Ruggiero Quarto, docente di Geofisica all’Università di Bari: intervento sulla situazione ambientale barlettana

Buzzi unicem

“Vorrei prendere spunto da due fatti rilevanti, avvenuti nell’ultima settimana a Barletta, per alcune riflessioni ambientaliste: 1) una lettera che ha girato sui mass media locali, spaventando la Città; 2) l’approvazione in Consiglio Comunale della delibera di iniziativa popolare sul monitoraggio ambientale. La lettera: sui media è comparsa una lettera che denuncia un’esplosione con nube tossica nella cementeria di Barletta. La lettera è ben congegnata, ma solleva almeno tre notevoli dubbi: 1) appare anonima; 2) la grave esplosione sarebbe stata taciuta dalle maestranze; 3) ci sono alcuni strafalcioni tecnici.

Per le mie conoscenze, mi è bastata una sommaria lettura per ritenere tale denuncia priva di fondamento. Eclatante mi è subito apparsa l’attivazione di rilevatori di radioattività, che mi sembra impossibile siano lì presenti, sapendo che il controllo della radioattività del CSS da rifiuti viene fatto a monte della filiera. Anche la descrizione dettagliata degli inquinanti mi è apparsa ridondante, oltre che inutile rispetto all’accaduto denunciato. Inoltre penso che, se dovesse succedere un evento simile, sarebbero le maestranze per prime a denunciare tempestivamente l’accaduto, sia per l’emergenza sanitaria e sia per mettere in sicurezza gli impianti tra i quali loro per primi vivono! Bene ha fatto la Buzzi a diffondere un comunicato che evidenzia la falsità della lettera. Concordo pienamente. Mio pensiero è che la lettera non dovesse essere divulgata. Se si diffondono stupidaggini, ci ritroviamo con il naso all’insù per scrutare se gli asini volano!

La lettera, quindi, non mi ha preoccupato per la fantomatica “esplosione atomica”, ma mi ha tormentato per il suo significato. Cui prodest? Non giova certo all’ambientalismo! Un ambientalista mai ricorrerebbe a falsi allarmismi per perorare la causa. Denuncia inquinamenti certi o solleva ragionevoli dubbi sull’impatto ambientale delle attività umane, reclamando il principio di precauzione, tra l’altro sancito dall’OMS. E’ sicuramente contrario all’uso dei cementifici per incenerire rifiuti, ma argomenterebbe la sua contrarietà sia con l’errore strategico di usare male il rifiuto (carburante invece che riuso e riciclo) e sia con il paventato inquinamento di tali processi di combustione. Un ambientalista chiederebbe una strategia “Rifiuti Zero” e controlli ambientali/sanitari del territorio dove è sito il processo industriale, ancor più se si trova in ambito urbano, come nel caso di Barletta.

E qui voglio innestare l’altro avvenimento importante: Delibera per il monitoraggio ambientale.

Finalmente la delibera d’iniziativa popolare, che chiede un monitoraggio di tutte la matrici ambientali a Barletta, è stata approvata dal Consiglio Comunale.

Ricordo che questa delibera giunse qui in discussione nel lontano 18 Marzo 2016, ma non fu mai discussa e approvata, a causa del tentativo di stravolgimento. Anche in questa circostanza ci sono stati analoghi tentativi, fortunatamente sventati, gli ultimi dei quali per evitare riferimenti a Timac e Buzzi Unicem. Si sosteneva fosse per tutela legale del Comune. Penso che, come è sbagliato “gridare al lupo”, è altrettanto sbagliato voler nascondere potenziali pericoli. Qualsiasi eventuale rischio ambientale va affrontato come un toro per le corna e va indagato, al fine di eliminarlo o mitigarlo o, se inesistente, per rassicurare le persone. Ciò tutela sia la gente che convive con il rischio e sia le attività che hanno un impatto sul territorio. È, tra l’altro, il senso dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, che le aziende in questione devono avere! Nessun management intelligente si opporrebbe a verifiche. Anzi, le fa per primo, pur di non essere mal percepito e non aver intoppi. Ma il pubblico deve far la sua parte. Non ci si può fidare della coesistenza controllore/controllato.

L’approvazione della delibera ci incoraggia a perseverare nell’impegno per la custodia dell’Ambiente, a partire da quello locale che ci circonda. Le attività umane devono salvaguardare l’ambiente e la salute e devono essere ecosostenibili! Ora avanti con un piano di monitoraggio che indaghi per davvero le criticità, tra l’altro pro parte già note e gravi, e le eventuali responsabilità! E, intanto, si facciano le bonifiche! Vogliamo conoscere in tempo reale le eventuali sorgenti inquinanti delle attività cittadine ed esigiamo un ambiente urbano salubre!

Alla politica, che ha l’abitudine di essere latitante o fuorviante sulle tematiche ambientali, deve far da contrappeso la coscienza ambientalista singola o associata, che deve pretendere dai suoi eletti la centralità delle politiche ambientali. A modelli di produzione e consumo non sostenibili dall’ambiente, deve far da contraltare un ecologismo consapevole e sapiente, capace di evidenziare le criticità e proporre alternative di sviluppo ecosostenibile e duraturo”

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Ruggiero Quarto
- Laureato in Scienze Geologiche, Università di Bari, con il massimo dei voti. - Vincitore di una Borsa di Studio nel Consiglio Nazionale delle Ricerche per il “Progetto Finalizzato Geodinamica – Rischio Vulcanico”. Quindi Borsista CNR dal 1978 al 1981. - Vincitore del concorso d’idoneità al ruolo di ricercatore in Geofisica Applicata nel Novembre del 1981. - Ricercatore confermato in Geofisica Applicata (settore disciplinare GEO11) presso il Dipartimento di Geologia e Geofisica dell’Università di Bari. -Relatore di numerose Tesi di Laurea in Geofisica Applicata, nell’ambito del Corso di Laurea in Scienze Geologiche dell’Università di Bari. - Seminari ed esercitazioni, sia di laboratorio che di campo, su tecniche di acquisizione e interpretazione di dati geofisici, per gli studenti delle varie discipline geofisiche per i Corsi di Laurea in Scienze Geologiche e Beni Culturali dell’Università di Bari.

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