Il simbolo dei nostri Caduti ignorato, scordato e cancellato!

 

Purtroppo ero stato buon profeta quando, due anni fa, il 13 aprile del 2014, paventavo il pericolo che la storia (ahinoi) si ripetesse visti i precedenti del Sindaco Maffei il quale, nel 2009, aveva stanziato 200.000 euro per il “Ricollocamento dei bronzi in piazza Monumento” e per la stessa motivazione, il 28 marzo 2014 con delibera n. 63 della Giunta presieduta dal Sindaco Cascella, era stato inserito nel Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2014/2016 il “Rifacimento bronzi Monumento ai Caduti” per un importo di €. 206.000.

Ebbene si, come accade nei casi di simile argomento, dopo tanto annunciare e discutere, tra i pro e i contro, tra coloro che peroravano l’immutabilità della Storia e quelli portavoce del pensiero fondamentalista “così com’è servirà a ricordare tutto il male fatto dal fascismo”, la montagna aveva partorito il topolino rappresentato, in questo caso, dalla determina dirigenziale settore cultura del Comune di Barletta nella quale si leggeva che la commissione, appositamente nominata il 13 ottobre 2015 per “Restaurare la Memoria – Concorso di idee per la riqualificazione e valorizzazione del Monumento ai Caduti”, componenti Scommegna, Alvisi, Vantaggiato, La Bianca e Mancini, prendeva atto che “nessuna delle idee progettuali  (5 in totale pervenute) è risultata pienamente rispondente alle caratteristiche dell’art.1 del bando…” e “ di dare atto che sulla base delle valutazioni effettuate dalla commissione giudicatrice non è possibile individuare un vincitore della suddetta selezione… di non procedere alle ulteriori fasi del procedimento” ergo, mettiamoci una pietra sopra e amen!

E quella pietra sopra, assomigliava tanto ad una lastra tombale non solo per la tentata restituzione di dignità ad un monumento che ricordava (a quanto pare inutilmente) i nostri fratelli Caduti nella Grande Guerra ma anche e soprattutto, sulla credibilità dei nostri amministratori.

I personaggi cambiano, però le figuracce no!

La considerazione prospettata scaturisce dopo aver dato una veloce lettura (tanto sono i classici copia e incolla) al programma triennale dei lavori pubblici 2017/2019 esaminato il 23 febbraio scorso dalla Giunta municipale. E si perché, nel solito ibrido tra libro dei sogni e manuale del perfetto imbonitore immaginato dai nostri amministratori, oltre a mancare soltanto la costruzione della Torre di Babele, è scomparsa ogni traccia del “Rifacimento bronzi Monumento ai Caduti” e dei suoi 206.000 euro previsti nel precedente piano triennale 2014/2016. Infatti nella Magna Charta del faremo, si trova veramente di tutto, dal  completamento dell’adeguamento dell’ex Mercato ittico da destinare a nuova Capitaneria di Porto (sperando che non venga degradata prima, visti i tempi biblici indigesti ai vertici romani) al completamento della ristrutturazione dello Stadio Puttilli (campa cavallo!); dalla  valorizzazione del patrimonio immobiliare che comprende tra gli altri il Convento di Sant’Andrea (ma non è lo stesso che pian pianino sta declinando verso la strada sottostante?) e quello di S. Lucia  con l’ausilio del paternariato pubblico privato, alla chimera “riqualificazione paesaggistica del litorale di Barletta”…insomma di tutto e di più e soprattutto in appena tre anni con l’intermezzo delle elezioni comunali. Praticamente se nel programma triennale fosse stato scritto che il celeberrimo asino vola, forse tutto sarebbe stato più credibile.

Va beh, detto questo ritorniamo al Monumento ai Caduti.

In una delle due riunioni (si avete capito bene, nientepopodimenoche due) del Comitato tecnico scientifico composto, tra gli altri, da figure di altissimo spessore quali il Generale Gaetano Nanula, lo storico Pasquale Pedico, il giornalista Costantino Faschini e l’editore Renato Russo e fortemente voluto dal Sindaco di Barletta per “concretizzare la volontà di restituire al monumento la sua integrità originaria” (si valutino molto attentamente i termini quali “integrità originaria” e non fantasia allo stato puro), il Primo Cittadino aveva richiesto, ai componenti il comitato, di effettuare ricerche approfondite per cercare di recuperare materiale utile alla “ricomposizione” totale (parlo ovviamente di immagini, progetti o calchi) del monumento, per ricostruirlo così come era nato. Dopo difficili e approfondite ricerche sul territorio nazionale ed anche internazionale, il 1° novembre scorso, durante una affollata conferenza stampa, venivano svelate a tutti le foto, pubblicate dal settimanale “Il Mattino Illustrato” di Napoli, del Monumento ai Caduti nella sua integrale bellezza in quel lontano 1929. 

Bene, a questo punto un po’ da tutte le componenti della Società civile, si attendeva una dichiarazione del tenore “ora che siamo in possesso di elementi utili per rifare i Bronzi al Monumento, avvieremo i lavori”. Ma quando mai! Si la reazione è giunta…sotto forma di esclusione di ogni traccia del Monumento ai Caduti dal piano triennale dei lavori pubblici.

Quanto è fastidioso ed impopolare dire “Avete visto che avevo ragione?”, ma purtroppo è tristemente accaduto quanto prospettato dal sottoscritto, sulle pagine della Gazzetta del Nordbarese, prima il quattro novembre 2013, Sindaco Maffei e poi il 3 aprile 2014, Sindaco Cascella. 

Sapete cosa accadrà ora? Quel testardo che sono, se il Signore vorrà, si batterà ancora (stesso o nuovo Sindaco, poco importa) per ridare dignità storica a quell’idea e forse, per perpetuare una azione che si è trasformata in tradizione, verranno stanziati (sono certo) altri 200.000 euro…e così via secula seculorum, con buona pace di quei barlettani che, con soldi propri, vollero onorare e ricordare i loro fratelli che erano morti per tutti noi e per coloro i quali oggi, grazie a quei Caduti, possono governare il Paese.

Purtroppo, quasi mai i desideri di noi mortali si realizzano anzi, come affermava lo scrittore Damon Knight “le vie dell’inferno sono lastricate da buone intenzioni”, peccato che quelle vie, ahimé, portano al più completo e desolante…nulla!

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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