Lo smaltimento di una carcassa animale da una strada cittadina è un servizio d’interesse pubblico e morale, ed è proprio per questo che andrebbe eseguito il più velocemente possibile. Mi giungono invece da tempo numerose segnalazioni di animali (quasi sempre gatti) investiti e lasciati sulla strada o a ridosso del marciapiede per diversi giorni nonostante l’allarme dato ai vigili. Le ultime segnalazioni mi sono giunte venerdì mattina e sabato sera.

La prima riguardava il corpo di un gattino investito a piazza Plebiscito, più precisamente in via Cialdini, nelle prime ore della mattina. La piccola carcassa, ferita gravemente alla testa, il giorno dopo era ancora ben visibile agli occhi dei passanti e dei bambini provenienti dalla scuola materna e quella elementare ubicate nelle immediate vicinanze. Durante il pomeriggio è stata spostata a ridosso del marciapiede per poi essere rimossa soltanto la sera.

Sabato ancora un altro gatto ha perso la vita sotto le ruote di un’auto. Questa volta è accaduto in via Sant’Antonio, quasi ai margini di piazza Federico di Svevia. La testa dell’animale era praticamente sparita e il corpo sanguinante è stato lì per diverse ore. La posizione della carcassa esattamente in curva ha fatto si che fosse schiacciata ripetutamente.

In nessuno dei due casi chi ha investito ha allertato i vigili. Come sempre accade, le segnalazioni sono fatte da cittadini che non tollerano la vista di un animale morto e gravemente ferito, da chi non sopporta la vista del sangue e delle viscere sparse sul manto stradale, da chi si prende la briga di spostare (o cestinare) i corpi o da chi cerca di restituire un briciolo di dignità a una carcassa ripetutamente investita e praticamente schiacciata al suolo come uno zerbino.

Capita molto spesso che le carcasse dei gatti investiti vengano abbandonate nelle aiuole cittadine. Un mese fa, ad esempio, mi è stata segnalata la presenza del corpo di un gatto nell’aiuola che costeggia la pista ciclabile di via Dante Alighieri (su cui cani e gatti hanno perso la vita a causa di bocconi avvelenati e polpette piene di chiodi). Inutile dirvi che il povero animale è stato rimosso quando era già in abbondante stato di decomposizione.

Purtroppo questi episodi si succedono con cadenza frequentissima sotto gli occhi di tutti, grandi e bambini. Per quanto ci si possa impressionare alla vista di quello che è a tutti gli effetti un cadavere in pessime condizioni, ci stiamo così abituando alla violenza da chiudere gli occhi e dimenticare immediatamente ciò che si è appena visto. O peggio ancora, ci stiamo abituando a ignorare la sofferenza, specialmente quella degli animali (a meno che non sia un argomento jolly da campagna elettorale e situazioni simili in cui la lacrimuccia porta consensi).

Dunque, anziché ignorare l’animale agonizzante o morto sul colpo è bene chiamare immediatamente i vigili e insistere affinché chiamino rapidamente la ditta attualmente incaricata del “prelievo, trasporto e smaltimento delle carcasse e spoglie cani, gatti e altri animali non destinati al consumo umano”; nel nostro caso la ditta è PROT.IT S.R.L. di Andria (leggi qui la determinazione dirigenziale). Teoricamente questo intervento dovrebbe essere tempestivo: chi lascerebbe il corpo di un bambino, di un anziano o di un qualunque essere umano per giorni al bordo della strada? Nessuno. Pertanto lo stesso trattamento va riservato agli animali, in quanto esseri viventi proprio come noi.

OMETTERE SOCCORSO È UN REATO

È anche possibile che l’animale (domestico o selvatico) sopravviva al colpo perciò non fermarsi per prestare soccorso e accertarsi delle effettive condizioni è di fatto un reato e si può essere puniti con un’ammenda a 80€ a 318€. Possono anche essere accertate responsabilità penali (secondo l’articolo 544-ter del Codice penale).

L’ articolo 189 del Decreto Legislativo 285 del 1992 specifica che “l’obbligo di fermarsi e porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso è riferito agli animali d’affezione, da reddito o protetti. Oltre che per dovere civico e buon senso, l’obbligo di fermarsi a chiamare aiuto vale per tutti gli animali.

Inoltre dal 2010 è stato modificato anche il codice della strada (Art. 31 della legge 29 luglio 2010, n. 120) disponendo per l’utente, “in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno”.

Dunque, che sia in città o su strada l’obbligo è di fermarsi e chiamare soccorso così come si fa per incidenti in cui sono coinvolte delle persone. Si può chiamare la Polizia di Stato (113), lo studio medico veterinario più vicino o le associazioni di volontariato come l’E.N.P.A per gli incidenti avvenuti in città; il Corpo Forestale dello Stato (1515), i Carabinieri (112), la Guardia di Finanza (117), le Polizie Municipali-Locali-Provinciali, i Servizi Veterinari Aziende USL, i Centri di recupero fauna selvatica per gli incidenti avvenuti su strade e autostrade.

Se si assiste a un’omissione di soccorso è opportuno coinvolgere le forze di polizia e, se possibile, raccogliere il numero più elevato possibile di prove (foto, video). Anche il mancato intervento è denunciabile, perché si tratta di un pubblico servizio. Il medico veterinario, anche libero professionista, ha il dovere di assistenza previsto dall’articolo 16 del Codice Deontologico della categoria: “Il Medico Veterinario ha l´obbligo, nei casi di urgenza ai quali è presente, di prestare le prime cure agli animali nella misura delle sue capacità e rapportate allo specifico contesto, eventualmente anche solo attivandosi per assicurare ogni specifica e adeguata assistenza”.

Soccorrere un gatto o qualsiasi altro animale domestico o randagio ferito, denunciarne il decesso e accelerare le procedure di svolgimento di smaltimento (se necessario con continue chiamate ai vigili o alla ditta competente) è segno di civiltà e rigore morale. Anziché chiudere gli occhi e coprire quelli dei nostri figli davanti alla carcassa di un animale, impariamo a utilizzare la voce e il telefono anche per delle giuste cause. Una civiltà che non rispetta i morti (qualunque essi siano) non è degna di essere chiamata tale.

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Giusy Del Salvatore
Giusy Del Salvatore è nata a Barletta nel 1987. Nella città pugliese porta avanti le sue attività di giornalista, blogger, copywriter, web marketing specialist e social media manager. Dopo la maturità classica conseguita presso il liceo classico “A. Casardi” di Barletta si è laureata in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli studi di Bari. Successivamente ha frequentato il “First Master in Giornalismo", il master di “Formazione giornalistica ed editoriale”, il master in "Giornalismo Digitale" e il master in "Social Media e Digital Marketing". È appassionata di ecologia, salvaguardia animale/ambientale, poesia, letteratura, architettura, design, web e social media marketing. Ha iniziato a scrivere professionalmente occupandosi di cinema e spettacolo per la rivista Ecodelcinema mantenendo viva l'emozione della prima pubblicazione. È stata caposervizio del mensile ControStile, affrontando argomenti di ogni genere, realizzando interessanti interviste ed inchieste. Ha collaborato con il quotidiano d'informazione tecnologica HwGadget, con la rivista online LSD Magazine e con il settimanale TempoVissuto scrivendo articoli di approfondimento sociale. Nel 2012 con Aletti Editore ha pubblicato un libro di poesie intitolato "Chiamale come vuoi - Siamo solo poeti incompresi" riscuotendo discreto successo e vari apprezzamenti. Ha ricevuto molteplici premi e riconoscimenti in diversi concorsi poetici e letterari, pubblicando numerose poesie in antologie tematiche. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di poesie illustrate "Criptica come la Luna", edita da Alter Ego, finalista al Premio Carver 2016. È autrice dell’eco-blog Mela Verde News in cui e vengono trattati e approfonditi argomenti relativi alla sfera green. Attualmente è Direttore Responsabile di Barletta News e lavora come freelance per aziende e privati nell’ambito del web e social media marketing. In qualità di esperta coordina gli alunni del liceo scientifico Carlo Cafiero di Barletta nel progetto di alternanza scuola-lavoro.

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