Stalking: arrestato pregiudicato dalla Polizia

Nella mattinata di ieri (ore 07.45) personale della Polizia di Sato in servizio di volante, veniva informato dall’operatore della Centrale Operativa che in via M. Dimiccoli, dietro la porta di un appartamento ivi esistente, vi era un giovane che stava tentando di sfondarla a calci, nell’intento di entrare all’interno.

Raggiunta l’abitazione segnalata, gli agenti, mentre si accingevano ad entrare nel portone del condominio, venivano allertati da numerosi residenti che, visibilmente impauriti, raccontavano loro la gravità di quello che stava accadendo. Mentre gli agenti si apprestavano a salire a piedi per raggiungere il terzo piano, udivano forti rumori provenire dalle scale, riconducibili a colpi inferti su di una porta in legno. Raggiunto il terzo piano, gli stessi agenti, notavano la presenza di un giovane che, con furia immane, stava colpendo ripetutamente con calci e pugni la porta d’ingresso di un appartamento. Con non poche difficoltà gli operanti riuscivano ad allontanare il giovane dalla porta e ad identificarlo per CIVITA Giovanni, barlettano di anni 28, pluripregiudicato. Gli agenti invitavano il giovane ad allontanarsi e a seguirli in strada per gli ulteriori accertamenti di rito. A tale richiesta, il giovane, riferiva che non si sarebbe mai allontanato dalla porta se prima non avesse parlato con una ragazza che si trovava all’interno dell’appartamento. Gli agenti tentavano di riportare alla ragione il giovane, invitandolo nuovamente a seguirli. A tale ulteriore richiesta, il CIVITA si dirigeva nuovamente verso la porta dell’appartamento sferrando alcuni calci. A questo punto, gli agenti si vedevano costretti ad afferrarlo per le braccia e a portarlo di peso in auto, con non poche difficoltà, poiché il CIVITA si opponeva vivamente strattonando gli operanti nell’intento di svincolarsi e ritornare dietro la porta dell’appartamento. Nel frattempo la famiglia presa di mira dal CIVITA, rincuorata dalla presenza degli agenti, usciva dalla propria abitazione raccontando di essere vittima di veri e propri comportamenti stolkizzanti da parte di CIVITA. In particolare, la giovane donna a cui le attenzioni del CIVITA erano rivolte, raccontava di aver già presentato una prima denuncia per atti persecutori presso la Stazione Carabinieri di Barletta ( denuncia presentata nel mese di maggio 2014).

La stessa p.o. riferiva di aver denunciato che, circa un anno fa, mentre era seduta in un bar con un gruppo di amici, le si avvicinava un ragazzo che non conosceva, il quale le diceva di averla conosciuta attraverso Facebook. La P.O. raccontava che da quel momento in poi, CIVITA Giovanni aveva cominciato nei suoi riguardi, una escalation di atteggiamenti stolkizzanti, dapprima con assillanti e continue telefonate giunte sulla sua utenza, seguite da sms e successive minacce telefoniche di aggressioni fisiche se l’avesse incontrata per strada. La P.O. nella stessa denuncia riferiva che, per paura di essere veramente malmenata, suo malgrado, aveva deciso di rispondere alle telefonate nell’intento di far calmare il CIVITA. Tuttavia tale escamotage non sortiva l’esito sperato dalla vittima. Infatti in data 28.06.2014 mentre la P.O. si trovava in spiaggia veniva avvicinata dal CIVITA il quale la minacciava velatamente dicendole la frase: “ ANCORA VIVI? “ . Gli atteggiamenti vessatori posti in essere dal CIVITA nei confronti della p.o., trovavano il loro epilogo ieri mattina, allorquando lo stesso dopo aver cominciato a molestare telefonicamente e con sms la P.O. sin dalle prime ore della mattinata, decideva poi di recarsi personalmente dietro la porta di casa della famiglia della vittima per prenderla a calci e pugni nell’intento di entrare nell’appartamento per costringere la p.o. a parlare con lui.

Presso gli uffici del Commissariato, la p.o. formalizzava ulteriore denuncia – querela nei confronti di CIVITA Giovanni, raccontando continue e asfissianti molestie telefoniche seguite da minacce verbali di gravi conseguenze fisiche rivolte alla stessa, se non avesse acconsentito di parlargli. Sulla scorta di quanto sopra, attraverso una verifica visiva del telefono in uso al CIVITA, gli agenti constatavano che dalle ore 04.00 alle ore 07.50 CIVITA aveva effettuato ben 87 chiamate telefoniche verso l’utenza della p.o.

Per i fatti di cui sopra, attesa la flagranza del reato ex artt 312 bi e 337 c.p. CIVITA Giovanni veniva tratto in arresto ed associato presso la Casa Circondariale di Trani a disposizione del P.M. di turno Dott. A. SAVASTA.

 

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