.

Su una spesa annua di circa 9 miliardi, nel 2017 saranno apportati tagli pari al 31% circa, portando di conseguenza ad una situazione davvero insostenibile, in cui l’ente non sarà più in grado di garantire i servizi alla popolazione egli stipendi ai propri dipendenti. Le Province quindi spariranno, e le proprie competenza verranno spartite tra Comuni e Regioni, come da programma insomma, tralasciando che questo risultato sarebbe raggiunto in pratica con un atto di forza non indifferente.

E se anche il processo di riforma che porterà all’abolizione delle Province si dovesse compiere a tempo di record (cosa improbabile visto che già le elezioni provinciali, in diverse zone d’Italia, sono state posticipate) ed entro l’anno le competenze delle stesse venissero riassegnate, allora i tagli ai vari servizi delle Province comunque si ripercuoterebbe sugli enti che si sono accollati il compito di fornire tali servizi.

E se già quest’anno Regioni e Comuni si sono lamentati a gran voce dei tagli compiuti a loro sfavore. Che in definitiva ammontano rispettivamente al 3,3% e all’1,40% della loro spesa totale, si può solo immaginare cosa accadrà quando a queste importanti e tuttavia irrisorie percentuali si andrà a sommare quel pesantissimo 31%.

Insomma, che questi siano tempi difficili per l’economia nazionale non è più un mistero per nessuno, ma è davvero possibile che questi tagli così arbitrari e la definitiva eliminazione dell’ente Provincia, con relativi disagi per l’intera popolazione, bastino per risolvere la situazione ormai critica del debito italiano?

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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