Pubblichaimo di seguito la lettera aperta inviataci dal presidente del Consorzio 5 Stelle Raffaele Dipalma in risposta alle dichiarazioni dell’imprenditore barlettano Giuseppe Cortellino pubblicate pochi giorni fa:

“Rappresento un pool di aziende nel settore terziario manifatturiero e, dopo aver letto, l’articolo pubblicato ieri dall’imprenditore barlettano Giuseppe Cortellino, mi sono posto alcuni interrogativi in relazione alla realtà dei terzisti locali. Le problematiche che ogni impresa terzista vive quotidianamente, in questo momento storico provengono, dalla dittatura che le più rinomate aziende del territorio esercitano poiché spostano continuamente le produzioni in Albania o in altri stati esteri, piuttosto che a laboratori cinesi presenti sul territorio. Ci siamo chiesti perché? Come posso da imprenditore e genitore auspicare che mio figlio entri in un mondo come quello manifatturiero, nel quale la manodopera italiana è paragonata e conseguentemente messa in crisi da quella albanese? La difficoltà nel “reclutare” nuove leve nell’ambito modellistico non è di certo da attribuire ai genitori, né tanto meno agli istituti professionali, bensì ad una classe imprenditoriale orientata solo verso i grandi profitti. La mia recente esperienza sul territorio nasce 6 anni fa con l’idea di realizzare un incubatore di imprese, basato sulla legalità e sulla formazione giovanile. Negli ultimi anni infatti ospitiamo ragazzi provenienti dagli istituti professionali per l’alternanza scuola-lavoro, purtroppo però alla fine di ogni stage non vi è la possibilità di assumere e continuare la formazione dei giovani a causa della nostra precarietà. Negli ultimi anni ho girato personalmente tutte le grandi aziende territoriali proponendo di coltivare insieme una crescita imprenditoriale basata sulla formazione dei giovani, ricevendo in cambio un solo genere di risposta: “Il vostro prodotto costa molto” o ancora “In Albania risparmio il 70%”. Pertanto sig. Cortellino e signori imprenditori locali tutti, come può un giovane valutare un percorso scolastico legato all’impresa manifatturiera se la stessa vive questa precaria realtà? Solo se le vostre imprese, così come fatto da Gucci, Dior e Vuitton, tornassero a investire sul territorio, si potrebbe iniziare insieme un percorso comune di crescita formativa giovanile che comprenda ogni aspetto del settore tessile calzaturiero, affinché i giovani acquisiscano fiducia in questo comparto. Concludo dicendo che il Consorzio 5 Stelle, divenuto ormai un’importante realtà locale, è disponibile ad aprire un tavolo di confronto con gli imprenditori locali ed in secondo luogo con gli istituti professionali per studiare soluzioni in merito.”

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