Sulle vicissitudini politiche che stanno interessando Palazzo di Città interviene il Consigliere comunale di maggioranza Rocco Dileo, unico eletto per la lista ‘Insieme per Barletta’ alle scorse elezioni Amministrative del 10 giugno.

Sono profondamente amareggiato dalle guerre intestine nella nostra maggioranza – esordisce Dileo – La nostra è una Coalizione civica nata per offrire alla città un vento di cambiamento. Abbiamo instaurato un percorso di partecipazione attiva dei barlettani affinché fosse abbattuta quella “cortina di ferro” che troppo spesso ha tenuto separati i cittadini dalla politica, come se fossero davvero cose distinte. Il risultato è stato chiaro sin da subito: più della metà della città stava conferendo nelle mani del dott. Cosimo Cannito le sue speranze e i suoi timori. Noi tutti, in qualità di Consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, abbiamo il dovere di accogliere quell’istanza, espressione di una democrazia che non può e non deve essere calpestata dagli appetiti di nessuno”.

 

“Il nostro Sindaco, il dottor Cosimo Cannito, ha accettato la sfida di curare un paziente malato da tempo e di costruire un percorso condiviso, in cui diverse espressioni politiche hanno visto una possibilità. La possibilità di risollevare Barletta e renderla la città che i barlettani meritano. Ringrazio pubblicamente, allora, il Sindaco Cannito – prosegue Rocco Dileo – per la tenacia e la coerenza con cui ha deciso di non cedere a mere logiche di potere, dimostrando alla città di essere sempre Mino. Chi non lo capisce o non intende capirlo ha solo il desiderio di risollevare quella “cortina di ferro” per muoversi nello scacchiere in totale riservatezza, convinto che il cittadino sia solo un voto e che la massima Assise cittadina, in cui abbiamo l’onore di sedere, solo un palco sul quale dar sfogo al proprio ego”.

Il Sindaco Cannito troverà il modo di guidare questa città. Ne sono convinto perché la politica non è padrona dei cittadini, ma loro serva e in quanto tale ha il compito di rispettarne il volere espresso nell’urna. Sono le opposizioni, sale della democrazia, alle quali mi rivolgo affinché le loro azioni siano guidate dalla mano della città”.

 

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