“Suicide Squad” tra sbandate e buone idee: convince a metà il nuovo cinefumetto DC

suicide_squad_ver24_xlgRegia: David Ayer

Sceneggiatura: David Ayer

Cast: Will Smith: Jared Leto; Margot Robbie; Joel Kinnaman; Viola Davis; Jai Courtney; Jay Hernandez; Adewale Akinnuoye-Agbaje; Ike Barinholtz; Scott Eastwood;Cara Delevingne.

Genere: Azione/Fantascienza

Durata: 130 minuti

 

L’accoppiata DC/Warner torna ai banchi di prova della cinematografia dopo il flop di critica di “Batman v Superman: Dawn of Justice” con un nuovo, ambizioso progetto che mirava a rompere lo schema serioso e impostato degli ultimi cinefumetti diretti da Zack Snyder.

“Suicide Squad” infatti nelle intenzioni avrebbe voluto rompere il canone dei cinefumetti seriosi e tragici marchiati DC per proporre un film più colorato, rumoroso e basato su un gruppo sgangherato di anti-eroi, più o meno come proposto dalla Fox con il personaggio Marvel “Deadpool”, il cui film è stata la vera sorpresa nel panorama dei cinefumetti, dimostrando con l’ampio successo di botteghino e critica che, per fare un film supereroistico non è necessario edulcorare le situazioni e i personaggi, anche un setting più maturo è violento possono essere bene accetti, anzi, dona maggiore spessore alla produzione di un genere che spesso viene etichettato come  di “serie b”.

“Suicide Squad” riesce però solo parzialmente nel tentativo di dare una diversa prospettiva al DC Expanded Universe (nome dell’universo cinematografico ove vivono Batman, Superman e co.), e purtroppo non riesce del tutto a cancellare quanto di male prodotto dal suo predecessore, confermandosi come una pellicola nel complesso senza infamia e senza lode.

Sulla regia e sulla sceneggiatura non c’è tantissimo da commentare: la regia si rivela piuttosto operaia, le scene di azione sono girate nel complesso bene, sempre comunque chiare e senza scadere nel caos incomprensibile di alcune produzioni d’azione degli ultimi anni; la sceneggiatura è invece anonima, quasi inesistente, si riduce ad un semplice “togliamo di mezzo il super-cattivone di turno”, senza avere il coraggio di spingersi oltre, dando maggiore rilievo all’azione piuttosto che alla caratterizzazione dei personaggi. Alcune battute dei personaggi, ottime per attirare l’attenzione nei trailer, si rivelano nel corso del film fin troppo esagerate e fuori contesto, nonché improbabili.

Certo, in “Batman v Superman” proprio la mancanza di scene d’azione ben coreografate  ha rappresentato una pecca importante, che qui è stata risolta, ma a pagarne il prezzo è stata per l’appunto la caratterizzazione di un gruppo di personaggi che, con la loro natura di “criminali/anti-eroi”, avrebbe sicuramente giovato di una maggiore profondità.

Tutta la caratterizzazione invece si basa su brevi e concisi flashback, diretti e introdotti con grazia e stile dal regista, ma che nella loro bontà non sono stati comunque sufficienti per rendere buona parte dei personaggi più di una semplice maschera stereotipata di “villain”.

A salvarsi da questo piattume generalizzato, più per il talento dell’attore che per la sceneggiatura vera e propria, è solo il personaggio di Deathshot, interpretato da un Will Smith in piena forma che, tra battutine condite da una buona dose di black humor e momenti più seri e profondi, ha saputo donare un qualcosa in più alla sua “maschera”.

I riflettori del pubblico e della critica, però, erano tutti puntati sulla coppia “Joker/Harley Quinn”, amatissima dagli appassionati di comics e interpretata in questa pellicola da Jared Leto e Margot Robbie. L’impressione che la coppia da, però, nello svolgimento dei fatti e nei flashback a loro dedicati è tuttavia ben diversa da quella che l’appassionato medio si aspettava: la coppia disfunzionale di psicopatici che viene creata da Bruce Timm è che ancora oggi domina il panorama dei fumetti, con un Joker spesso violento e disinteressato nei confronti di una Harley presissima da lui ma spesso maltrattata, ignorata e letteralmente abusata, diventa una coppia di psicopatici assassini presa però da una “dolce” storia d’amore.

Il personaggio di Harley Quinn perde buona parte del suo carisma e per tutta la durata del film si alterna a momenti in cui lancia battute solo per strappare una risata al pubblico e momenti in cui vediamo l’attrice mettere in mostra le sue grazie per le gioie dei suoi fan (pur non giungendo agli estremi raggiunti dalla stessa Robbie in “The wolf of Wall Street”).

Ma la vera delusione della pellicola è stato il nuovo Joker di Jared Leto: le grandi aspettative riguardo questa nuova versione dell’iconico villan di casa DC si è rivelata piuttosto deludente. Ben lungi dalla follia criminale e molto scenografica del Joker di Jack Nicholson, e lontana anni luce dalla follia anarchica e sociopatica del meraviglioso Joker di Heath Ledger, il Joker/Leto dà quasi l’impressione di essere un comune delinquente a capo di una banda strafatto di acidi vari. Un’interpretazione molto “normale” di quello che dovrebbe essere un personaggio estremamente sopra le righe, con comportamenti che esulano quasi del tutto dal modus operandi del Joker, tanto cinematografico quanto fumettistico. Per fare un esempio banale, il “Joker” apparso nel serial tv, di certo non superlativo, “Gotham” è molto più fedele al personaggio rispetto all’interpretazione data da Jared Leto. È vero tuttavia che l’attore pare abbia girato svariati minuti poi tagliati in sede di montaggio finale e che forse la natura folle del personaggio sarebbe emersa meglio aggiungendo del minutaggio a lui dedicato, ma quel che è fatto è fatto, non resta che attendere un’ennesima ed eventuale  “director’s cut” per saggiare la bontà di queste scene mancanti.

Un ultimo accenno lo diamo al reparto tecnico della pellicola: graficamente roboante, questo film colmo d’azioni pecca negli effetti di computer grafica, decisamente troppo inverosimili e “plasticosi”, basti pensare alla resa grafica del personaggio di Incantatrice, interpretato dalla modella Cara Delavigne, la cui figura sembra davvero troppo aliena alla scena e con una resa tecnica che sembra vecchia già di qualche anno; al contrario il comparto sonoro è curatissimo, con tutti i flashback e i momenti clue del film accompagnati da alcune delle migliori canzoni rock degli ultimi 50 anni, e in generale con effetti sonori e musiche esagerate, rumorose, adatte al contesto estremamente action del tutto.

In definitiva, “Suicide Squad” si rivela un buon film d’azione, con alcune pecche grafiche e delle naturalissime (per il genere) falle nella caratterizzazione dei personaggi. Più in particolare, però, il film è un cinefumetto mediocre, che tralascia e in parte snatura alcuni personaggi chiave dell’universo DC, e cerca invano di scimmiottare la struttura dei cinecomics concorrenti (l’aggiunta di una scena post titoli di cosa è stata una grande novità, presa ovviamente dai rivali della Marvel), simulandone solo in parte l’atmosfera.

Se si è in cerca di un cinefumetto nella media, senza troppe pretese e comunque in grado di intrattenere, e chiudendo un occhio su qualche pecca qua e là, “Suicide Squad” è comunque un prodotto ben più gradevole e riuscito meglio del predecessore, gettando le basi per un futuro cinematografico quantomeno più disposto ad aprirsi a delle novità nel genere, abbandonando l’epica troppo spinta e la pomposità dei film diretti da Snyder.

Voto: Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)half star

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