Saluta il Frecciarossa… ciao, ciao!

Purtroppo ieri come oggi il problema è lo stesso: tutti inneggiano alla democrazia ma nella realtà si fanno solo inutili chiacchiere. Desidererei ardentemente sperare che qualcuno mi smentisca… me lo auguro ma non ci credo!

Come prevedibile, una azienda inqualificabile e incomprensibile ha preso una decisione altrettanto inqualificabile e incomprensibile: ha stabilito che il Frecciarossa non fermerà a Barletta perchè “ … Allo stato attuale Trenitalia non prevede ulteriori variazioni alla programmazione del collegamento in questione. Infatti, va considerato che, per quanto concerne i servizi ferroviari di media-lunga percorrenza, la stazione di Barletta è attualmente collegata con il centro nord con 15 coppie di treni e per l’esigenza di rispettare tempi di percorrenza tali da assicurare una maggiore corrispondenza tra “l’offerta” aziendale e la “domanda” delle maggiori località  attraversate”.

Ma i signori di Trenitalia si rendono conto delle cavolate che dicono? Servizi ferroviari sufficienti, rispetto dei tempi…ma quando mai se il freccia argento (omologo del freccia rossa) che dovrebbe arrivare da Milano a Barletta alle ore 19,01 non giunge mai nella nostra città ( per pluri esperienze personali) con meno di 20 minuti di ritardo!

Peccato che questa penalizzazione fosse stata a lungo avvertita, argomentata e presentata dal mondo dell’informazione già da diverso tempo, quando circolavano i primi sentori dei tagli pensati dall’azienda di trasporti ferroviari: persino la politica stessa (solo una parte a dirla tutta) aveva dimostrato di aver fiutato qualche insolito movimento, se si pensa (è bene ricordarlo ad onor di cronaca) che la solita voce di colui che grida nel deserto, aveva sollevato l’attenzione sul rischio concreto di vedere negato un diritto ad un intero territorio.

La domanda che sorge spontanea oggi, alla presenza dei vari “faremo, diremo, ci riuniremo perché la fermata del Frecciarossa a Barletta è un diritto”, è: tutti questi difensori dei diritti delle nostre comunità, perché non hanno sfruttato la ghiottissima ed unica occasione capitata loro il 21 luglio scorso durante la seduta della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ?

Perché hanno lasciato che fosse il solo onorevole Francesco Paolo Sisto di Forza Italia (grazie ed ancora grazie), a presentare una interrogazione con la quale spiegava come fosse “… inaccettabile che venga esclusa la fermata in una città capoluogo di provincia che conta un’utenza di circa 600mila utenti. Barletta è il secondo nodo ferroviario dopo Bari e non possiamo permettere che le scelte di Trenitalia continuino a penalizzare il territorio, la Puglia e persino la stessa Società. Per questo ho sollecitato il ministro Delrio affinché spieghi quali iniziative intende intraprendere al fine di porre rimedio a questa decisione incomprensibile”?

Eppure da più parti della società civile e dai rappresentanti di organizzazioni politiche e sindacali, erano state lanciate richieste di sensibilizzazione fattiva presso i propri rappresentanti in Parlamento affinché, anch’essi, intervenissero nella importantissima seduta.

Oggi, a giochi ormai quasi chiusi (o senza quasi ?) c’è il quotidiano bollettino con le dichiarazioni del tipo “si apre qualche spiraglio”, ma non scherziamo, vi prego!

Chi può ancora sperare dopo dichiarazioni tipo “ è come se si fosse aperta la porta del Frecciarossa… seppure da parte di Trenitalia si insiste su valutazioni di carattere di sostenibilità economica di servizi ferroviari da effettuare in regime di mercato. Con i parlamentari del Pd, la rappresentante di Trenitalia ha assunto l’impegno di approfondire le tematiche legate al potenziamento e alla articolazione del sistema dei servizi ferroviari delle “Frecce” e del trasporto locale. L’importante è che l’azienda si butti alle spalle una volta per tutte l’indisponibilità e tenga aperta la porta alla verifica di nuove opportunità”. Il Sindaco Pasquale Cascella, autore di questo comunicato, ha forse dimenticato (ahinoi) l’assicurazione fornitagli personalmente dall’allora Amministratore delegato di Ferrovie Italiane, il pugliese Michele Elia, il quale, il 30 aprile 2015, aveva annunciato che a partire da dicembre 2015 ci sarebbero state due corse dei “Frecciarossa” tra Milano e Bari con fermata anche a Barletta. Lo avete visto voi il Freccia Rossa a Barletta se non per quella farsa/offesa per il “Mennea Day” ? Della serie “L’avete visto oggi … non lo vedrete più!”.

Volete che vi ricordi la realtà qual è? Aumentano i prezzi dei biglietti, spariscono i treni, l’alta velocità in Puglia resta un miraggio. Il quadro che Trenitalia regala alla Puglia e alla nostra zona in particolare, è condensato in un viaggio ipotetico, che, nei discorsi di superficie, racconta di una regione non penalizzata, di più, che fa i conti con la spietata lucidità dei dati che confutano ogni supposizione, scusa o bugia.

E c’è ancora chi, contraltare alle azioni dell’on. Sisto, aveva ostentato ottimismo, invitando tutti a “non fasciarsi la testa, prima di rompersela”, visto che i tagli ventilati erano “solo presunti”. Del resto aveva puntualizzato “In caso contrario comunque garantiamo sin d’ora che ci attiveremo ad ogni livello, dalla Regione, al Parlamento, al Governo, per evitare qualsiasi penalizzazione dei cittadini delle nostre terre”. Signori ma vi volete rendere conto che una volta presa una decisione diventa impresa titanica cambiarla e che invece è cosa buona e giusta intervenire prima, ma molto prima! Chi viene ricordato per sempre non è colui il quale vince la medaglia d’argento o ancor peggio, quella di  bronzo, bensì chi sale sul gradino più alto del podio.

La testa, forse, andava fasciata già dinanzi alle prime avvisaglie della non fermata a Barletta e sarebbe stato meglio.  Di certo, l’attivazione ad ogni livello evidentemente non sembra aver sortito l’effetto sperato, se così tanti politici di destra e di sinistra, oggi sono come piovuti giù dalle nuvole, scoprendo che il Freccia Rossa sfreccerà (scusate il gioco di parole), senza fermarsi, nella nostra storica stazione e noi non potremo far altro che comportarci come ci chiedevano da piccoli “saluta con la manina e fai ciao ciao”, si ciao ciao Frecciarossa!

Ritardi gravi di una classe politica, risucchiata in una sindrome da “Genius capovolto”, con effetti collaterali deleteri, che annullano l’intuizione o la trasformano, nei migliori dei casi, in un ritardo. E il ritardo della politica, si sa, su certe questioni fa più male dei ritardi snervanti di alcuni treni delle Ferrovie dello Stato e risulta goffo come il classico pesce fuor d’acqua.

Due anni di chiacchiere, di parole, di avvertimenti lanciati dai giornali, dagli utenti, dai sindacati, per rendersi conto solo a fatto compiuto che qualcosa è successo: mai una volta che ci sia chi se ne accorga prima. È il ritardo ad orologeria di un ceto politico, che spesso e volentieri si gioca su questi temi gran parte della propria credibilità.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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