Storia di una primogenitura contesa: Chi primo l’acquedotto Ofantino o quello Pugliese ? – Parte II

Acquedotto 1Ma gli addetti ai lavori non si fermarono a quei primi studi e andando alla ricerca della provenienza delle acque presenti nel lago sotterraneo, risalirono fino al Locone. Furono subito chiamati esperti del settore quali il prof. Punto, romano, per valutare la purezza e qualità dell’acqua e il prof. Gaetano Bruno, napoletano, direttore dei lavori per la costruzione dell’acquedotto del Serino, affinché offrisse la sua esperienza relativamente all’aspetto tecnico in vista della eventuale costruzione di un acquedotto.

Il primo analizzò l’acqua e nel suo successivo referto dichiarava che “…l’acqua rinvenuta sul luogo ed analizzata è risultata fra le migliori d’Italia, fresca, limpida e grata al palato, quale acqua del monte. Pertanto può dichiararsi che nella località del Locone l’acqua esiste abbondantissima per i bisogni della Città di Barletta e può facilmente derivarsi e condursi”.

L’ing. Bruno, il quale si dichiarava “…molto amico dell’Amministrazione Municipale di Barletta” nella sua relazione tecnica affermava che “… dopo un esame diligentissimo eseguito sopra i luoghi, non può né deve derivare l’acqua da altro luogo se non da quello preso in esame e consiglio caldamente di non perdersi in lungherie e procedere con sollecitudine ed energicamente all’attuazione di quanto proposto dall’Ingegnere Capo          ( ing.Iecini n.d.r.)”.

Chi di competenza accolse senza indugi le raccomandazioni dell’ing. Bruno e immediatamente tutto l’incartamento fu portato all’attenzione del Consiglio Comunale, presieduto dal Sindaco Cav. Pietro Cafiero, che il giorno 24 novembre 1886 , visto del Sotto Prefetto apposto in data 28 dicembre 1886 con n.7093, approvava all’unanimità, per alzata di mano, la delibera  relativa “…al progetto per la derivazione e conduttura delle acque del Locone in questa Città ”.

La delibera approvata dal Consiglio Comunale ebbe l’effetto dirompente di una bomba allorquando la risoluzione del massimo consesso comunale barlettano fu inviato alla Deputazione Provinciale di Terra di Bari (l’attuale Provincia n.d.r.) la quale, contestualmente, presentò una proposta per la costruzione di un acquedotto per l’intera Provincia dichiarando di interesse pubblico della Provincia il progetto inviato dal Comune di Barletta. Subito dopo, in data 1° febbraio 1887, fu notificata all’Amministrazione Municipale di Barletta la predetta deliberazione della Deputazione Provinciale di Terra di Bari con la quale la stessa “…prende atto della comunicazione(quella della costruzione di un acquedotto barlettano) e tenuti presenti i deliberati del Consiglio provinciale del giorno 9 e 11 novembre 1886, con i quali l’acquedotto Barese fu ritenuto opera provinciale, dichiara che il progetto di un acquedotto comunale ad esclusivo servizio del Municipio di Barletta, non può, né deve in alcun modo pregiudicare ed ostacolare il progetto della conduttura provinciale (!!!)”.

Acquedotto 3Il Consiglio Comunale di Barletta presentò immediatamente formale ricorso al  competente Ministero dell’Interno avverso la deliberazione della Deputazione Provinciale di Terra di Bari, argomentandolo in tre punti:

1° Perché fu indebitamente ritenuta la provincialità dell’opera  mentre, giusta la legge, non può ritenersi per tale quella di un acquedotto;

2° Perché, anche ammettendosi che possa ritenersi opera provinciale, doveasi in tutti i modi aprire l’adito ai reclami e alle osservazioni dei Comuni chiamati a concorrere alla spesa;

3° Perché, in vista della scarsa probabilità di potersi provvedere la Provincia di Bari di acqua potabile, giusta la proposta presentata dalla Deputazione Provinciale, si pretenderebbe dalla Deputazione stessa di arrestare la diligenza della Rappresentanza Comunale di Barletta che, con azione energica e spedita, intende provvedere alla tutela della vita dei propri amministrati.

Alla faccia della sottomissione ! Non vi sembra di rivivere avvenimenti più recenti che portano il nome di istituzione della Provincia di Barletta ?

Come era prevedibile (la perfida Albione colpisce ancora!) con dispaccio del Ministero dell’Interno n.20179 bis/158985 “…il ricorso presentato da codesto Comune non è ammissibile perché il Consiglio Provinciale, colle deliberazioni 9,10 e 11 novembre, non ha violato alcuna disposizione di legge. Ciò stante, se il Governo crederà di poter accogliere tale preghiera, il Municipio di Barletta potrà far conoscere al Parlamento, sotto forma di petizione, le ragioni per le quali crede di doversi opporre alla concessione chiesta dalla Provincia”.

Il Comune di Barletta comunque non si arrestò anzi accelerò tutti quegli atti che portarono al progetto finale dell’acquedotto barlettano datato 1902 e che fu “fagocitato” dalla perfida Albione come decine di altri frutti dell’Ingegno barlettano quali il “Concorso Internazionale Esposizione Nazionale Mostra Regionale Pugliese di macchine e prodotti agricoli ” che poi, trafugata (l’idea), divenne la Fiera del Levante. Ma questa è tutt’altra storia … che, se lo vorrete,  avremo il piacere di raccontarvi.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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