Si è svolto il 30 Marzo 2019, presso il plesso scolastico “Largo Primavera” di Via Paolo Ricci, il secondo appuntamento del progetto educativo “Se butti male finisci in mare”, che vede coinvolte ben nove classi del 7° circolo Didattico “Giovanni Paolo II” di Barletta, per un totale di circa 160 alunni.

L’iniziativa è promossa a livello nazionale da Legambiente e Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica ed è rivolta alle scuole primarie e secondarie di I grado, con il fine di educare alla prevenzione del “marine litter”, il fenomeno dei rifiuti spiaggiati, attraverso una campagna di sensibilizzazione e informazione, volta a far capire come attraverso le proprie scelte e uno stile di vita più ecofriendly, questo fenomeno si possa prevenire, imparando a differenziare di più e meglio i rifiuti, senza dimenticare che possono avere una seconda vita, come ci ricorda
la sfida dell’economia circolare. Il tutto coinvolgendo e responsabilizzando i cittadini, a partire dai bambini e dai loro genitori.

Quest’anno il progetto, giunto alla sua seconda edizione è raddoppiato e sta interessando le regioni Campania e Puglia, con il coinvolgimento di 4.000 tra studenti, volontari e cittadini che parteciperanno alle varie attività di educazione ambientale.

A Barletta l’iniziativa è stata promossa dal locale circolo di Legambiente, nell’ambito di un accordo di partenariato sottoscritto dal presidente Raffaele Corvasce e dalla dirigente scolastica del 7° circolo Didattico “Giovanni Paolo II” , D.ssa Francesca Maria Capuano, ed ha visto la partecipazione piena di entusiasmo e interessata degli alunni e delle docenti dell’istituto scolastico.

Gli incontri tenutisi a scuola hanno previsto il coinvolgimento di vari esperti: il subacqueo professionista Antonio Binetti, che ha affrontato il tema dell’inquinamento di spiagge e mari, il dott. Antonio Zagaria, che ha parlato di inquinamento atmosferico ed infine il geologo Raffaele Lopez che ha trattato il tema dell’inquinamento di suolo e sottosuolo. Tutto il progetto è stato coordinato dal presidente di Legambiente Raffaele Corvasce, che ha puntato l’attenzione sul tema della responsabilità individuale e sul ruolo importante che ciascun individuo può fornire per avviare quel cambiamento necessario a tutelare il nostro pianeta e dalla docente funzione strumentale extrascuola Damiana Cosima Bufo, che ha fortemente creduto nel valore altamente educativo dell’iniziativa, che ha incontrato l’incoraggiamento ed il plauso anche dell’assessore all’ambiente del comune di Barletta Ruggiero Passero.

Gli incontri svoltisi nella fascia oraria che va dalle ore 9.30 alle 11.30, hanno visto la partecipazione e la collaborazione dei genitori dei “piccoli protagonisti” , i quali hanno avuto la possibilità di fare tesoro di una serie di informazioni, volte a far maturare una maggiore consapevolezza verso le problematiche che afferiscono il nostro mare e le sue spiagge, che spesso vengono dati per scontato, nella totale inconsapevolezza dei danni che ad essi vengono causati. Il fenomeno del marine litter al centro del progetto, va infatti contrastato con ogni strategia possibile, che passa attraverso una corretta informazione rivolta ai cittadini, a partire dai più piccoli.

Cinque sono le semplici regole individuate da Legambiente per contrastare i rifiuti in mare:
1. “Scegli prodotti riciclabili e fai bene la raccolta differenziata”;

2. “Prima di buttare pensa bene sei puoi riusare; non acquistare e usare prodotti cosmetici e per la pulizia che contengono microplastiche”;

3. “Non buttare nessun rifiuti nel wc”;

4. “Non buttare nulla negli scarichi e nei tombini”;

5. “In spiaggia, nei parchi, lungo i fiumi e i laghi, renditi utile, dedica qualche minuto a raccogliere i rifiuti che troverai, il buon esempio è contagioso”.

L’ultima tappa del progetto “Se butti male finisce in mare” a Barletta è prevista per il giorno 13 Aprile, alle ore 9,30 presso la litoranea Pietro Paolo Mennea, quando i piccoli alunni saranno coinvolti, sotto la guida di docenti e volontari, in attività di monitoraggio dei rifiuti spiaggiati, perlustrando l’arenile al fine di individuarli, raccoglierli e registrarli su un diario in cui annotare i dettagli e le proprie impressioni su questa interessante esperienza.

I bambini di oggi saranno i cittadini di domani e investire nella loro formazione, educazione e sensibilizzazione rappresenta l’affare più redditizio su cui la società odierna può e deve scommettere.

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