Simone Cristicchi apre il mese della memoria al Garibaldi

    Al Porto Vecchio di Trieste c’è un “luogo della memoria” particolarmente toccante, testimonianza di una pagina dolorosissima della storia d’Italia, fatta di tante piccole cose quotidiane. Una sedia, accatastata assieme a molte altre, porta un nome, una sigla, un numero e la scritta “Servizio Esodo”. Armadi, materassi, letti, stoviglie, fotografie, poveri giocattoli, altri oggetti.

    Coadiuvato nella scrittura da Jan Bernas e diretto da Antonio Calenda, SIMONE CRISTICCHI, in MAGAZZINO 18, al Garibaldi di Bisceglie, l’8 gennaio, alle 21,00, parte da questi oggetti per riportare alla luce ogni vita che vi si nasconde. Cristicchi narra schiettamente, cambiando registri vocali, costumi, atmosfere musicali, in una koinée di linguaggi che trasfigura il reportage storico in una forma nuova, che forse potremmo definire “Musical-Civile”.
Ed è potente il flusso emotivo che genera questo cantautore prestato al teatro che nel teatro ha trovato il modo per far lievitare la sua musica.

    Così Sistema Garibaldi apre il suo contributo al mese dedicato alla memoria, nella consapevolezza che noi siamo quello che ricordiamo e che ricordare significa etimologicamente riportare al cuore. E se sul fronte teatrale la lettura scenica del romanzo di Silei (premio Andersen 2014), Se il diavolo porta il cappello, segnerà la data clou del 27 e la Farmacia dei Sentimenti, domenica 25, ospiterà Storie di Zhoran, entrambi dedicati alla Shoah degli zingari, la mostra fotografica SECONDA ACCOGLIENZA, di Marco Sacco, proseguendo l’itinerario dei Cacciatori d’Ombra (vernissage alle 19,00 dell’8), presenterà le condizioni in cui oggi vivono i rifugiati, richiedenti asilo, all’interno dell’ex liceo classico Socrate di Bari, adibito dal 2009 all’accoglienza e mai messo nelle condizioni di garantirla.

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