Strategia Zero Waste. Anche Barletta dice No alla combustione dei rifiuti

 Il Meeting Internazionale contro la combustione dei rifiuti, organizzato a Barletta da Zero Waste Italy, Zero Waste Europe, Movimento Legge Rifiuti Zero Puglia e Gaia Europe, è stato un evento davvero importante poiché ha evidenziato la necessità di continuare a fare battaglie non solo a livello locale ma anche internazionale. A tal proposito è necessario essere uniti e lottare per stesse battaglie e per uno stesso scopo. Proprio per questo nuemerosi sono stati gli interventi di rappresentanti di organizzazioni europee che combattono da sempre la “battaglia dei rifiuti”. Tra i vari relatori sono intervenuti Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe e vincitore del Goldman Environmental Prize 2013, Mariel Vilella di GAIA Europe, Erika Oblak di Ecologisti Senza Frontiere della Slovenia, Agostino di Ciaula responsabile dei Medici per l’Ambiente della Puglia ed Enzo Favoino, coordinatore scientifico di Zero Waste Europe.

Erika Oblak, in particolare, ha parlato del caso Lubiana. La Slovenia è infatti tra le realtà europee più motivate e vincenti, prima tra tutte nel riconoscere il problema della raccolta dei rifiuti e del loro smaltimento adottando già in quattro comuni, compresa la capitale Lubiana, la strategia Rifiuti Zero.
Mariel Villela invece, dell’associazione Gaia, ha evidenziato come si debba fornire e ricercare una alternativa possibile allo smaltimento e al riciclo dei rifiuti. Ormai alcuni inceneritori hanno compiuto quarant’anni di attività, ed è per questo che si necessita in questo periodo di diffondere efficacemente nuove pratiche di non combustione.
L’Europa ha il più alto numero di cementifici attivi mentre l’Italia è tristemente coinvolta in queste vecchie pratiche di combustione dei rifiuti ponendosi al terzo posto per numero di inceneritori.
E’ stato sottolineato dai moderatori dell’incontro quanto sia diffuso credere che i cementifici producano meno emissioni degli inceneritori, quando in realtà le sostanze rilasciate sono due volte più alte dei limiti previsti dalla legge. Sostanze come l’ossido di azoto, prodotte dai cementifici. sono state chiaramente evidenziate come pericolose per la salute, responsabili di problemi respiratori in bambini in età prescolare, ma anche la diossina e i metalli pesanti rilasciano sostanze inquinanti e terribilmente pericolose.
Componenti come policlorobifenili, anche chiamati PCB, che vengono fuori dai cementifici non sono nemmeno controllati dalla legge, sfuggono a qualsiasi normativa, quando sono alcuni dei principali fattori che possono portare a malattie quali cancro al polmone, cancro alla mammella, problemi di infertilità. Un quadro spaventoso quando si pensa alla presenza della Buzzi Unicem all’ingresso della nostra città.
Non solo cementifici ed inceneritori: 599 sono le discariche abusive presenti nella sola Puglia che così ne detiene il primato.

Una consapevolezza dei rischi e delle alternative possibili è la strada che va percorsa cercando di essere fermi sulla necessità non solo di difendere il pianeta ma anche la propria salute. Questa consapevolezza deve accelerare il processo di abbandono di vecchie e dannose pratiche di smaltimento rifiuti a favore di nuove pratiche come ad esempio il trattamento a freddo che porterebbe diversi vantaggi: costi minori,  scalabilità maggiore, maggiore velocità di allestimento, flessibilità e convertibilità ma anche una importante tutela e salvaguardia dell’ambiente e della propria salute.
Ci auguriamo che incontri come questo vengano proposti sempre più spesso perchè i danni sono molti e in alcuni casu anche vicinissimi a noi. Ogni cittadino dovrebbe conoscere e partecipare attivamente per poter difendere la propria salute e il proprio territorio in una prospettiva unita e più forte.

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