Riapertura dei termini per la rottamazione delle cartelle esattoriali

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Il Consiglio dei Ministri, in data 13 ottobre 2017, ha approvato il decreto legge n° 148/2017 recante “Disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 16 ottobre.

Tra le novità figurano l’impegno del Governo a neutralizzare l’aumento delle aliquote Iva, la liberalizzazione in materia di diritti d’autore, il sostegno alle grandi imprese in crisi.

A suscitare maggiore interesse, al momento, è tuttavia il previsto “bis” della rottamazione delle cartelle esattoriali, dopo il successo riscosso a seguito del suo debutto.

Ottocentomila le richieste quest’anno presentate” ha dichiarato Ernesto Maria Ruffini, amministratore delegato di Equitalia.

Un boom giustificato dall’evidente vantaggio di non dover corrispondere interessi di mora e sanzioni che ha dovuto in tutti i casi scontrarsi con le difficoltà di molti contribuenti morosi ad onorare gli impegni assunti alle scadenze pattuite.

Se il problema non sussiste infatti per debiti di poche migliaia di euro, negli altri casi –ovvero in presenza di debiti importanti-  si ha la sensazione che il condono fiscale avvantaggi esclusivamente i ricchi che non avranno difficoltà a corrispondere quanto dovuto con pagamenti rateali fissati a distanze notevolmente ravvicinate tra loro.

L’iniziale entusiasmo ha così lasciato spazio a dubbi e proposte come quella di aumentare il numero delle rate onde evitare il rischio che,  pagata la prima rata, non si riesca a far fronte alle successive con la conseguenza della perdita dei benefici della sanatoria e il ritorno del debito al suo importo originario, aumentato di interessi e sanzioni e al quale si dovrà far fronte in unica soluzione.

Tra disquisizioni su vantaggi e svantaggi, proposte e soluzioni, quel che è certo è che la rottamazione si è rivelata “misura per far cassa”; ragion per cui, stimando incassi per circa 1 miliardo di euro per il 2018, il Governo ha deciso di concedere il “bis”.

Procedendo con ordine, chiariamo cosa prevede la rottamazione per poi analizzare le novità oggetto del decreto fiscale.

In cosa consiste la rottamazione?

Questa ha fatto il suo ingresso con l’art. 6 del D.L. 193/2016 che ha permesso ai contribuenti di beneficiare di uno sconto sui carichi affidati a Equitalia tra il 1° gennaio 2000  e il 31 dicembre 2016.

Trattasi di condono fiscale che prevede un importante sconto a favore del debitore, risultando azzerati sanzioni e interessi di mora.

Restano invece dovuti la sorte capitale, gli interessi affidati all’agente della riscossione, il costo di notifica della cartella e di eventuali procedure esecutive, l’aggio sulle somme della definizione.

Introdotta tale possibilità, il decreto ha fissato il termine del 31 marzo 2017 per la presentazione della domanda, sancendo  l’impegno della società di riscossione  ad inviare ai soggetti  richiedenti la comunicazione di accoglimento o di rigetto della stessa, con indicazione dell’importo da pagare.

Per il pagamento è stato previsto il versamento in un massimo di cinque rate, con scadenza nei mesi di luglio, settembre e novembre 2017 e nei mesi di aprile e settembre 2018.

E’ prevista la perdita di tutti i benefici di legge in caso di ritardo nel pagamento di una qualsiasi delle rate; ovviamente in caso di decadenza rivivrà il debito originario, comprensivo di sanzioni ed interessi di mora e il debito residuo non potrà più essere rateizzato.

Cosa prevede la rottamazione bis?

Il decreto fiscale, in questi giorni approvato dal Consiglio dei Ministri, traccia tre vie che all’uopo si analizzano.

Preliminarmente viene riconosciuta la possibilità al debitore di effettuare entro il 30 novembre 2017 il pagamento delle rate della definizione agevolata dei carichi, scadute a luglio e a settembre 2017. Si consente così la riammissione alla rottamazione, senza ulteriori addebiti, ai contribuenti che, per errori, disguidi o mancanza di liquidità non hanno potuto effettuare i versamenti alle scadenze suddette.

Trattasi di  “condono nel condono “che ritengo farà a lungo discutere soprattutto coloro i quali per far fronte al puntuale pagamento delle prime due rate (di luglio e settembre 2017) hanno fatto enormi sacrifici, ricorrendo anche all’indebitamento convinti –perché così prevedeva il decreto 193/2016- che il mancato pagamento anche di una sola rata avrebbe comportato la perdita del beneficio.

Stato troppo buono? Stato poco credibile? Stato che ha quale unica finalità quella di far cassa? I dubbi sono tanti!

La seconda via tracciata dal nuovo decreto consente l’accesso alla definizione agevolata dei carichi ai debitori che in passato hanno visto respingere le proprie istanze perché non in regola con il pagamento delle rate, in scadenza al 31 dicembre 2016, dei piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016.

Tale facoltà potrà essere esercitata presentando istanza all’agente di riscossione entro il 31 dicembre 2017. I contribuenti interessati dovranno versare entro il 31 maggio 2018 le rate non corrisposte dei piani di dilazione. In caso di mancato versamento, l’istanza sarà improcedibile.

Infine, quale terza previsione concernente la rottamazione, il Governo dispone che la definizione agevolata possa essere applicata anche ai carichi affidati all’agente della riscossione dal 1 gennaio al 30 settembre 2017 (la prima rottamazione considerava i carichi fino al 31 dicembre 2016).

Il contribuente dovrà presentare la domanda entro il 15 maggio 2018 (con le modalità e in conformità alla modulistica da pubblicare, a cura dall’agente della riscossione, sul proprio sito internet entro il 31 ottobre 2017).

A tal proposito, l’agente della riscossione dovrà inviare entro il 31 marzo 2018, con posta ordinaria, l’avviso relativo ai carichi definibili dei quali non sia stata ancora ufficializzata l’esistenza ed entro il successivo 30 giugno 2018 dovrà comunicare l’importo da versare.

Il pagamento dovrà essere effettuato, come per la precedente rottamazione, in un  numero massimo di 5 rate di pari importo, nei mesi di luglio, settembre, ottobre e novembre 2018 e febbraio 2019.

Questi i presupposti sui quali si fonderanno le prossime richieste di rottamazione, viene spontaneo chiedersi: “Piuttosto che consentire a posteriori una sanatoria nella sanatoria, che risulta essere poco rispettosa nei confronti degli onesti e puntuali debitori, non sarebbe piuttosto opportuno, nell’ottica di un principio di uguaglianza, aumentare il numero delle rate a favore di tutti?” 

E mentre si continua a discutere e a palesare soluzioni, lo Stato continua a far cassa!

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Maria Teresa Caputo
Maria Teresa Caputo è nata a Barletta nel 1977. Dopo il diploma di ragioneria conseguito nel 1996, si è laureata in giurisprudenza nel 2003 presso l’Università degli Studi di Bari con votazione 110/110. Nel 2006 ha superato l’esame di avvocato presso la Corte di Appello di Bari, conseguendo l’idoneità. Durante l’esercizio della professione legale si è dedicata in particolare al diritto civile, partecipando a numerosi seminari.

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