Ruggiero Quarto su referendum: “I responsabili della sfiducia la ribaltano a proprio vantaggio”

Nella foto distribuita dall'ufficio stampa il 31 luglio 2014 la Rainbow Warrior, nave simbolo di Greenpeace, entrata in azione nel mar Adriatico presso la piattaforma petrolifera Rospo Mare B, di propriet‡ Edison ed Eni. ANSA/UFFICIO STAMPA GREEN PEACE +++NO SALES - EDITORIAL USE ONLY - NO ARCHIVE+++

Che il quorum al passato referendum fosse problematico, era facilmente prevedibile. Una tale impresa referendaria, negli ultimi vent’anni, è riuscita solo nel 2011, allorché erano in ballo tre quesiti di grande impatto (“legittimo impedimento”, “acqua pubblica” e “nucleare”), con la tragedia appena avvenuta della fusione della centrale di Fukushima, che aveva gridato all’umanità quanto folle fosse la scelta energetica nucleare. Eppure, anche allora, malgrado l’importanza, i dibattiti e il prolungamento del voto al lunedì, l’affluenza fu di un risicato 54.8%.

La difficoltà del quorum referendario dovrebbe indurre il legislatore a rivedere tale vitale istituto democratico, eliminando il quorum, come già previsto per il prossimo e primo referendum confermativo sulle riforme costituzionali appena approvate.

L’analisi del voto, come sempre succede dopo ogni consultazione popolare, è complessa, in quanto le variabili che determinano il risultato sono molteplici.

Premesso che nessuna consultazione della volontà popolare è inutile e, tanto meno, demagogica, rimane da chiedersi chi ha vinto e quali sono le implicazioni e gli scenari futuri sul tema referendario.

I numeri: 50.8 Ml di aventi diritto; 15.8 Ml di votanti (31.1%); 85.8% di SI e 14.2% di NO.

Se i numeri non sono un’opinione “politichese”, ha stravinto il SI!

13.334.764 persone hanno chiesto di non prolungare le concessioni per l’estrazione di idrocarburi nella fascia costiera di 12 miglia “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”; non quante ne prevede la legge per cancellare tale frase.

Ma, qualcuno, attribuendosi la quota astensionista, vuol ribaltare la lampante, anche se inefficace, vittoria del SI. Questa acrobazia politica, al pari di un triplo salto mortale senza rete, è molto pericolosa per la democrazia, ancor più in un momento di sfiducia ad esercitare il diritto/dovere del voto. Sfiducia, sia ben chiaro, nelle istituzioni politiche e legislative. Basta pensare a referendum vinti ma vanificati o alla dilagante corruzione politica.

È davvero paradossale che i responsabili della sfiducia della gente debbano ribaltarla a proprio vantaggio! Poi, non occorre essere politologi per capire che l’astensionismo ha molte facce. Che dire dell’astensionismo alle ultime elezioni, se dessimo al fenomeno un’appartenenza? Alle politiche del 2013 è stato il “primo partito” con il 25% di elettori, più di PD e M5S (25% di votanti, ma 19% di elettori); alle europee del 2014, con il 43%, ha quasi doppiato il brillante 23.4% (di elettori) del PD. Molti sindaci eletti con oltre il 50% di astensione dovrebbero lasciare il posto a qualche sconfortato che ha invitato al non voto!

15.806.788 persone hanno votato, malgrado i tempi stretti dalla decisione della Consulta, un’informazione molto scarsa e spesso scorretta, ricatti di perdita di risorse minerarie e di lavoro, la campagna astensionista del maggior partito e del Governo (ma lo poteva fare?) o un tiepido e non fattivo pronunciamento per il SI dei partiti di centrodestra.

Una “valanga umana” di 13.334.764 persone ha espresso il SI. Sia nel merito, per evitare un ingiusto favore ai petrolieri e per scongiurare presenze senza limiti temporali di piattaforme entro le 12 miglia dalla costa (sulla qual cosa rischiamo un’infrazione europea); sia nelle implicazioni, per passare da fonti energetiche fossili pericolose, insalubri, climalteranti e nelle mani di potenti multinazionali, a fonti rinnovabili, sicure, ecosostenibili, alla portata di tutti.

Contrariamente alla gran parte dei commenti, anche dei sostenitori del SI, ritengo che il risultato sia estremamente positivo. Infatti, questo referendum sancisce la nascita di una nuova realtà sociale, politica, culturale italiana. Una immensa e preziosa “famiglia” Ecologista, Solidale, Onesta, Libera, Fiduciosa, Informata.

13.334.764 persone, uniche e irripetibili, libere da ricatti e pressioni politico-economiche, per il Bene Comune, vogliono la supremazia dell’interesse collettivo e una crescita umana felice! Per sempre! Non tormentata dalle conseguenze dell’abuso delle fonti energetiche fossili.

È nato un gruppo che vale il 26.8% dell’elettorato (molto più dei maggiori partiti), socialmente e politicamente omogeneo, oltre i partiti e che sarebbe limitativo assimilare ad un “partito”, data anche l’accezione negativa che oramai contraddistingue i partiti. L’ambiente e i diritti non sono più propri di una ristretta pattuglia ecologista e libertaria, ma stanno a cuore ad un grande insieme variegato di persone, capaci di “disobbedire” anche ai dirigenti del partito di appartenenza. Tale insieme è in grado di informarsi capillarmente, di comunicare in tempo reale e di condividere sapere e opinioni in rete. È la gente che qualcuno con disprezzo definisce “sempre connessa, virtuale e inconcludente”. Ma che io con molto rispetto e speranza ritengo capace di quella conversione etica ed ecologica che può salvare il mondo!

Ruggiero Quarto (Docente di Geofisica – Università di Bari)

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Ruggiero Quarto
- Laureato in Scienze Geologiche, Università di Bari, con il massimo dei voti. - Vincitore di una Borsa di Studio nel Consiglio Nazionale delle Ricerche per il “Progetto Finalizzato Geodinamica – Rischio Vulcanico”. Quindi Borsista CNR dal 1978 al 1981. - Vincitore del concorso d’idoneità al ruolo di ricercatore in Geofisica Applicata nel Novembre del 1981. - Ricercatore confermato in Geofisica Applicata (settore disciplinare GEO11) presso il Dipartimento di Geologia e Geofisica dell’Università di Bari. -Relatore di numerose Tesi di Laurea in Geofisica Applicata, nell’ambito del Corso di Laurea in Scienze Geologiche dell’Università di Bari. - Seminari ed esercitazioni, sia di laboratorio che di campo, su tecniche di acquisizione e interpretazione di dati geofisici, per gli studenti delle varie discipline geofisiche per i Corsi di Laurea in Scienze Geologiche e Beni Culturali dell’Università di Bari.

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