Santa delle perseguitate: intervista a Tiziana Risolo

Si è svolta venerdì 21 novembre presso il Teatro Abeliano di Bari la rappresentazione Teatrale a cura del Teatro della Fede, sulla storia e la vita della Serva di Dio Santa Scorese, di cui Barletta News vi ha raccontato nell’articolo del 1 novembre. Nelle vesti di Santa, come attrice, Tiziana Risolo, alla quale abbiamo rivolto alcune domande:

Come ci si sente nei panni di Santa? E’ un’emozione sempre nuova oppure ormai ti sei abituata?
Santa Scorese oggi avrebbe avuto la mia stessa età. Un particolare che ogni volta mi fa pensare a quante cose avrei perso se la mia vita si fosse fermata nel ’91. E penso a com’ero io a 23 anni, a 19 frequentavo anche io Bari, l’ateneo, la scuola di recitazione Orazio Costa al Piccinni.
Forse qualche volta l’avrò incrociata, mi dico. Ma tutte queste emozioni nascono dal fatto che conoscere Santa attraverso il suo diario e, ancora di più, attraverso la sua mamma ed il suo papà, splendidi, e sua sorella, una paladina che ogni minuto le rende giustizia, dormire nella sua casa, ascoltare quello che era, l’hanno resa parte di me, come se davvero fossi stata sua amica, la sento ormai parte della mia vita. E questo mi rende sempre più responsabile nell’interpretazione scenica, non vorrei mai che passasse un’immagine diversa da quello che Santa rappresenta. E l’emozione é sempre diversa e sento sempre una grande responsabilità prima dell’apertura del sipario

Perché avete scelto di rappresentare proprio la storia di Santa Scorese?
Racconto per aver saputo. Io sono arrivata dopo. Nel 1999 Alfredo Traversa per caso in libreria fu attirato dal diario di Santa e decise di estrapolarne alcune pagine per uno spettacolo nelle cave di Fantiano, a Grottaglie. Dopo 5 anni, quegli scritti richiamarono la sua attenzione e diventarono una vera e propria pièce teatrale. Da allora il legame con la spiritualità di questa piccola ma grande donna é diventato sempre più forte, più profonda l’esigenza di indagare, di capire. “Bisogna avere una ragione per vivere e per morire”, diceva Santa. Dal 2008 in poi, da quando anche io sono entrata a far parte di questo progetto, si sono susseguite letture sceniche e trasposizioni. Oggi lo spettacolo di narrazione. La forma più giusta per mettere in risalto il senso della Vita di Santa, uccisa per aver avuto fede in Dio, martire per la dignità della donna.

Grazie ovviamente a Tiziana Risolo per la disponibilità

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(foto a cura di Daniele TREVISI – scenografo della rappresentazione)

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