Ritorna il Consiglio Comunale, tra novità politiche e vecchie accuse

Dopo mesi di assenza, il consiglio comunale di Barletta ritorna a riunirsi e lo fa confermando alcuni vecchi vizi ma sorprendendo in altre sue caratteristiche. Si conferma l’endemico ritardo per l’apertura dei lavori, che anche quest’oggi ha raggiunto l’ora e mezza, come si conferma l’abitudine a dilatare i tempi e a rendere prolisse e ridondanti le discussioni interne ai consigli, caratteristica questa che ha impedito al consiglio, nel corso di ben 4 ore, di votare e approvare più di due delibere, interpellanze escluse. Ma andiamo con ordine.

Il consiglio si è aperto con il suddetto, tradizionale ritardo ma anche con una novità: infatti, prima dell’inizio dei lavori, il consigliere Losappio ha annunciato la propria uscita dal gruppo di Forza Italia; quella che però doveva essere una dichiarazione sui motivi politici che l’hanno portato a lasciare la coalizione di cui è stato consigliere nel corso degli ultimi anni, ha approfittato dell’intervento per ammonire l’amministrazione sulle varie criticità che non è stata in grado di affrontare secondo il proprio parere, richiedendo al sindaco maggiore impegno. Una dichiarazione politica alquanto singolare quella del consigliere Losappio visto il contesto, e il consigliere Cannito non ha tardato a farlo notare, senza però che ciò ovviasse all’effettiva mancanza di motivazioni.

Dopo la proposta del consigliere Damiani, per il periodo delle festività natalizie a partire dal 6 dicembre, di chiedere al traffico corso Vittorio Emanuele fino all’altezza dell’orologio di San Giacomo, proposta contenete non poche difficoltà ma che comunque sarà valutata nel corso dei prossimi giorni dall’amministrazione, è arrivata la seconda sorpresa squisitamente politica del consiglio, per quanto di vera e propria sorpresa non si possa parlare: si vociferava da diverso tempo di un’entrata in maggioranza del Partito Socialista e, prendendo la parola, il consigliere Cannito ha confermato le voci, ma ridimensionandone le previsioni: PD e PSI saranno sì dalla stessa parte politica, ma solo dalla prossime elezioni, in cui i socialisti entreranno a far parte della coalizione di centro-sinistra e quindi collaboreranno per la scelta di un nome condiviso come prossimo candidato sindaco. Il consigliere ha comunque precisato, lanciando non poche frecciatine riguardanti i punti deboli della maggioranza, che i consiglieri socialisti attualmente in carica non entreranno nella stessa ma voteranno favorevolmente le proposte del centro-sinistra solo qualora siano effettivamente valide. Per Cannito quindi non si tratta di nessun becero scambio di voti o di meccaniche di vecchia politica, tutto rimarrà così come deciso dagli elettori per poi cambiare dalla prossima tornata elettorale.

Dopo questa dichiarazione, i consiglieri Losappio e Damiani hanno dunque intimato l’intervento del sindaco su quello che, per il capogruppo di Forza Italia, è un “teatrino politico” a tutti gli effetti in cui tra l’altro è stato “gettato letame” in faccia alla maggioranza. A rispondere a queste critiche è stata però la consigliera Campese che ha sottolineato come l’unione delle due coalizioni avverrà in futuro, tra l’altro in un’ottica di riunione dei partiti di centro-sinistra che sta avvenendo anche sul piano nazionale, e che ciò non elimina le criticità all’interno della maggioranza, criticità che però vengono affrontate e fungono da sprone all’azione amministrativa. E dopo un altro scambio di dichiarazioni tra Damiani e Salvemini, piuttosto risentito dal commento di Damiani riguardo il “gettare letame”, il consiglio è proceduto in maniera stranamente calma e rapida.

Infatti, tutte e dieci le interpellanze, oggetto del primo, vero punto all’ordine sono state esaminate e hanno ricevuto risposta in poco meno di un’ora e senza alcuna ombra di polemica: si urli al miracolo, in un consiglio comunale barlettano si è avuto un dialogo costruttivo! E così una dopo l’altra le interpellanze sono state illustrate, partendo da quella, vecchia di un anno, del consigliere Damiani sullo stato delle opere di urbanizzazione della zona 167, attualmente protagoniste della cronaca cittadina visto il recente riavvio dei cantieri che dovrebbero completare i lavori nei prossimi 600 giorni; poi è stato il turno del consigliere Grimaldi, che richiedendo informazioni sullo stato dei lavori dell’ex-tribunale, ha ottenuto dall’assessore Lanotte la confortante notizia che gli uffici del giudice di pace hanno subito con successo dei lavori di manutenzione straordinari appena completati e che adesso questo polo giudiziario, primo parso verso la formazione di un polo di legalità e sicurezza, sarà accessibile al pubblico in tutto il suo rinnovato splendore a partire dal 4 dicembre, nella cui mattinata ci sarà un piccolo evento di presentazione degli uffici messi a nuovo; a proporre le successive quattro interpellanze è stato il consigliere Marzocca, chiedendo informazioni sullo stato delle strisce pedonali in via Achille Bruni, un’interpellanza protocollata in luglio che ha visto la sua risoluzione in agosto con l’effettivo rifacimento delle stesse;  su una possibile rivalorizzazione del sito archeologico adiacente il liceo classico “Casardi”, sito che, secondo quanto riferito dal sindaco, è attualmente oggetto di alcuni progetti riguardanti l’inclusione dello stesso in percorsi turistici e di eventuali altri progetti su una maggiore accessibilità dello stesso, nonostante la zona densamente urbana non sia la più agevole in cui attuare tali pianificazione; sullo stato di abbandono di via Da Vinci, ottenendo le rassicurazioni dell’assessore Gammarota che ha riferito di un intervento di manutenzione straordinaria in programma per il 29 dicembre; e infine sullo stato delle aree situate nell’aera Borgovilla-Patalini  ove erano posizionati i tralicci e gli elettrodotti ora interrati, aree che sempre secondo l’assessore Gammarota sono state già recuperate e presto ci si muoverà per adibirle ad aree verdi. La settima e l’ottava interpellanza, proposte da Marzocca e Damiani, vertevano entrambe sullo stesso argomento, ovvero sulla valorizzazione dell’ex distributore di benzina posto all’angolo tra via Regina Margherita e via Roma, area che verrà anch’essa riqualificata e adibita a zona verde con aiuole che accompagneranno i pioppi già presenti; la nona interpellanza, sempre del consigliere Damiani, riguardava il possibile riposizionamento di una siepe da via Rossini a via Achille Bruni; infine, la decima, proposta ancora da Marzocca, ha posto l’attenzione su Piazza Plebiscito e lo stato di degrado in cui versa, cosa che però non è sfuggita all’amministrazione. Grandi sforzi infatti sono stati profusi dall’assessorato alle Politiche Ambientali e dalla commissione Lavori Pubblici per porre fine a tale degrado, e il progetto finale prevede dei primi interventi di manutenzione ordinaria che poi sfoceranno in un progetto di riqualificazione dell’intera area con uno stanziamento di fondi ci circa 300 mila euro.

Chiuso il primo punto, si è passati al secondo, ovvero l’approvazione del Piano comunale per il diritto allo studio per l’anno 2016, illustrato dall’assessore Divincenzo il quale ha avuto modo di spiegare come quest’anno i contributi al diritto allo studio offerti al comune sono addirittura aumentati, spingendo per esempio ad una maggiore integrazione delle tecnologie nella scuola e incentivando il passaggio alla cosiddetta “Scuola 2.0” o anche innalzando la doglia per il valore ISEE utile per l’assegnazione di aiuti ad un limite di 10.000 euro, rispetto ai 7.500 dello scorso anno. Il piano ha avuto l’approvazione unanime del consiglio, con le sole richieste di dati più specifici del consigliere Damiani e un invito del consigliere Cannito a porre particolare attenzione, per quanto possibile, anche al polo universitario presente presso la struttura ospedaliera barlettana, a rischio di essere assorbito da quello di Foggia.

Il clima utopico in cui il consiglio si è svolto fin qui è stato infine rotto con la discussione del terzo punto all’ordine, ovvero la ratifica della delibera di Giunta Comunale n. 212/2015: variazioni di urgenza ex art.42 comma 4 ed art. 175 comma 4 D.Lgs. 267/2000. Come spiegato dall’assessore Pansini, le variazioni, in entrata e in uscita, disposte con delibera di Giunta hanno riguardato spese non più prorogabili e che, in quanto disposte dalla Giunta, necessitavano comunque dell’approvazione del consiglio. In definitiva, le variazioni poste in essere dalla Giunta ammontano ad un flusso di circa 3.3 milioni di euro, di cui di particolare rilevanza i 2.5 milioni di finanziamento dalla Regione per la costruzione di un nuovo impianto di selezione e smaltimento rifiuti. Non stando qui ad elencare tutte le voci della variazione in oggetto, basti dire che a farlo, in consiglio, più che l’assessore stesso sono stati i consiglieri Damiani e Cannito, che hanno commentato quasi punto per punto la variante stessa.

Damiani ha da subito precisato come tale variazione fosse quasi un atto di forza della Giunta, posto solo all’approvazione automatica del consiglio visto che tale testo non poteva comunque essere emendato, ha apprezzato solo parzialmente lo sforzo dell’amministrazione di trasformare i diritti di superficie in diritti di proprietà per quegli immobili appartenenti a soci di cooperative e ha accusato pesantemente l’amministrazione stessa, accusandola di aver già sperperato 4 milioni di euro per l’asse pedonale attrezzato, al cui completamento, secondo tale variazione, andavano attribuiti altri fondi, di mettere a disposizione 300 mila euro per consulenze esterne riguardanti la ricerca e l’adesione a bandi per l’ottenimento di fondi europei e regionali che in realtà sarebbero solo servite per fare “favori” agli “amici” dell’amministrazione (la parola “raccomandazione” aleggiava nell’aria anche se nessuno ha osato pronunciarla), e che i 2,5 milioni di euro di finanziamento CIPE non includevano i soldi che si sarebbero dovuti investire per la realizzazione di un progetto di impianto si selezione, che ammonterebbe a circa 6 milioni di euro. Cannito, dal canto suo, ha sottolineato come quei famigerati 300 mila euro sarebbero dovuti servire per creare delle personalità interne adibite al compito di intercettamento fondi invece che pagare personalità esterne e far sorgere dubbi sulla trasparenza dell’amministrazione, ha richiesto spiegazioni sulla fine dei fondi stanziati per l’asse pedonale e ha sottolineato come fosse vergognoso che la questione inerente la capitaneria di porto fosse ancora bloccata mentre ci si concentrava sui lavori al Puttilli, che per il consigliere socialista è sempre stato una fonte inesauribile di spreco di denaro pubblico.

A nulla sono serviti gli interventi dei consiglieri Dicataldo e Damato, in cui si sottolineava come tutti gli atti di questa amministrazione fossero stati trasparenti, per placare gli animi dell’opposizione che, con un Basile in vena di discorsi degni dello stesso Pindaro, abbandonando la sua solita verve per il 90% del tempo, ha ancora una volta accusato i vari dirigenti del comune di incompetenza e lentezza, ha anche lui insinuato all’assegnazione di quei famigerati 3000 mila euro ad “amici di amici” e ha chiesto le dimissioni dei dirigenti responsabili e infine, per ritornare ad un topos fisso del consiglio, del primo cittadino stesso.

Altro punto cardine degli interventi di tutti i consiglieri, sottolineato poi dal consigliere Cefola, è stato l’aumento dei costi per la raccolta di rifiuti, aumento determinato, nella misura quasi del triplo, dalla chiusura della discarica di Trani. Come è stato più volte affermato, tale situazione potrebbe potenzialmente portare, l’anno prossimo, a non vedere l’auspicata diminuzione della tassa sui rifiuti, anzi, potrebbe determinarne un aumento, e già solo questo rischio potrebbe, secondo i consiglieri intervenuti, minare la fiducia della cittadinanza nel sistema di raccolta porta a porta.

A tutti questi dubbi hanno risposto gli assessori competenti, che hanno spiegato come i 2,5 milioni per il nuovo impianto daranno solo il via ad un progetto ancora in fase di definizione e i cui costi si spalmeranno nel corso dei prossimi anni; che i fondi ulteriori per l’asse pedonale erano già previsti nell’appalto e che i fondi effettivamente stanziati finora non ammontano a 4 bensì a 2 milioni di euro; che l’aumento nei costi dello smaltimento di rifiuti era assolutamente imprevisto, come affermato dallo stesso sindaco, ma si sta già cercando di porre rimedio; e che infine i 200 mila euro sono destinati non a consulenze, ma costi di progettazione, che vedranno personalità venir chiamate e impegnarsi nell’intercettazione di fondi regionali europei, unica vera linfa rimasta all’amministrazione comunale, e che rappresentano una sorta di rischio elettivo di questa azione amministrativa, trovando veramente frutto solo qualora tali fondi verranno sfruttati con successo dalle personalità adibite a ciò.

Tali risposte non hanno del tutto eliminato i dubbi riguardo tale azione della Giunta, tuttavia la variazione del bilancio, dopo una lunghissima discussione, è stata approvata con 19 voti favorevoli e 5 voti contrari. Il punto successi all’ordine ha avuto solo il tempo per essere introdotto prima di una fisiologica richiesta di sospensione da parte del consigliere Cannito per un maggior approfondimento sullo stesso, dopo quattro ore e mezza di estenuante discussione.

Un ritorno con il botto, insomma, del consiglio comunale che ha saputo sorprendere con i cambiamenti politici al suo interno e illudere con l’apparente calma della prima metà dei lavori, per poi tornare tristemente alla routine a cui la cittadinanza è tristemente abituata

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