Luca Malaschnitschenko un ragazzino di 13 anni tedesco con la passione per l’archeologia, insieme al mentore René Schoen, ha fatto una bella scoperta dal retrogusto tecnologico. 

Nel nord della Germania sull’isola di Rugen, il ragazzo e il suo mentore hanno  trovato un pezzo di alluminio che al momento del ritrovamento non sembrava nulla di importante.

Invece, i due, hanno trovato una moneta d’argento che farebbe parte del tesoro appartenente al re danese Aroldo I, portato alla luce dagli scavi effettuati lo scorso fine settimana sull’isola del Baltico.

Il soprannome di re Aroldo era Dente azzurro (in inglese bluetooth), forse per la sua passione per le more o magari per l’usanza di colorarsi di blu i denti che avevano alcuni guerrieri nordici dell’epoca.

Aveva abili capacità diplomatiche che convinsero gli ingegneri dell’azienda svedese a dedicargli una nuova scoperta tecnologica e il logo Bluethoot è un omaggio a Harald, ottenuto unendo le rune nordiche che rappresenterebbero le iniziali H e B, ovvero Harald Blatand.

Il simbolo che quindi compare dai primi anni duemila su quasi tutti i dispositivi elettronici del mondo, è effettivamente un vero e proprio omaggio al re vichingo.

Gli archeologi del Maclemburgo hanno recuperato dagli scavi diversi gioielli, 660 monete di argento e un martello di Thor. La squadra considera tale scoperta come il più importante scavo del Baltico meridionale di monete dell’età del re “Dente azzurro”.

Il tesoro potrebbe essere stato sepolto verso la fine degli anni ’80 del IX secolo quando il re Aroldo fuggì in Pomerania, luogo in cui morì nel 987.

 

 

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