Con la finalità di contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale, è entrato in vigore ieri l’obbligo di emissione dello scontrino elettronico.

Previsto dal decreto Crescita, convertito in legge n° 58 del 28 giugno 2019, troverà applicazione gradualmente ed infatti i primi ad esserne investiti sono stati i negozianti, commercianti ed artigiani con volume d’affari superiore a 400.000 euro (trattasi di circa 260.000 esercenti).

Per tutti gli altri soggetti, ad eccezione degli esoneri previsti, l’obbligo dello scontrino telematico avrà avvio dal 1° gennaio 2020.

Analizziamo il processo di digitalizzazione delle certificazioni fiscali, già avviato a gennaio 2019 con l’introduzione della fattura elettronica.

Cos’è lo scontrino elettronico?

Lo scontrino elettronico si sostanzia nell’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi giornalieri, previsto per i titolari di partita IVA esercenti attività di commercio al minuto.
Trattasi di operazioni che necessitano di strumenti tecnologici atti a garantire l’inalterabilità e la sicurezza dei dati.

Soggetti esentati dall’obbligo

Sono esentati dall’obbligo di emissione dello scontrino elettronico i tabaccai, giornalai, venditori di prodotti agricoli e chi presta servizi di telecomunicazione, radiodiffusione e di trasporto pubblico di persone e veicoli (qualora il titolo di viaggio coincida con lo scontrino).
Inoltre, sono esonerati, fino al 31 dicembre 2019, i soggetti che effettuano operazioni marginali, cioè quelle che non superano l’1% del volume d’affari complessivo realizzato nel 2018.

Entro quale termine deve aver luogo la trasmissione telematica?

I dati relativi ai corrispettivi giornalieri devono essere trasmessi telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro dodici giorni dall’effettuazione dell’operazione, fermi restando gli obblighi di memorizzazione giornaliera dei dati relativi ai corrispettivi nonché i termini di effettuazione delle liquidazioni periodiche dell’imposta sul valore aggiunto, ai sensi dell’art. 1, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n° 11/98.

Proroga delle sanzioni

Nel primo semestre di vigenza dell’obbligo, decorrente dal 1° luglio (per i soggetti con volume d’affari superiore a euro 400.000) e dal 1° gennaio 2020 per gli altri soggetti, non si applicheranno sanzioni in caso di trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto.
Tale proroga è stata prevista in considerazione delle evidenti difficoltà iniziali che gli operatori dovranno affrontare.

I registratori di cassa telematici

Per adempiere al nuovo obbligo, gli esercenti dovranno innanzitutto dotarsi di registratori telematici conformi alle regole tecniche previste dall’Agenzia delle Entrate.
All’uopo, in caso di acquisto, si potrà ottenere un credito di imposta del 50% del valore fino ad un importo massimo di 250 euro.

In alternativa all’utilizzo dei registratori di cassa telematici, sarà possibile memorizzare e trasmettere all’Agenzia i dati dei corrispettivi giornalieri tramite il nuovo servizio web dell’Agenzia disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”.
Tramite la procedura web i soggetti interessati potranno predisporre on line un documento commerciale e allo stesso tempo memorizzare e inviare all’Agenzia i dati di ogni singola operazione effettuata.
Si potrà accedere al sistema utilizzando le credenziali Spid (Sistema pubblico di identità digitale), dei servizi telematici Entratel e Fisconline o la Carta Nazionale dei servizi.

Cosa verrà rilasciato ai clienti in luogo del vecchio scontrino?

Il cliente non riceverà più lo scontrino (sostituito dall’invio telematico) ma un documento commerciale (non valido ai fini fiscali).
Tale documento (che verrà rilasciato in forma cartacea o trasmesso via mail) potrà essere utilizzato per resi e garanzie.

Queste le novità, non resta che sperare nel buon esito della sfida d’innovazione.
Sarà sufficiente sostituire lo scontrino cartaceo con quello telematico per risolvere il problema “evasione”?

Nel dubbio, lo strumento di contrasto più efficace resta quello dei controlli onde evitare che chi fino al 30 giugno non emetteva lo scontrino cartaceo decida adesso di non trasmettere quello telematico.

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