I social media e il costante bisogno di mettersi in mostra

social media

La vita quotidiana con l’entrata in vigore dei social media è certamente cambiata. Sicuramente è diventato più semplice poter comunicare specialmente in casi di attività commerciali dove grazie a queste piattaforme hanno diverse possibilità di fare pubblicità, perciò i social possono essere mezzi a dir poco strategici e innovativi ma anche in grado di causare dei problemi se si dovesse abusare.

Per quanto riguarda il social spesso la questione sembra sfugga di mano a molte persone poiché per alcuni, di tutte le fasce di età, il proprio profilo social viene frainteso come un mezzo semplice al fine di farsi notare. Ma da dove deriva questo bisogno? Quali sono i meccanismi psicologici che scattano? Perché farsi notare?

La voglia di farsi notare, chi più e chi meno, è sempre esistita. Probabilmente a causa del desiderio di approvazione da parte degli altri e infatti nel caso dei social media i famosi like  giocano un ruolo fondamentale. Questo perché il “mi piace” e il commento sono quasi una conferma e soprattutto una risposta per chi sente fortemente il bisogno di apparire e di ostentare.

Si evince inoltre dalle statistiche che molte persone preferiscono vivere di inganni rischiando di perdere il senso della realtà: alcuni fingono una forza che non hanno, una felicità che non provano, un coraggio che non che non possiedono, beni materiali irrisori o non reali, fanno foto super ritoccate e magari in pose da “codice social”. Insomma la corsa ai like cambia decisamente i connotati.

Probabilmente questa “esigenza” deriva anche dalla voglia di alimentare possibili invidie mostrando la bella vita, oltre che dal desiderio di sentirsi appagati grazie alla risposta dei propri contatti, senza dimenticare che molti arrivano da perfetti sconosciuti e che probabilmente non si incontreranno mai. Infatti la questione social media diventa sempre più una triste realtà perché si rischia tramite l’esagerazione di creare nel soggetto ,dipendente dal social e dalle apparenze, disagi e frustrazioni.

Se si vive di speranza nel brillare tramite la pubblicazione e l’aggiornamento costante del proprio profilo con post annessi e connessi, mostrando una vita perfetta e/o una falsa prosperità, il rischio di lasciarsi sedurre da questo meccanismo virtuale potrebbe essere quello di “partire per un viaggio sullo schermo” ma di sola andata

L’ossessione di pubblicare, di avere approvazioni tramite like, di svegliarsi al mattino con la foga di visualizzare nuove notifiche e cercare di materializzare la finzione,  può portare il soggetto dipendente dal social media a cedere alla “nomofobia” (termine che deriva dall’inglese no-mobile ovvero assenza di connessione) o peggio si può innescare nell’individuo l’idea di una realtà non del tutto vera o peggio inesistente.

Bisogna ricordare che la vita non è perfezione e che i problemi appartengono a tutti. L’uso della nuova tecnologia può risultare molto utile se non si esagera e accettare l’idea di farsi conoscere per la persona che si è realmente è la forma più corretta che si possa utilizzare per ottenere l’approvazione più importante: quella per se stessi. 

Un po’ come la frase di Mirco Stefano che fa tanto riflettere sulla necessità di voler apparire: “Continuiamo a bere del pessimo vino preoccupati che i calici siano di cristallo”.

Immagine copertina di https://dailyillini.com/opinions/columns-opinions/2017/10/24/dont-depend-social-media-happiness/

 

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here