Scuola, tutte le novità del rinnovato contratto nazionale

Docenti- Barletta News

Nove lunghi anni di attesa e finalmente nelle  prime ore del giorno 9 febbraio,  il nuovo contratto di lavoro del comparto Istruzione e Ricerca ha visto la luce!

L’incontro tra l’ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) e le Organizzazioni e Confederazioni sindacali rappresentative, ha avuto avvio infatti nel primo pomeriggio dell’08 febbraio, presso la sede dell’ARAN, per poi concludersi soltanto il giorno successivo.

Una trattativa dunque impegnativa che annovera tra i sottoscrittori FLC, CGIL, CISL, UIL.

“Rinnovo qualitativo sempre più attento al valore della funzione docente perché investire sulla conoscenza equivale ad investire sul Paese”. Queste le parole pronunciate dal ministro Valeria Fedeli subito dopo la firma del contratto.

Quello che tuttavia è stato dalla stessa presentato quale “atto dovuto” sembra non aver soddisfatto tutti ed infatti tra i firmatari non figurano le organizzazioni SNALS E GILDA.

Il Segretario Generale della SNALS, Elvira Serafini, ha dichiarato: “La svolta che doveva ridare dignità ai lavoratori non c’è stata e non abbiamo potuto firmare un rinnovo contrattuale che rischia di svendere l’intera nostra categoria”.

Analoga l’insoddisfazione della Federazione Gilda per la quale la valutazione complessiva del contratto non raggiunge la sufficienza.

Se non tutti sono d’accordo sul rinnovo contrattuale siglato, soprattutto per quanto concerne gli aumenti stipendiali, definiti irrisori, tuttavia non si può negare che questo sia un inizio dal quale ripartire.

Passiamo ad analizzare gli aspetti salienti del contratto.

Destinatari del contratto

L’articolo 1 delle disposizioni generali sancisce che l’accordo si applica a tutto il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato.

Trattasi del personale in servizio presso Istituzioni scolastiche ed educative, Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica, Università e Aziende ospedaliero-universitarie, Istituzioni ed enti di ricerca e sperimentazione.

Incrementi salariali

Gli incrementi salariali previsti dal contratto vanno da un minimo di 80,40 euro a un massimo di 110,70 euro e variano in considerazione dell’Istituto, dell’attività esercitata e degli anni di servizio.

Occorre tuttavia precisare che in base ai calcoli dell’Anief Cisal non saranno queste le cifre che finiranno in busta paga.

Ne consegue che gli importi netti per i docenti si aggireranno tra i 55 e i 71 euro mensili.

A percepire ancor meno sarà il personale ATA: si andrà da 50 euro netti per un direttore dei servizi generali ed amministrativi a fine carriera, quindi con oltre 35 anni di anzianità, fino ai 37 euro del collaboratore scolastico con un’anzianità di servizio inferiore agli otto anni.

I lavoratori speranzosi si consoleranno così con i 500 euro per la formazione degli insegnanti e per acquisto di computer, tablet e corsi di formazione la cui corresponsione resterà invariata.

Confermato, altresì,  il bonus di 80 euro per le fasce retributive più basse.

Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa

A decorrere dall’anno scolastico 2018/2019 confluiranno nel fondo denominato “Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa” svariate risorse destinate a remunerare il personale per diverse finalità tra le quali: compensi per le ore eccedenti del personale insegnante di educazione fisica nell’avviamento alla pratica sportiva, incarichi specifici del personale ATA, funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa, compensi ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti, valorizzazione dei docenti.

I criteri di riparto delle risorse disponibili in ciascun anno scolastico, ivi incluse quelle eventualmente non assegnate negli anni scolastici precedenti, saranno individuati in sede di contrattazione integrativa a livello nazionale.

Questo consentirà, secondo la Fedeli, di assicurare la trasparenza nel premiare il merito.

Tuttavia, a seguito della negoziazione dei criteri, questi continueranno ad essere gestiti dal dirigente scolastico.

Orario di lavoro

Non ci sarà alcun aumento delle ore di lavoro ed infatti è stata stralciata dall’accordo la parte relativa alla libertà dei dirigenti di assegnare incarichi ai docenti senza che questi potessero rifiutarli.

Resta dunque confermato quanto previsto dall’art. 28 del CCNL del 29 novembre del 2007 per il quale l’attività di insegnamento si svolge in 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, in 22 ore settimanali nella scuola elementare e in 18 ore settimanali nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria ed artistica.

Tra le novità, invece, il nuovo contratto prevede la possibilità che il predetto orario di lavoro possa essere destinato parzialmente o integralmente allo svolgimento di attività per il potenziamento dell’offerta formativa, ferma restando la prioritaria copertura dell’orario di insegnamento previsto dagli ordinamenti scolastici.

Continuità didattica

Il contratto assicura la continuità didattica prevendo infatti la permanenza dei docenti per almeno 3 anni nell’Istituzione scolastica di titolarità, come previsto dalla legge 107/2015. Tale previsione mira a favorire gli studenti che potranno contare sulla presenza, per più anni, dello stesso insegnante.

Ferie e riposi solidali

Il nuovo contratto introduce la possibilità per il dipendente di cedere in tutto o in parte, su base volontaria ed a titolo gratuito, le giornate di ferie e di riposo in favore di altro dipendente che abbia l’esigenza di prestare assistenza a figli minori che necessitino di cure costanti a causa di particolari condizioni di salute.

Occorre precisare che il lavoratore potrà cedere soltanto le giornate di ferie eccedenti le quattro settimane annuali di cui il lavoratore deve necessariamente fruire.

Per quanto concerne la procedura da osservare al fine di godere delle ferie e riposi solidali, il richiedente dovrà presentare istanza all’amministrazione, comprovando lo stato di necessità.

Ricevuta la richiesta, l’amministrazione, garantendo l’anonimato del richiedente, comunicherà al personale la predetta esigenza.

I dipendenti interessati ad aderire alla richiesta dovranno formalizzare la propria decisione, indicando il numero di giorni di ferie e riposo disposti a cedere.

Responsabilità disciplinare

Nel richiamare i doveri dei dipendenti nonché le sanzioni disciplinari applicabili in caso di violazioni, il titolo III del contratto, relativo ai docenti, dedica un articolo e precisamente il n° 29 alla responsabilità disciplinare per il personale docente ed educativo.

Le parti firmatarie del contratto, come si legge nel citato articolo, hanno convenuto sull’opportunità di rinviare ad una specifica sessione negoziale a livello nazionale la definizione, per il personale docente ed educativo delle istituzioni scolastiche, della tipologia delle infrazioni disciplinari e delle relative sanzioni.

In tutti i casi, il contratto prevede già la sanzione del licenziamento in caso di atti, comportamenti o molestie a carattere sessuale, riguardanti studentesse o studenti affidati alla vigilanza del personale, anche in assenza di gravità o  reiterazione dei comportamenti.

Inoltre, la futura sessione negoziale dovrà prevedere una specifica sanzione per i casi di condotte e comportamenti non coerenti, nei rapporti con gli studenti (anche nell’uso dei canali sociali informatici) con le finalità della comunità educante.

E mentre si discute sull’adeguatezza o meno della nuova normativa, non resta che sperare che il prossimo rinnovo contrattuale sia tale da soddisfare tutti.

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Maria Teresa Caputo
Maria Teresa Caputo è nata a Barletta nel 1977. Dopo il diploma di ragioneria conseguito nel 1996, si è laureata in giurisprudenza nel 2003 presso l’Università degli Studi di Bari con votazione 110/110. Nel 2006 ha superato l’esame di avvocato presso la Corte di Appello di Bari, conseguendo l’idoneità. Durante l’esercizio della professione legale si è dedicata in particolare al diritto civile, partecipando a numerosi seminari.

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