Rifiuti Zero: una proposta vincente affascinante e concreta

Si è tenuta oggi, presso la Sala Consiliare a Barletta, la giornata conclusiva dell’evento internazionale promosso da Zero Waste Italy, Zero Waste Europe, GAIA (Global Alliance for Incinerator Alternatives) e dal Movimento Legge Rifiuti Zero della Puglia con il patrocinio di ISDE Italia (Medici per l’Ambiente).

Nella seconda giornata dei lavori “ Verso un network europeo ed internazionale contro l’incenerimento nei cementifici e agli altri impianti di trattamento termico: proposte e prossimi appuntamenti”, molteplici sono state le proposte sulle modalità attuazione di campagna Rifiuti Zero. Soprattutto, come ha sottolineato più volte Mariel Vilella di GAIA Europe, sarebbe importante che la comunità che monitora il proprio territorio, fosse altresì capace di elaborare i dati rilevati, così da consentire una vera e propria mappatura dello stesso. Vilella ha raccontato di essere stata particolarmente colpita dal numero sempre più crescente di edifici crollati in Italia. Tra le varie tesi ipotizzate, potrebbe esserci probabilmente quella dell’utilizzo di un cemento derivante da scarti di rifiuti e non conforme invece a quello standard. Questo potrebbe essere un ulteriore argomento di studio per il futuro. Mariel Vilella ha ribadito la volontà di rimanere connessi, fare rete per superare i conflitti locali, rendendoli allo stesso tempo opportunità e sfida per portare il mondo dell’industria verso dei comportamenti “etici”.

Di particolare rilievo è stato l’intervento odierno di Paul Connett, Professore Emerito della St. Lawrence University, NY, USA che ha più volte sottolineato come, nella campagna di eco-sostenibilità, sarebbe particolarmente importante anche un coinvolgimento degli architetti sostenibili o “ green” per due motivi: la rilevazione della tossicità da una parte, lo studio della sostenibilità in architettura dall’altra. Gli architetti green potrebbero, ad esempio, accertarsi che il cemento utilizzato per le costruzioni non derivi da combustione di rifiuti. Altro passo importante potrebbe esser la creazione di alleanze con le imprese di smaltimento delle combustioni o ancora, prendere a modello quelle industrie che utilizzano cemento non derivante da combustione di rifiuti,incentivandole anche con vantaggi economici.

Il Professor Connett nel suo intervento ha esaurientemente definito la propria idea di modello eco-sostenibile di rifiuto delle combustioni a partire da quelle che ha definito “THE FIVE R’s” ( le cinque R) ovvero: REDUCE ( riduzione), REUSE ( riuso), RECYCLE ( riciclo), RE-DESIGN ( ridisegno), RESPECT ( rispetto), dove quest’ultimo rappresenta proprio il rispetto che tutti coloro che lavorano nel campo dei rifiuti, quelle figure importantissime ma non ancora riconosciute e contestualizzate.

Tuttavia, ha ricordato Connett, esiste uno stadio precedente alle cinque R, ovvero quello “ THE FIVE C’s”, delle cinque C: COMMON SENSE (buon senso), Zero Waste non è una proposta per esperti ma per gente comune, che serve a creare consapevolezza; COMMUNITY (comunità) tutti i cittadini devono essere coinvolti, fare rete così da definire un “Empowerment della Comunità”; CREATIVITY (creatività) un altro aspetto molto importante e da non sottovalutare; CHILDREN (bambini), perchè i bambini devono essere coinvolti prima possibile in questo processo di insegnamento del riuso, del riciclo, del compostaggio anche attraverso inserimento di questi temi nei programmi scolastici, tramite un approccio diretto; COMMUNICATION (comunicazione), necessaria per portare avanti le battaglie di eco-sostenibilità in maniera efficace e produttiva. Connett ha così riconfermato lo stretto legame tra comunicazione e creatività, con l’auspicio che non solo si faccia rete per combattere meglio, ma soprattutto che, qualunque battaglia si faccia, la si faccia divertendosi.

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