San Ruggiero, Nino Vinella: “A Barletta la festa, a Canne la sua fontana abbandonata”

San Ruggiero: celebrato sugli altari a Barletta come patrono nel suo giorno di festa. E dimenticato a Canne tutto il resto dell’anno nei luoghi della storia che ne videro l’apostolato.

Che stridente contrasto…. Ancor più accentuato e lacerante quando ci si accorge dell’estremo distacco fra il busto d’argento omaggiato d’incenso nel salmodiare delle preghiere e lo stato della storica Fontana medievale “battezzata” dalla tradizione col suo nome: erbacce, rifiuti, fango dovunque, vecchie incisioni datate coi nomi degli “autori” e più moderni graffiti dipinti a vernice spray, infiltrazioni, muffe, pietre smangiate da vento e tuffi erosi dalla salsedine. Il vero miracolo del Santo ogni giorno? Che il rivolo d’acqua sgorga ancora, ecco il miracolo…

Sono trascorsi ben trent’anni dall’ultimo restauro del 1985, quando un gruppo di ardimentosi e devoti fedeli, maestri muratori e semplice operai, ebbero come compenso al loro lavoro solo una semplicissima targa di pietra all’ingresso della grotta a ricordo del gesto.

Fu, quel modesto restauro, eseguito come atto di fede, in altri tempi quando l’identificazione fra quel luogo e la devozione popolare annullava ogni ostacolo, perfino burocratico, per ”salvare” la Fontana di San Ruggiero dall’incombente degrado.

IL COMITATO – Sentinella avanzata operante nel presidio della vicina stazioncina sulla Barletta-Spinazzola brutalmente vandalizzata da ignoti ad ottobre ma pur sempre lì a resistere quale organizzazione di volontariato, abbiamo continuato a documentare le varie fasi del potenziale pericolo di crollo. Foto, aggiornamenti, notizie sulla Gazzetta e sulla pagina Facebook “Sos Fontana di San Ruggiero” hanno sollevato e suscitano anche in queste ore i commenti del social: dall’indignazione alle tantissimi critiche sulle opportunità mancate in termini di fruibilità turistica, storica, sportiva: c’è perfino l’idea di una maratonina o in mountain bike di denuncia.

Ed a questo punto della vicenda, i competenti uffici del Comune, attivando una procedura tecnico-amministrativa da noi sollecitata ormai da tempo, saprebbero come fare per mettere definitivamente in sicurezza lo storico manufatto (risalente al XII secolo, poi abbellito nel Seicento fino al degrado di oggi) coinvolgendone l’attuale proprietà privata ai sensi della vigente normativa sulla protezione, conservazione e valorizzazione dei beni artistici esistenti nel territorio di riferimento, specie di quelli connotati da più forte “identità culturale”.

Infatti, come si legge nell’ordinanza emanata qualche mese fa a carico dell’attuale proprietario, la Fontana di San Ruggiero, meta di pellegrinaggi e di tante gitarelle di famiglia, addirittura adottata dal Liceo classico Casardi vincitore di un premio scolastico per quel progetto, insiste su particella catastale confinante a valle col tratturo che la collega alla stazioncina ed a monte con la Masseria di Canne. Tale é un discreto appezzamento di terreno coi resti delle antiche case coloniche tutt’intorno al palazzotto padronale, ove si accede varcando i pilieri dalla provinciale ex 142 nei pressi del millenario menhir (altra grande ma fin troppo nascosta bellezza di Canne, sempre su proprietà privata) e che dovrebbe essere oggetto di interventi di riqualificazione. Ma anche in questo caso, gli attuali proprietari (altri diversi soggetti riuniti in una “srl” così denominata) nulla decidono sul futuro, limitandosi a sporadiche azioni di salvaguardia verso l’incolumità di chi ne oltrepassa i confini con inferriate a livello di campagna posizionate sugli accessi agli antichi ipogei agricoli od alle “neviere” di ottocentesca memoria.

APPETITI DA BUSINESS IMMOBILIARE – Che ci siano, uguali o sempre differenti come a Montaltino, pare infatti acquisito da anni. Almeno dai tempi della prima amministrazione Salerno, come in più occasioni altri interventi ben calibrati sulla stampa (da parte di cittadini informati a proposito) ha reso noto e fatto condividere nella strumentazione urbanistica come il PUG. Domanda: ma la vicinanza col Parco regionale del Fiume Ofanto complica o facilita? Anche questo “input” dovrebbe far riconsiderare in questo scorcio di fine anno che Canne della Battaglia, ben oltre l’archeologia ed i richiami universali alla vittoria di Annibale, vada ragionata come assieme indivisibile con l’agricoltura e le attività produttive. Abbiamo tentato di farlo discutendone con l’omonima Commissione consiliare permanente…

Occorre dirlo chiaro: va messa fuorilegge “la politica di Canne a spezzatino” (messaggio per il sindaco Cascella oggi detentore della delega alla Cultura dopo le dimissioni di Giusy Caroppo) che ci ha fatto perdere il posto nel Polo museale della Puglia (inutile ogni appello al ministro Franceschini) ma paradossalmente guadagnare, come ipocrita consolazione, l’ennesimo finanziamento da un milione e 400mila euro di cui fra qualche settimana sentiremo di nuovo parlare con la cantierizzazione delle opere affidata a chi ha vinto la gara appaltato dal Mibact e la (quasi) certa chiusura al pubblico dell’area interessata fino a marzo 2017.

Una preghiera dunque ci sta bene al nostro Patrono: o venerabile San Ruggiero, aiutaci tu!

A cura di Nino Vinella

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