“A scuola… di legalità”, una giornata dedicata al recupero del senso civico e all’unione tra Scuola, Chiesa e Famiglia

Martedì mattina, presso la palestra della S.P. “R. Musti”, verso le ore 10.00, in occasione de “il Maggio dei libri 2017” con riferimento alla “Cultura della Legalità”, si è tenuta la presentazione del libro “Novembre 1992” della giornalista Michela Magnifico e il convegno “A scuola di…legalità” presentato dalla maestra Fausta Di Fidio Fortino.

Gli illustri ospiti che sono intervenuti durante la conferenza sono stati il sindaco Pasquale Cascella, Vicario Episcopale Mon Signor Filippo Salvo, il prefetto la Dott.ssa Clara Minerva, il Dott. Luciano Di Prisco, dirigente locale Commissariato di Polizia di Barletta, l’Assessore Patrizia Mele, la Presidente dell’istituto Annalisa Mariotti, la dirigente Rosa Carlucci e l’Avv. Penalista Michele Cianci (Presidente di Oap).

Ad aprire l’evento la Prof.ssa Elisabetta Pasquale, insieme agli alunni della V C con il canto inedito sulla legalità dal titolo “Con i piedi e pensieri” musicato dalla Prof.ssa Tea Notarangelo. Poco prima d’iniziare, la maestra Fausta Di Fidio Fortino ha chiesto a tutti (tra i presenti studenti e genitori) di alzarsi e di fare un minuto di silenzio in onore di Giovanni Falcone, Giovanni Panunzio e di tutte le vittime della mafia, coloro che hanno combattuto per la libertà.

Il 23 Maggio 2017 è una data particolare, l’abbiamo scelta appositamente per parlare di questa tematica molto importante, una data che oggi ci riporta indietro di 25 anni, esattamente nel giorno di una strage, la morte del magistrato Giovanni Falcone, le cui opere e memoria rimarranno eterne nel cuore di ognuno di noi – ha aperto così l’evento la maestra Fausta Di Fidio Fortino –  Oggi l’istituto comprensivo Musti Dimiccoli di Barletta, accoglie come testimoni di legalità persone che quotidianamente operano per il bene della comunità.

“Scuola famiglia e chiesa, per la cultura della legalità per una vera e autentica educazione ai valori, in che modo queste tre grandi agenzie formative possono contribuire alla formazione dell’uomo e del cittadino di domani?” – ha concluso con questa domanda la maestra passando la parola alla dirigente dell’istituto Rosa Carlucci:

“Con la verità di quello che portiamo dentro di noi, i nostri convincimenti diventeranno quelli dei nostri ragazzi, la nostra verità e correttezza è di esempio per le nuove generazioni che apprendono da noi adulti. Opportuno è aprire spazi ben calibrati all’interno della scuola con iniziative come quella di oggi, diventando così elemento valoriale” – ha risposto la dirigente.

“Non dobbiamo ricorrere ad eroi come Panunzio che ha dovuto sacrificare la sua vita per opporsi a quella mafia capitanata – ha continuato la dirigente Carlucci noi non vogliamo il carico degli eroi, noi vogliamo una società che possa garantire dei piccoli gesti, come la correttezza quotidiana, l’attenzione, la cura verso l’altro e lo studio. Piccoli gesti che alla fine possono crearne uno grande” – ha concluso così la dirigente.

In seguito c’è stato l’intervento del Mon Signor Filippo Salvo, della Dottoressa Clara Minerva e dell’Assessore Patrizia Mele, che hanno fatto riferimento all’importante significato dell’unione tra chiesa, scuola e famiglia. Quest’ultima in particolare ha un ruolo decisivo nell’educazione dei propri figli, i ragazzi devono essere indirizzati nella strada giusta ossia quella della legalità grazie all’educazione familiare.

Parlando appunto di giustizia,  Luciano Di Prisco ha specificato che per legalità s’intende anche avere controllo sulla gestione dell’uso che vien fatto degli elementi multimediali e sull’annientamento del bullismo, prima possibile fase di un futuro atteggiamento mafioso.

Insieme, l’Avvocato Michele Cianci ha sostenuto l’argomento specificando che anche le associazioni no profit oggi combattono per il bene comune e spesso basta una piccola “macchia d’olio” per far nascere la passione in ognuno di noi, come l’esempio dall’Associazione Oap (operazione aria pulita).

Subito dopo è stato possibile assistere ad un’intervista da parte dei ragazzi della scuola, alla giornalista Michela Magnifico, che dopo aver letto il suo libro, curiosi, hanno posto alla scrittrice quattro curiosità sotto forma di scatole contenenti oggetti misteriosi. Domande sul suo passato e presente, ma soprattutto sul suo libro e sul perché abbia scelto di trattare questa tematica.

La scrittrice ha raccontato di aver vissuto in una famiglia in cui la cultura era molto importante, il padre è stato un’insegnante e la sua materia preferita è stata la lingua italiana.                                                                                                                            Ha affermato di amare il suo lavoro nonostante ci siano i pro e i contro, come nei casi in cui deve riportare notizie di cronaca nera su tragedie e vicende drammatiche.

Per quanto riguarda il suo libro, ha detto di aver covato per tanto tempo il desiderio di realizzare una sua opera e ha scelto di parlare di Giovanni Panunzio perché affascinata dalla sua storia, cercando di sottrarre questo personaggio dall’oblio delle vecchie pagine di giornale, consentendo a chi non l’avesse conosciuto, di comprendere al meglio la sua tragica vicenda.

La giornalista Michela Magnifico ha raccontato che, Giovanni Panunzio è stato un uomo molto semplice, orfano di padre, ha vissuto da solo con la madre e fratelli e ha iniziato a lavorare quando era ancora un bambino. Lavorando sui cantieri, ha avuto la possibilità di creare una grande azienda, partendo da un piccolo gruzzoletto. Un’attività che ha destato l’attenzione dei “prepotenti” che iniziarono a ricattarlo.

Un ricatto al quale Giovanni Panunzio non ha ceduto e perciò ha pagato il prezzo del suo coraggio con la propria vita, diventando un esempio di perseveranza nella lotta contro la mafia e la criminalità organizzata.

Un invito al recupero civico indirizzato a tutti, una giornata importante per promuovere la passione verso la lettura e la giustizia del bene comune il tutto coadiuvato dall’unione di tra casa, chiesa e scuola. Dopo aver salutato e ringraziato i presenti, i ragazzi della scuola hanno concluso la giornata con una coreografia realizzata sulle note della canzone “Pensa” di Fabrizio Moro.                   

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