Ricostruire la storia di Barletta attraverso le Carte – Parte I

Non c’è da meravigliarsi se la maggioranza delle persone, che ha il piacere e ci fa il grandissimo onore di leggere i nostri “racconti”, si chiede nella maggior parte dei casi come sia possibile ricostruire avvenimenti o periodi della vita amministrativa della propria Città riferiti a due o tre secoli indietro. La domanda, come esordiva un noto giornalista televisivo, nasce spontanea “… si va bene, ma a voi queste notizie chi le ha passate? ”. La risposta è tanto semplice quanto accattivante: non chi ma cosa … i documenti !

Non è difficile imbattersi in qualcuno che, davanti al deposito di un archivio e alla “montagna” di carte da esso conservate, da profano si pone il classico interrogativo “ Ma tutte queste carte a cosa servono ? ” e credetemi dopo 40 anni sono in molti che mi pongono questo interrogativo.

Riportato alla quotidianità e alla preoccupazione di quello che sarà il domani (ahi, ahi !) l’interrogativo è senza dubbio legittimo, ma se subito dopo ci si ferma un attimo a riflettere sull’importanza di quella fonte inesauribile di notizie, non diventa difficile comprenderla immediatamente ed anzi si apprezza quell’istituzione che conserva e gestisce i documenti come un vero tesoro quale in effetti è.

Sicuramente tra i documenti che più di altri aiutano a ricostruire in maniera inequivocabile la vita amministrativa di una Città, sono da segnalare le delibere della Giunta e del Consiglio comunale. La Sezione di Archivio di Stato di Barletta conserva quelle riferite ad un arco temporale che va dal 1773 al 1935. Dalla data iniziale e fino al 1861 l’organo deliberante era esclusivamente il Decurionato mentre, successivamente al 1864, le figure istituzionali divennero due e cioè la Giunta e il Consiglio municipale.

Le Carte 2
Fig. 1

Le delibere, in quanto attuazione delle decisioni degli organi più importanti della vita amministrativa di una città, sono lo specchio fedele degli avvenimenti e delle scelte che hanno indirizzato lo sviluppo socio-economico dell’intera collettività in un determinato senso invece che in un altro.

Naturalmente scorrendo le pagine dei volumi (ricordate quelli del film   “Il nome della rosa” … proprio gemelli ! n.d.r.) che raccolgono le delibere, tanti e diversi sono gli argomenti che colpiscono il lettore occasionale come lo studioso, si va infatti dagli atti più importanti per un’amministrazione come l’elezione del Decurione prima (ricordate 1771-1861?) e del Sindaco dopo, o l’approvazione dei bilanci di previsione e dei conti consuntivi fino alla concessione di qualche centesimo di sussidio ai poveri di turno (corsi e ricorsi storici).Tra le tante ne abbiamo scelte un paio che potrebbero incuriosire ed interessare anche per la loro velata stravaganza. Prendiamo in esame una delle prime che estrapoliamo dal “Liber genaralium conclusionum ab anno 1773 usque ad annum 1787 (Libro generale delle conclusioni dall’anno 1773 fino all’anno 1787)Sindaco della Piazza nobile Spiridione Chiriachi (fig.1). La delibera ha come argomento l’assunzione di un guardiano (Torriere n.d.r.) presso Torre di Pietra ed è così redatta “…Die septimo mensis Decembris 1784 (7 dicembre 1784) Barulis (Barletta) e più propriamente nel Palazzo del Sig. D. Giovanni Amato Giaquinto Regio Governatore di questa suddetta Città, convocatosi pubblico Parlamento coll’assistenza ed intervento del detto Regio Sig. Governatore sono intervenuti li sottoscritti Rappresentanti e Decurioni ( Giunta e Consiglieri n.d.r.)  avanti dei quali il Sig. D. Giovanni Carli Primo Eletto ha proposto, dicendo: Signori miei, essendo Giuseppe D’Aloiso sentinellaro fisso della Torre di Pietra rinunziata la sua Carica, attesa la sua avanzata età, mi ha incaricato questo Regio Sig. Governatore di eliggere altro soggetto abile ed idoneo in luogo del detto D’Aloiso; in esecuzione di che primo nominare ed eliggere per tale impiego, come probo ed abile la persona di Ruggiero Saverio Scelza di questa suddetta Città; qual nomina ed elezione è stata unimamente accettata in persona di detto Scelza per sentinellaro del posto fisso di Torre di Pietra. Et sie conclusum fuit (l’odierno letto, approvato e sottoscritto n.d.r.). La delibera è interessante sia perché presenta un mestiere scomparso ormai da quasi due secoli ed anche per i suoi collegamenti con l’attualità e cioè che sin dal XVIII secolo tra i più ambiti c’era (guarda un po’ chi ritroviamo !) il sempre sognato posto fisso e qui si parla di “fisso” nel vero senso della parola, infatti cosa c’è di più inamovibile di una Torre d’avvistamento ?

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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