“Il secondo figlio di Dio” Happening e uno Spettacolo mistico con l’artista Simone Cristicchi  

 

Appuntamento di eccezione Ieri sera verso le ore 20.00, presso il prestigioso Teatro Curci di Barletta, nell’ambito della stagione teatrale 2017 del Comune di Barletta, realizzata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese che ha incaricato il Teatro dei Borgia (referente di Barletta Michela Diviccaro) dì occuparsi della promozione e organizzazione dell’evento Happening e degustazioni all’interno del foyer del teatro.  

A cura di Antonio Carbonara (in collaborazione con l’Associazione di Cuochi e Pasticceri della Bat, Caseificio Perina, Cantina Sociale di Barletta e l’Associazione Italiana Sommelier) è stato possibile avere una piacevole e gustosa conversazione con il cantattore Simone Cristicchi. 

Per la prima volta nella nostra città Simone Cristicchi ha ringraziato i presenti (non solo concittadini) e evidentemente emozionato ha decantato la nostra città, apprezzando la nostra storia e i nostri monumenti.

L’artista, prima di tornare a stupire il pubblico con la sua grande interpretazione, ci ha raccontato del suo libro Il secondo figlio di Dio – vita morte e miracoli di David Lazzaretti – l’ultimo eretico e del perché si sia concentrato su questo personaggio e sulla sua vita. La grande avventura di un mistico, l’utopia di un visionario di fine 800, capace di unire religione, fede, giustizia e comunità. Un profeta e un personaggio molto discusso, citato e non ancora ben compreso, un rivoluzionario che ha cercato di realizzare una società giusta, sulla quale basare solidarietà ed uguaglianza fondata sull’istruzione.

<<La figura di Lazzaretti – introduce Cristicchi –  è conosciuta da un élite di intellettuali e anche di persone di chiesa ma non dalla grande massa del grande pubblico poiché non tutti a conoscenza di questa straordinaria storia misteriosa. Essendo un uomo che ha lasciato un solco profondo in un determinato territorio Italiano (il Monte Amiata, tra Siena e Grosseto in Toscana) riuscì con le sue idee a cambiare la realtà. Questo è quello che prima di tutto mi ha colpito, cioè: quanto noi siamo in grado con le nostre idee e con le nostre azioni, ogni giorno, di cambiare effettivamente qualcosa?

Quindi, la vita di Lazzaretti – ha continuato il cantattore – è una parabola che porta a questo tipo di riflessione. Credo che la memoria vada usata per questo, altrimenti diventerebbe nostalgia, una rievocazione di un passato lontano. Il vissuto del Lazzaretti in realtà è molto attuale, un discorso effettivamente vicino a noi poiché siamo il nuovo 800, essendo questo un periodo storico di grande sgretolamento. Tutte le ideologie del passato sono andate piano piano distrutte, autoeliminate e siamo in una sorta di attraversata del deserto, a mio avviso.

Di fronte a noi il nulla – ha affermato Cristicchi – e nello stesso tempo l’enorme occasione di potersi reinventare. Reinventare un mondo e di trasformarlo appunto con il nostro pensiero. Un po’ il Lazzaretti è questo, ovvero uno stimolo nel riaccendere quella scintilla, la scintilla di Dio (lui la chiamava così) che è presente in ognuno di noi. In questo senso Lazzaretti è epico, perché non ammette un tramite con l’assoluto, con il Divino, ovvero: tutti noi possiamo elevarci e parlare direttamente con Dio secondo lui.

Ed ecco che qui iniziano i primi problemi con le istituzioni (nel libro) – ha continuato l’artista – Soprattutto con la chiesa cattolica di Roma, nonostante l’abbia appoggiato in un primo momento poiché convinti che il David fosse un capo popolo, una specie di San Francesco sconosciuto. In un secondo tempo, invece, quando espone la sua dottrina che si rifà al gnosticismo cristiano si crea una “frattura” ma è proprio questo che fa parte della sua storia personale.

Secondo me – sottolinea l’attore – nel racconto di questa vita, troverete tantissimi spunti su cui pensare questa sera e uscirete dal teatro con qualche domanda in più. Considerando che la domanda più grande, che ci fa Lazzaretti, è proprio su noi stessi e su quanto siamo responsabili.  Su quanto siamo dei piccoli tasselli in un enorme mosaico ma senza questi, senza il minimo posticino all’interno di esso non avrebbe più un senso, poiché diverrebbe un mosaico incompleto.

Quindi credo che all’interno di questa storia ci siano diversi spunti e per questo ho deciso di portarla in scena, proprio in questo nostro periodo di grande sbandamento. Cercare di ripartire dall’ essere noi stessi, dalla nostra forza interiore e ricominciare ad essere comunità.

In questo senso il teatro per me è sempre stato un luogo sacro – sostiene l’attore – non tanto diverso da una chiesa, un luogo dove le persone riflettono si pongono domande (questo fin dall’antichità, dal teatro Greco). Ecco, credo sia il caso di ritornare al teatro, forse ultimo baluardo di cultura, in cui ci possiamo porre degli interrogativi. I miei spettacoli di solito non sono accomodanti, magari ci sono dei momenti divertenti, ironici e leggeri ma in realtà ho sempre cercato di utilizzare questo strumento per un fine più alto, sperando di riuscirci!

Il Lazzaretti è stato un messaggero in grado di cambiare profondamente gli uomini che hanno potuto toccarlo con mano, i suoi seguaci. Sono qui a Barletta questa sera anche per porvi un interrogativo: su chi sia stato questo uomo e chi l’avesse mandato tra noi.  Se esistono uomini come lui, potrebbe esistere un altro livello, magari superiore. In effetti se leggiamo il testo sacro del buddismo troviamo che il Principio Assoluto (ovvero quello che loro chiamano come Dio) in determinati momenti della storia, manda questi Avatar, quasi come fossero messaggeri di un’altra dimensione. Ora non voglio andare troppo in fondo a questo argomento poiché bisognerebbe chiamare un teologo o filosofo e io sono semplicemente un ricercatore, un antiquario, anzi, a me piace recuperare storie dal passato negli scantinati della nostra memoria, ripulirle, lucidarle e portarle in superficie per farle godere della loro bellezza tutti quanti voi>>.

Simone Cristicchi ha concluso così la conversazione con il pubblico dedicando a tutti i presenti una breve strofa della sua canzone Ti regalerò una rosa, vinta durante la 57esima edizione del Festival di Sanremo nell’anno 2007.

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