Ricostruire la storia di Barletta attraverso le Carte – Parte II

La seconda delibera che prendiamo in considerazione tratta di un argomento un po’ più generale e che ha riguardato senza ombra di dubbio l’intera cittadinanza. Stiamo parlando del Corpo di Polizia Municipale.

Le Carte 3
Fig. 2

Nel nostro Comune si iniziò a parlare di guardie municipali “solo” 150 anni fa. Infatti il primo atto ufficiale è la delibera n.58 del Consiglio Comunale che più ampiamente trattava della pianta organica del Comune di Barletta. Durante la seduta  del massimo consesso cittadino tenutasi il 31 dicembre 1861, l’assessore anziano facente funzioni di Sindaco Gaetano Pappalettere proponeva che “…partendo dalla già stabilita pianta organica … invita il consiglio a voler nominare quattro Guardie Municipali col mensile compenso di ducati otto cadauno senza l’obbligo del cavallo. Propone come primi nomi Nicola Centaro di Domenico e Giuseppe Saponaro fu Francesco. Ed onde munire le quattro dette Guardie delle novelle divise (fig.2), autorizza il Sindaco e la Giunta a provvederle loro, prelevandone la spesa dall’art.127 dell’esercizio corrente”.

La prima bozza di Regolamento fu approvata in Consiglio Comunale il 26 novembre 1862 e all’art.1 recitava “è costituita in Barletta una forza destinata alla Civica Polizia. Detta prenderà il nome di Guardia Municipale della Città di Barletta. Naturalmente la delibera riguardava tutti gli aspetti della città e prevedeva, tra l’altro, il controllo “…dell’occupazione del suolo pubblico delle fiere e dei mercati, del patrimonio artistico, dell’igiene e della decenza della città, dell’edilizia, della macellazione degli animali ”.

Negli anni le modifiche, anche parziali, al Testo Unico del Regolamento per la Polizia Urbana furono diverse fino a giungere al 1929 allorquando il Consiglio Comunale deliberava di modificarlo ulteriormente e di inserire nuove norme e modificarne altre ( per lo più amministrative come l’innalzamento dell’età per entrare nel Corpo da 25 a 30 con agevolazioni per gli invalidi di guerra) e dopo cinque anni, nel 1934, la denominazione muta in “Corpo di Polizia Municipale” e cioè l’attuale.

Come viene facile notare, sfogliare le pagine di un volume di delibere diventa gradevole come leggere un libro di storia con la sola differenza che in quest’ultimo diventa determinante l’inclinazione socio-politica dell’autore a differenza del primo che invece riporta asetticamente gli avvenimenti e le decisioni che hanno plasmato la vita e quindi la storia di una comunità.

Come diceva qualcuno “ carta canta e … villan dorme”.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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