Sense of place: l’ex-distilleria tra memoria e cambiamento

A cura di di Carmine Cavalliere

Il progetto di documentazione dell’ex-distilleria di Barletta, portato avanti da Angelo Romano, Celeste De Caro e Michela Frontino, proiettato il 19 Marzo presso la Sala Rossa del Castello Svevo, consiste in una raccolta documentaria che vede come protagonisti le persone che in un modo o nell’altro hanno avuto un coinvolgimento nella vita del complesso industriale che nasce nel lontano 1882.
La ricerca visiva, filosofica ed antropologica di questa esperienza mette in luce, le sensazioni e le esperienze che alcune fotografie storiche un po’ ingiallite, impregnate di un significato affettivo, suscitavano nelle persone che le commentavano nel video-racconto.

L’approccio di questa indagine basata su video-racconti, richiama un film di Rohmer de 1993, “L’albero, il sindaco e la mediateca”, il quale, come il progetto “Sense of place”, è un film che chiede la parola, per rendere partecipi, chi è solitamente nella posizione di solo ascoltatore, senza possibilità di intervenire, quelle voci fantasma che in realtà sono i veri portatori di interesse dei progetti e di quelle decisioni che sembrano rientrare soltanto nelle sfere della gestione più alta o nei meandri più anonimi e sfuggenti delle amministrazioni.
L’ex distilleria di Barletta, grazie anche ai movimenti di persone ed associazioni che nell’arco del tempo hanno perseguito in maniera considerevole l’obiettivo di salvaguardia di un bene appartenente alla città, è stato sottoposto a vincolo nel 21 Agosto 1990 dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, vista la Legge 1 Giugno 1939 n° 1089 e decretato “immobile di interesse particolarmente importante ai sensi della suddetta legge e sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nella legge stessa”.

È questo il punto di partenza sulla base del quale memoria e cambiamento trovano una argomentazione comune, e la trovano anche le voci di professionisti o semplici cittadini che nel video raccontano la propria personale esperienza ed opinione in merito ad una zona focale della città, centro fisico della maglia urbana e cuore pulsante di una attività industriale del Novecento che ha portato ricchezza alla città, legata a lontani ricordi di una fiorente attività commerciale che ora apparirebbero soltanto come un’utopia.
La documentazione presentata, offre una alternanza di prospettive non solo di professionisti del settore che rappresentano i portatori di interesse di quella zona, ma anche punti di vista di cittadini giovani e meno giovani che rappresenterebbero al contrario i portatori di “disinteresse” in questa problematica ma che evidentemente costituiscono i reali fruitori finali del processo di rigenerazione urbana. Sono proprio le voci fantasma, quelle che non vengono mai ascoltate, a suscitare le maggiori riflessioni, essendo distanti dalle dinamiche politiche che negli ultimi vent’anni hanno comportato il progressivo decadimento del complesso industriale, il congelamento di fondi pubblici e privati, e la proliferazione di progetti, bandi, piani e contratti di quartiere utili solo ad effettuare un primo passo verso la risoluzione di un problema che continua ad essere ancora ben lontana.

Il video mostra come l’iniziale approccio di urbanistica contrattuale, basata sulla singola operazione di recupero di pochi ed isolati immobili appartenente all’area industriale novecentesca, non rappresenta probabilmente il corretto modo di procedere per raggiungere l’obiettivo finale di consolidare, preservare e recuperare una testimonianza di architettura industriale nonché socio-culturale della città.
La migliore cura che si evince da qualche intervento, per una zona affetta da così tante patologie, per la quale “non è stato neanche impiantato un  pacemaker” come ha detto il sindaco Cascella intervenuto nelle fasi finali della tavola rotonda e presente sin dall’inizio dell’evento, è probabilmente una progettazione organica dell’area che tenga conto di un obiettivo finale e non puntuale e disgregata, mettendo a fattor comune la volontà di restituire i vecchi albori preservando e riconsegnando al complesso l’identità socio-culturale che sta progressivamente perdendo insieme ai suoi ricordi.

Sono intervenuti alla presentazione del video il Professor Ottavio Marzocca, l’Assessore Angela Barbanente, l’Assessore Azzura Pelle, nonché il Sindaco Cascella, i quali hanno preso la parola dopo la proiezione ed hanno espresso e motivato le proprie considerazioni e suggestioni suscitate dal video. Sono emersi numerosi aspetti legati alle politiche comunali e regionali e ad aspetti urbanistici, che devono essere presi in considerazione quando si parla di argomentazioni così delicate, riguardanti il cambiamento futuro di una zona strategica di una Città.
Il professor Ottavio Marzocca ha richiamato i concetti ispiratori sui quali si basa la Legge Regionale 25 giugno 2013, n.17, “Disposizioni in materia di beni culturali”, la quale all’art.3 propone “tutela, salvaguardia, conservazione, promozione, fruizione, integrazione, valorizzazione. Riempiendo questi concetti di una quantità di contenuti, dice il professore, abbiamo già fatto non solo il programma per il destino di questo complesso, ma persino un programma politico applicabile su vari fronti.
Quello che Ottavio Marzocca ha cercato di fare è un “esercizio di ottimismo”, e in questo senso ha interpretato come primo passo verso la prevenzione, la manutenzione e il restauro della ex-distilleria, il fatto che nel recente piano triennale approvato alla fine del 2013, siano stati previsti dei fondi per la messa in sicurezza degli edifici storici dell’antico complesso industriale. Ovviamente trattasi solo di un primo passo, quindi poca cosa come anche ribattuto dall’Assessore Pelle in confronto ad una impresa resa ancora più difficile da un ventennio di abbandono e degrado dell’area, che hanno portato l’area a divenire un “rudere” così come battezzato l’ex complesso industriale da un giovanissimo studente intervistato nel video e così come riproposto dall’intervento appassionato del sindaco Cascella a concludere la serata evento.
I successivi interventi dell’Assessore Angela Barbanente e dell’Assessore Azzurra Pelle, hanno evidenziato l’interesse e l’impegno che l’amministrazione regionale e comunale sta investendo soprattutto negli ultimi tempi riguardo questo patrimonio collettivo storico e culturale, analizzando aspetti politici ed urbanistici, nonché le possibilità passate e future di inglobare o meno soggetti privati nella questione, valutandone vantaggi e svantaggi.

La Città è frutto di un continuo divenire, soggetta a dibattiti e trasformazioni nel corso del tempo ad opera di soggetti pubblici e soggetti privati, appartenente a chi la vive ed a chi la modifica. Per Aldo Rossi, uno dei due aspetti con cui si può intendere “L’architettura della città”, è assimilare quest’ultima ad un grande manufatto, più o meno grande, più o meno complessa, che cresce nel tempo. Nell’altro aspetto si può fare riferimento a dei fatti urbani caratterizzati da una loro architettura e da una loro forma. Probabilmente sono i fatti urbani di Aldo Rossi, come quello della tavola rotonda di mercoledì 19 marzo, a caratterizzare anche l’aspetto futuro di un pezzo storico del grande manufatto della citta di Barletta.

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