Scuola, “Costituzione e cittadinanza” al centro di ogni disciplina

Educare gli studenti all’ascolto e al rispetto delle diversità.

Questo in sintesi il contenuto del documento redatto dal Comitato Scientifico Nazionale presentato al MIUR in questi giorni.

Trattasi di documento che ripercorre le “Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”, formalizzate con D.M. n. 254 del 13 novembre 2012.

A distanza di oltre cinque anni dal loro ingresso è doveroso evidenziare che nonostante gli sforzi, finalizzati a favorire l’integrazione e forme di collaborazione, perdurano situazioni di disorientamento all’interno della scuola.

Quale risulta essere la finalità del Documento?

Certamente –si legge- non quella di introdurre novità ma di attualizzare il contenuto delle indicazioni del 2012 in considerazione dei nuovi “scenari”.

L’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” viene così posto in primo piano e considerato strettamente connesso alle altre discipline.

L’importanza della predetta materia ha radici nel passato ed infatti sin dal 2008 le norme nazionali l’hanno introdotta nel piano formativo, associandola all’area storico-geografica.

Come possono formarsi onesti e rispettosi cittadini se non si fa loro conoscere, nella sua interezza, il Testo Costituzionale entrato in vigore il 1 gennaio 1948?

Si pensi all’art. 21 il quale al primo comma sancisce: “Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”

Ciò implica la conoscenza delle regole di una conversazione corretta nel rispetto delle altrui libertà.

Si insegna così l’importanza dell’ascolto, del saper cogliere ed accettare (ma soprattutto apprezzare) le differenze.

A tal proposito, è fondamentale che l’insegnante fornisca l’esempio nel rapporto con gli studenti imparando lui per primo ad ascoltare (anche i silenzi), perché spesso i giovani vivono situazioni di disagio che purtroppo a volte portano a conseguenze irreparabili.

Cittadinanza anche nella scuola dell’infanzia

La “cittadinanza” rientra anche tra le finalità della scuola dell’infanzia.

Si vivono, infatti, dai 3 ai 5 anni, le prime esperienze di incontro, scoprendo l’altro e attribuendogli importanza.

Si  inizia a dialogare e si presta attenzione all’ascolto.

Si insegna il rispetto per gli altri, per l’ambiente e la natura.

In definitiva si fondano le basi del vivere sociale.

La cittadinanza riguarda tutte le aree del sapere

A contribuire alla “cittadinanza attiva” sono chiamate le varie discipline, nessuna esclusa: lingue, storia, geografia, matematica, tecnologia, scienze, arte, educazione fisica…

L’importanza delle lingue per la comunicazione

Dal documento si evince la necessità di dotare gli alunni di sicure competenze linguistiche, necessarie per la relazione comunicativa, l’espressione di sé nonché per l’esercizio della cittadinanza.

La padronanza della lingua italiana consente di contrastare fenomeni di marginalità nonché di esclusione.

Occorre evidenziare che l’educazione linguistica risulta essere compito dei docenti di tutte le discipline.

Inoltre, non soltanto la lingua italiana ma anche le altre lingue necessitano di essere conosciute onde facilitare il confronto tra diverse culture.

Cittadinanza al centro della storia e della geografia

L’insegnamento della storia è strettamente connesso all’insegnamento di cittadinanza.

Attraverso lo studio della storia è possibile infatti comprendere come l’umanità, nel tempo ha affrontato e risolto problemi di convivenza.

Si educa così alla memoria e al rispetto.

La geografia, da parte sua,  è fondamentale in quanto permette di conoscere differenti luoghi in un momento storico in cui le scuole sono sempre più frequentate da alunni di ogni parte del mondo.

La matematica e la scienza

Grazie all’insegnamento della matematica gli alunni sviluppano la capacità di argomentare correttamente, confrontandosi e comprendendo gli altrui punti di vista.

Spesso le attività matematiche vengono svolte in laboratorio che rappresenta un luogo di incontro in cui gli alunni imparano a relazionarsi,  discutendo e formulando ipotesi.

Innegabile, altresì, il ruolo dell’insegnamento scientifico che induce a costruire un pensiero logico e critico e a valutare razionalmente senza pregiudizi.

L’arte e la cittadinanza

Saremmo portati a credere che tra l’arte e la cittadinanza non vi sia alcun nesso ma così non è.

L’educazione artistica, facendo conoscere opere d’arte, educa gli alunni alla salvaguardia e alla conservazione del patrimonio artistico e ambientale.

Dunque insegna il rispetto!

L’educazione fisica

L’attività sportiva, svolta a scuola, è strettamente connessa alla cittadinanza attiva in quanto l’alunno dovendo rispettare delle regole impara a comportarsi con lealtà, controllando l’aggressività.

Inoltre, come si evince dal documento, l’attività sportiva consente di riflettere sui cambiamenti del proprio corpo e insegna ad accettarli in quanto facenti parte dell’inevitabile crescita. L’educazione fisica quindi, se insegnata da un attento docente, potrebbe evitare tanti casi di anoressia e bulimia.

Competenze digitali

Non è una novità che la nuova generazione  a scuola non si limiti più al cartaceo ma utilizzi sempre più il computer, navigando in rete.

Questo inarrestabile progresso tecnologico impone un corretto insegnamento circa l’uso responsabile della rete onde evitare che la tecnologia nuoccia all’alunno o ad altri.

Non a caso la cronaca consegna frequenti episodi di cyber bullismo.

Alla luce del “Documento delle indicazioni nazionali e il miglioramento continuo dell’insegnamento”, si auspica che questo possa realmente trovare ampia diffusione negli istituti scolastici affinché i docenti di ogni disciplina insegnino il rispetto dell’altro, proseguendo un lavoro che si spera abbia inizio in famiglia!

 

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Maria Teresa Caputo
Maria Teresa Caputo è nata a Barletta nel 1977. Dopo il diploma di ragioneria conseguito nel 1996, si è laureata in giurisprudenza nel 2003 presso l’Università degli Studi di Bari con votazione 110/110. Nel 2006 ha superato l’esame di avvocato presso la Corte di Appello di Bari, conseguendo l’idoneità. Durante l’esercizio della professione legale si è dedicata in particolare al diritto civile, partecipando a numerosi seminari.

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