Sport Summer Days, bilancio positivo per l’evento che ha dato vita alla spiaggia adiacente al porto

Quando un angolo morto e buio di spiaggia diventa luogo in cui la gente si incontra e si conosce intorno ai valori dello sport. Quando queste persone crescono di giorno in giorno e chiedono di rimanerci per più tempo, anzi “per sempre”. Quando succede questo vuol dire che un evento è riuscito ma vuol dire soprattutto che è venuta a galla una necessità comune: quella di avere a disposizione posti simili, spazi pubblici di sport veicolo principale di integrazione e aggregazione.
Tutto questo è stato Summer Days, un evento di oltre 40 giorni (8 Luglio – 23 Agosto) che si è svolto sulla litoranea di Ponente “Pietro Mennea” di Barletta, presso la spiaggia libera adiacente al porto. Il tutto ha preso vita i primi giorni di Luglio. Due campetti da streetball, uno da beach volley, uno da beach soccer, un tavolo da ping pong e un biliardino, il tutto illuminato adeguatamente. “Non abbiamo mai chiuso in questi giorni, chiunque volesse giocare aveva a sua disposizione i campi da noi allestiti e i palloni che servivano.” – afferma Claudio Bruno, addetto alla comunicazione dell’evento e co-organizzatore – “abbiamo pensato che chiunque avesse il diritto di giocare e di sentirsi libero a qualsiasi ora del giorno e della notte, perché chiudere i battenti ad una certa ora se c’era gente che voleva divertirsi alle prime luci dell’alba o nel buio della notte?”.
Circa mille al giorno gli avventori, i curiosi e gli sportivi amatoriali accorsi a qualsiasi ora per un evento che pian piano ha coinvolto tutta la città oltre ogni limite d’eta, oltre ogni estrazione sociale – “la cosa che ci ha riempito il cuore di gioia è stato vedere nonni, nipoti e ragazzi di ogni età condividere lo stesso campo e lo stesso pallone, divisi dall’età ma uniti dallo sport”- afferma un altro membro del team organizzativo, Giacinto Giannini.
Quanti tornei in questo mese. Dal biliardino, al basket, dal burraco al calcio tennis, dagli scacchi al soft air. Quante pietre e quanti cocci di bottiglia tolti in questi mesi. Dallo strato di cemento malconcio a quella sabbia trascurata per anni. Quante ginocchia sbucciate, quanti canestri sbagliati, quante esultanze per gli azzurri alle olimpiadi e che emozione quando è arrivata Veronica Inglese prima della partenza per Rio, e poi l’arbitro Damato dopo l’avventura agli Europei di calcio in Francia.
Tante le emozioni vissute, così tante da non poter essere descritte in un singolo comunicato. “Ringraziamo gli sponsor e CONI Bat nelle persone di Isidoro Alvisi e Marcello Degennaro che si sono prodigati a sostenere un progetto così importante ed impegnativo dal punto di vista economico e gestionale”- dichiara Pasquale Palmitessa, uno degli organizzatori –“il lavoro dietro le quinte è stato molto duro specie per le condizioni in cui versava la location inizialmente e soprattutto perché non facciamo questo per lavoro, siamo solo quattro ragazzi con un sogno, quella di una Barletta a misura di sportivo e di cittadino”.
Oltre gli organizzatori, in tanti hanno dato una mano senza alcun secondo fine, per il solo bene del progetto lavorando duramente.
“Si spengono i riflettori su uno spicchio di litoranea che non vorremmo mai più vedere in condizioni di abbandono ma destinata all’importanza che può rivestire per tutta la cittadinanza” – afferma Angelo Falcone, uno degli organizzatori, che continua: “per far sì che ciò accada siamo consapevoli che il supporto dell’amministrazione, specie nella valorizzazione dei luoghi dell’evento, sia uno step imprescindibile”.

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