Il periodo di “recessione tecnica” che stiamo attraversando, indubbiamente, è quello di una grave crisi economica ed a soffrirne maggiormente sono le posizioni più deboli. E‘ perciò assolutamente necessario operare in base ad una pianificazione strategica delle attività finalizzata al conseguimento di obiettivi produttivi, definiti in appositi modelli di sviluppo. E’ forse l’unica ricetta per stimolare quelle iniziative in grado di dare impulso immediato alla crescita della economia locale e non a quella ingiustificasta stagnazione che porterebbe al default.

Nella seduta del 16/11/2018 della Giunta Comunale di Barletta sono state approvate le Linee Programmatiche di Mandato 2018-2023 ed al provvedimento è stato attribuito l’effetto della immediata esecutività. Nel documento sono riportate, per il prossimo quinquennio, le linee strategiche di guida della attuale gestione amministrativa del Sindaco Cannito: fra l’altro, è indicato la “mission” di marketing territoriale e di sviluppo del settore agricolo. E” stato specificato che l’obiettivo è quello di promuovere un distretto dell’eccellenza agroalimentare, con la possibilità di combinare la produzione di vino autoctono di alta qualità con percorsi turistici integrati, tra arte, cultura ed enogastronomia.

Nelle precedenti Amministrazioni erano state fissate identiche Linee Guida, ma sono state sinora disattese e tutto si è vanificato nel NULLA. Se si volesse ora concretizzare qualcosa per passare dalle intenzioni ai fatti, è necessario, nell’ambito delle predette Linee Guida, predisporre un più particolareggiato modello di sviluppo. Dopo l’analisi della situazione attuale e dei trends evolutivi comparati, nel modello, devono essere precisati gli obiettivi, le responsabilità. le azioni, la tempistica tenendo presente la vocazione del territorio. Non solo le peculiarità, ma anche le criticità dell’assetto produttivo in base alla esatta concezione del marketing territoriale come definita da Philip Kotler. COSA, CHI, COME, QUANDO è la corretta impostazione metodologica,

Il Kotler, uno dei maggiori guru di management, ha ripercorso il pensiero di Luigi Einaudi, illustre maestro di etica ed economia, simbolo del liberismo italiano. Egli ha ben definito l’impostazione di marketing territoriale: l’attività programmata di sviluppo economico e sociale che si pone l’obiettivo di analizzare, comprendere, valorizzare e definire, in appositi modelli, le azioni più consone per l’evoluzione dei sistemi economici locali.

Per il territorio di Barletta il modello di sviluppo dovrebbe essere concentrato sull’anima del suo tessuto economico: il binomio agricoltura-turismo, come già correttamente indicato nelle Linee Guida. Ci sono, infatti, risorse di notevole pregio e di ampie potenzialità. Per il settore agricolo: il vino doc “Rosso Barletta” dal vitigno autoctono “uva di troia” e l’olio dop “Terra di Bari” dalla cultivar “oliva coratina”, con produzioni anche biologiche. Per il settore turistico : lo scrigno del patrimonio storico-artistico-culturale, il caleidoscopio delle tradizioni barlettane ed un sistema integrato di balnearità e ricettività. Sono questi i punti di forza su cui convergere il “sistema” per posizionare nei maggiori circuiti nazionali ed internazionali il brand “Barletta: città di arte, cultura e gastronomia”.

Il modello deve servire ad orientare il sistema produttivo verso la tipicità e l’identità con il territorio in quanto costituiscono una garanzia per il consumatore perché gli danno la possibilità di accertare l’origine e la tracciabilità dei prodotti. Il consumatore, oggi, vuole sapere cosa c’è nella confezione alimentare che acquista e cosa trova dove va in viaggio. Così fa le sue scelte che, naturalmente, devono essere stimolate da una promozione non generica, ma identificativa, con marchi di qualità e certificazione, per i prodotti alimentari, ed una chiarezza dei servizi per l’offerta turistica di eccellenza e non di prossimità.

Il modello deve essere necessariamente coordinato dall’Amministrazione Comunale e non sono richiesti importanti investimenti finanziari, la cui scarsezza potrebbe oggi costituire un ostacolo. I punti di forza innanzi indicati sono le eccellenze da valorizzare, specie quelle che sono in corso di grave depauperamento. Alcune di queste eccellenze autoctone sono in estinzione e dovrebbero essere recuperate. E’ imperdonabile perdere ulteriore tempo in beghe politiche e pastoie burocratiche. E” necessario stimolare la collaborazione dei cittadini e delle forze economiche interessate anche nel processo di programmazione per utilizzare le loro esperienze ed operare con trasparenza, competenza e responsabilità che sono la virtuosità della gestione della cosa pubblica.

Giuseppe Santaniello

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