Riforma delle Province quasi a destinazione, a breve l’introduzione delle Aree Vaste

I cambiamenti e le costanti del ddl Delrio a pochi mesi dalla sue definitiva applicazione

Sebbene con due mesi di ritardo sulla tabella di marcia (in realtà un ritardo infimo visto e considerato il tempo necessario ad una riforma), nella giornata di giovedì 11 settembre la Conferenza unificata dell’accordo tra Stato, Regioni e Autonomie ha dato il proprio assenso alla riforma delle Province, al seguito del quale è giunto il decreto attuativo della riforma stessa.

Giunge così al suo stadio conclusivo la già profusamente esposta riforma delle Province, che tra lodi e critiche si prepara a rivoluzionare il panorama delle autonomie locale. O forse no.

Ormai chiunque ci ha seguito nel corso degli ultimi mesi saprà che sostanzialmente l’unico cambiamento imminente riguardante le Province sarà quello relativo all’elezione dei suoi componenti, eletti non più direttamente dai cittadini, ma dai sindaci e dagli amministratori dei comuni del territorio provinciale.

La riforma prevede poi il graduale passaggio da Provincia o al regime delle città metropolitane, oppure a quello delle nuove Aree Vaste. Quali le differenze tra Provincia e Area Vasta? In pratica, quasi nessuna. Tutti i cambiamenti, in realtà molto piccoli, saranno concentrati sulle competenze che verranno assegnate all’ente.

Toccherà infatti alle Regioni, entro il 31 dicembre, assegnare  le competenze al nuovo ente intermedio, gestendo anche gli eventuali spostamenti in altri uffici dei lavoratori. Le Province dovranno stilare una “mappatura dei beni e delle risorse connesse a tutte le funzioni, fondamentali e non” dell’ente stesso e quindi trasmetterla alla Regione di appartenenza affinché questa, individuati in questa maniera le risorse, il personale e le direzioni, coordinino i cambiamenti necessari in base a quante e quali competenze l’Area Vasta dovrà accollarsi.

Il destino dei lavoratori e la loro nuova “destinazione” è quindi tutto nella mani della Regione e delle compiti che queste assegneranno al “nuovo” ente: in linea di massima, all’Area Vasta spetteranno le responsabilità riguardanti la pianificazione territoriale, l’assistenza agli enti locali e la promozione delle pari opportunità nel mondo del lavoro; le restanti funzioni, nonché tutto il personale, gli organi e gli uffici, saranno spartiti tra Regione e Comuni.

Gli spostamenti dei lavoratori rimarrà comunque oggetto di un accordo che andrà raggiunto con le organizzazioni sindacali, affinché rimangano validi tutti i benefit e le condizioni attualmente previsti nei contratti di lavoro ora in vigore, ultimo scudo al destino, si spera ancora per poco, incerto degli impiegati dell’ente provinciale.

La riforma, dunque, sta per essere messa in atto e bisognerà aspettare solo pochi altri mesi per riuscire a capire se, fondamentalmente, questo cambio nell’organizzazione degli enti pubblici sarà di effettivo vantaggio per la popolazione tutta o sarà l’ennesima manovra vuota di ripercussioni positive, per dirla in parole molto semplici, “tutto fumo e niente arrosto”

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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