Riordino delle Prefetture, arriva la proposta dell’Associazione sindacale dei funzionari prefettizi

Il Prefetto Palomba contro la riforma: “Il futuro delle prefetture deciso nella stanza dei bottoni”

Le elezioni europee e la loro lunghissima ed inutilmente litigiosa campagna elettorale si è finalmente conclusa con la vittoria schiacciante del Partito Democratico e, di conseguenza, del premier Matteo Renzi, che con il 40% delle preferenze ottenuto in sede elettorale riafferma prepotentemente la sua influenza sul popolo italiano conquistata a suon di riforme e tanti propositi espressi con verbi all’infinito, come ama ricordare il comico satirico Maurizio Crozza.

Finita dunque l’ennesima tornata elettorale, si ritorna a parlare di riforme e, nello specifico, del nuovo assetto organizzativo del Ministero degli Interni e l’intenzione di razionalizzare (che in politichese è in pratica il sinonimo di tagliare indiscriminatamente) sensibilmente il numero di prefetture.

Come già anticipato, il progetto del nuovo governo è quello di ridurre il numero di prefetture presenti a livello periferico a quaranta, non assegnando quindi ad ogni provincia un proprio Ufficio Territoriale di Governo ma limitandosi a coprire le zone più critiche e, in particolar modo, quelle più afflitte dalla criminalità organizzata.

Come però fa notare Claudio Palomba, prefetto di Rimini e Presidente dell’”Associazione sindacale dei funzionari prefettizi”, al riordino degli uffici periferici non corrisponderà quello degli uffici posti presso l’amministrazione centrale:Ad oggi – afferma il prefetto Palomba –  40 prefetture e 23 posizioni dirigenziali generali al Dipartimento di Pubblica Sicurezza; a confronto la C.I.A. è poca cosa!

Secondo Palomba, infatti, riformare l’organizzazione delle prefetture e degli uffici ad esse connesse solo a livello periferico creerà un “mostro” incapace di essere vicino ai bisogni dei cittadini e, al contempo, incapace di garantire un effettivo risparmio. La mancata riforma degli uffici centrali, poi, lascerebbe intendere il totale disinteresse dei livelli più alti della Pubblica Amministrazione verso la periferia, lasciando immutati i propri assetti a scapito degli stravolgimenti prospettati per le prefetture e tutti gli uffici distaccati sul territorio.

La sensazione – dichiara Palomba – è quella per cui, una volta invocato il contributo dei colleghi e delle associazioni sindacali, in realtà il futuro delle prefetture venga deciso nella stanza dei bottoni per essere divulgato solo a giochi chiusi”.

Insieme a queste dichiarazioni, il prefetto Palomba ha allegato una proposta di riforma alternativa prodotta dell’Associazione sindacale dei funzionari prefettizi , in cui è prevista una razionalizzazione di tutti gli uffici, centrali e periferici, basata si sulla riduzioni e l’accorpamento degli stessi, ma fatta in maniera tale da mantenere un livello di presenza sul territorio più adeguato e simile a quello attuale. (Il testo della proposta è visionabile in questo allegato)

Da lodare il tentativo dell’Associazione di dire la propria e di proporre al governo centrale una via alternativa ad un taglio così aggressivo come quello proposto dall’esecutivo, tuttavia le critiche sembrano essere premature, non tanto perché non meritate ma perché, facendo bene i conti, il governo Renzi non ha ancora, nella sostanza, attuato alcuna riforma. Le poche riforme i cui ddl sono stati approvati (come per esempio la più volte ricordata riforma delle Province e degli Enti Locali) sono ancora in fase di discussione e attuazione e, nella realtà dei fatti, nulla è stato ancora effettivamente cambiato, nonostante il continuo tentativo, forse solo verbale, del premier di riformare l’intero Paese nel giro di pochi mesi.

Certamente le riforme non si fermeranno, soprattutto con il risultato elettorale appena ottenuto dalle forze attualmente al governo, ma il tempo per apportare modifiche ai progetti a dir poco aleatori di riforma è ancora molto abbondante e forse la voce delle associazioni e dei singoli cittadini riuscirà a creare una situazione che metta tutti d’accordo e contribuisca ad un risparmio effettivo per la Pubblica Amministrazione.

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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