Ruggiero Quarto: ‘Con l’ambiente degradato vacilla la VITA’

Correva l’anno 1998. Il 10 Giugno inviai una denuncia/proposta a tutte le istituzioni implicate nel problema “mare”. Purtroppo, a distanza di 18 anni, può essere ripresentata “tal quale”!!

In sintesi: <<Pensiamo che anche quest’anno (1998!!) i fenomeni d’inquinamento marino desteranno grande preoccupazione, perché rispetto all’anno scorso nulla è cambiato. Infatti, le principali fonti di inquinamento, costituite dal fiume Ofanto e dal canale Ciappetta-Camaggi, continuano a versare a mare acque fortemente inquinate da scarichi abusivi e da acque reflue non sufficientemente trattate da depuratori mal funzionanti. Anche in ambito urbano sono presenti scarichi che aggravano i fenomeni d’inquinamento della nostra costa. (Quando il Canale H era ancora un rivoletto e non il “fiume-cloaca” di oggi!)

Comunque, non ci preoccupa solo l’alterazione dei parametri che definiscono i requisiti di qualità delle acque di balneazione, ma anche lo stato di inquinamento generale del nostro mare. L’inquinamento chimico, oltre che più subdolo di quello biologico, perché meno visibile, più diffuso e più persistente, è pericoloso per la vita marina e la salute umana.

Inoltre, l’Ofanto, che assomiglia sempre più ad un canale di scolo a servizio delle reti fognanti dei comuni che attraversa, imbrigliato in una cementificazione inutile e dannosa, in recenti analisi biologiche e chimiche, eseguite alla sua foce, ha rivelato, oltre ad un pesante inquinamento da coliformi totali e fecali, anche massicce concentrazioni di azoto e fosforo, di derivazione agricola e urbana. Tali ultimi inquinanti possono provocare gravi fenomeni di eutrofizzazione delle acque marine. Poi, data la possibilità che in alcune zone costiere si possono verificare improvvisi inquinamenti concentrati e temporanei, si propone che vengano effettuati controlli più frequenti e a minori distanze di quelli previsti dalle norme vigenti.

Si propone, dato l’inquinamento chimico accertato alla foce dell’Ofanto, di effettuare analisi complete, idonee a rilevare eventuali nocivi inquinamenti chimici.

Al fine di eliminare le cause che rendono cronico l’inquinamento del nostro mare riteniamo necessario:

1) controllare i depuratori di Barletta, di Andria e di tutti i comuni della valle dell’Ofanto;

2) rilevare, denunciare e interrompere tutti gli scarichi di fogna e industriali abusivi ricadenti nell’area urbana di Barletta, lungo il Canale Ciappetta-Camaggi e l’Ofanto;

3) controllare e recapitare efficientemente la rete fognante che defluisce a mare;

4) bonificare il bacino portuale che appare degradato e che data la sua posizione geografica e le correnti marine può diffondere il suo carico inquinante ai vicini lidi;

5) utilizzare le acque reflue, opportunamente trattate, per fini irrigui;

6) promuovere un’agricoltura più biologica utilizzando reflui organici, compost, lotta biologica, invece di fertilizzanti e pesticidi. Questi ultimi contaminano irrimediabilmente i suoli e in parte, per dilavamento, raggiungono il mare;

7) pretendere il pieno funzionamento della legge 18-5-1989 N.183 e dell’Autorità di Bacino del fiume Ofanto, che deve “assicurare la difesa del suolo, il risanamento delle acque, la fruizione e la gestione del patrimonio idrico per gli usi di razionale sviluppo economico e sociale, oltre che la tutela degli aspetti ambientali ad essi connessi”;

8) sviluppare sulla litoranea di ponente un turismo eco compatibile. Lungo le spiagge si può favorire la formazione di dune costiere, l’attecchimento di macchia mediterranea e colture di salicornia, per contrastare fenomeni di arretramento della linea di costa;

9) effettuare un intervento di bonifica eco compatibile della zona umida di Ariscianne,proporre un vincolo paesaggistico e chiedere l’istituzione di un parco delle zone umide di Ariscianne-Boccadoro;

10) promuovere campagne di sensibilizzazione pubblica a favore di un rapporto equilibrato uomo-mare, tese a considerare il mare “bene comune” e risorsa inesauribile e non un collettore finale di rifiuti.>>

È normale che dopo 18 anni (pari ad una generazione umana!) nulla sia avvenuto e che le 10 “antiche” proposte siano ancora attuali? Nonostante le buone norme sopraggiunte a tutela del mare (Dlgs 152/2006), fa trasalire il fatto che, ad oggi, ci siano solo peggioramenti: Canale H e le barriere verso la Fiumara!

Il fallimento della politica locale sui temi ambientali è eclatante! Per il mare è sconcertante! Le politiche ambientali variano da inesistenti a inefficaci!

Non è più procrastinabile il momento che l’Ambiente occupi il centro dell’azione politica!

Spero che questa testimonianza “storica” faccia rabbrividire anche l’attuale Amministrazione Comunale, inducendola a dare risposte alle ataviche questioni ambientali con priorità assoluta.

Le soluzioni per un mare libero da inquinanti sono complesse, ma possibili. E, checché ne pensi la politica avvezza a pratiche di mero potere, la gente esige un mare e, in genere, un ambiente bello e vivibile.

Con l’Ambiente degradato vacilla la Salute, l’Economia, la Cultura, ….., la VITA!

Acura di Ruggiero Quarto (Docente di Geofisica – Università di Bari)

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedentePrimo Maggio, orari di apertura della Pinacoteca De Nittis e della Cantina della Sfida
Articolo successivoProstituzione in via Callano: la lettera di denuncia di un lettore
Ruggiero Quarto
- Laureato in Scienze Geologiche, Università di Bari, con il massimo dei voti. - Vincitore di una Borsa di Studio nel Consiglio Nazionale delle Ricerche per il “Progetto Finalizzato Geodinamica – Rischio Vulcanico”. Quindi Borsista CNR dal 1978 al 1981. - Vincitore del concorso d’idoneità al ruolo di ricercatore in Geofisica Applicata nel Novembre del 1981. - Ricercatore confermato in Geofisica Applicata (settore disciplinare GEO11) presso il Dipartimento di Geologia e Geofisica dell’Università di Bari. -Relatore di numerose Tesi di Laurea in Geofisica Applicata, nell’ambito del Corso di Laurea in Scienze Geologiche dell’Università di Bari. - Seminari ed esercitazioni, sia di laboratorio che di campo, su tecniche di acquisizione e interpretazione di dati geofisici, per gli studenti delle varie discipline geofisiche per i Corsi di Laurea in Scienze Geologiche e Beni Culturali dell’Università di Bari.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here