Sportello telematico dell’automobilista, il Garante per la protezione dei dati personali richiede maggiore sicurezza

L’Autorità garante per la protezione dei dati personali ha espresso il suo parere sullo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al DPR n° 358/2000, che ha introdotto lo “Sportello telematico dell’automobilista” (STA).

 

Procediamo con ordine, chiarendo quali sono le funzioni dello Sportello, cosa ha previsto il successivo decreto legislativo n° 98/2017 ed infine a cosa mira il recente schema di DPR in merito al quale il garante ha espresso il suo parere.

 

Cos’è lo Sportello telematico dell’automobilista?

 

Introdotto con il D.P.R. n° 358/2000, lo STA è uno sportello al servizio del cittadino che consente di ottenere subito targhe,  carte di circolazione e  certificato di proprietà digitale di un veicolo, nuovi o aggiornati, senza doversi rivolgere in tempi diversi agli uffici delle unità territoriali dell’ACI –Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e della Motorizzazione Civile (UMC).

 

Diverse sono le richieste che è possibile rivolgere allo Sportello.

Ad esempio, si possono richiedere immatricolazione e iscrizione al PRA di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi nonché la reimmatricolazione/rinnovo di iscrizione degli stessi.

Prevista, altresì’, la possibilità di richiedere il passaggio di proprietà.

 

Il documento unico di circolazione e di proprietà

 

Il successivo decreto legislativo n° 98/2017 ha istituito il documento unico di circolazione  e di proprietà, superando in questo modo la necessità che il cittadino debba richiedere il rilascio di due documenti distinti (carta di circolazione e certificato di proprietà).

 

Cosa prevede il nuovo schema di decreto del Presidente della Repubblica?

 

Lo schema di decreto sottoposto al parere del Garante è volto ad introdurre norme di coordinamento tra le nuove disposizioni introdotte dal d.lgs 98/2017 e quelle contenute nel DPR n° 358/2000.

In particolare, lo schema ridefinisce il procedimento per il rilascio della carta di circolazione che sarà gestito interamente per via telematica.

All’uopo, lo STA, ricevuta la domanda di emissione di tale documento unico e accertata l’identità del richiedente, il pagamento degli importi dovuti nonché la completezza della documentazione presentata e la conformità alla normativa, provvederà alla formazione del “fascicolo digitale” e lo trasmetterà al CED (Centro elaborazione dati) del Dipartimento.

Viene così prevista la trasmissione del fascicolo per via telematica, superando l’obbligo attualmente previsto di consegnare agli sportelli i fascicoli cartacei.

Il CED, verificata la congruenza dei dati ricevuti con quelli presenti nell’archivio nazionale dei veicoli e nel PRA, consentirà allo STA la stampa del documento unico.

 

Il parere del Garante sullo schema di decreto

 

Interpellato sullo schema, il Garante ha invitato l’Amministrazione ad identificare con precisione i soggetti che, a diverso titolo, potranno trattare i dati personali, definendone chiaramente le rispettive attribuzioni.

Nello schema di decreto, infatti, si intuisce il ruolo centrale attribuito al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti mentre è opportuno definire e chiarire meglio il ruolo dell’ACI, degli altri operatori dello Sportello e dei concessionari della riscossione abilitati, tra l’altro, a comunicare le informazioni concernenti gli eventuali fermi amministrativi.

 

E’ indubbio che il trattamento dei dati personali, posto in essere per il rilascio del documento unico, comporti lo scambio di dati personali su larga scala (dovrebbero essere circa 10 milioni i documenti rilasciati in un anno); si rende pertanto necessario individuare appropriate misure tecniche ed organizzative per garantire la sicurezza deli stessi.

 

In particolare, ha precisato il Garante, l’adozione delle predette misure è essenziale in relazione al fascicolo digitale, considerata la presenza in esso di dati relativi alla situazione giuridico patrimoniale dei veicoli e in particolare alla sussistenza di privilegi e di ipoteche.

 

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Maria Teresa Caputo
Maria Teresa Caputo è nata a Barletta nel 1977. Dopo il diploma di ragioneria conseguito nel 1996, si è laureata in giurisprudenza nel 2003 presso l’Università degli Studi di Bari con votazione 110/110. Nel 2006 ha superato l’esame di avvocato presso la Corte di Appello di Bari, conseguendo l’idoneità. Durante l’esercizio della professione legale si è dedicata in particolare al diritto civile, partecipando a numerosi seminari.

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