Renato Russo ricorda Dimiccoli: «Rinnovò l’attenzione per De Nittis»

Scompare a 90 anni Ruggiero Dimiccoli, Presidente dell’AAST e della Lega Navale. Fu anche sindaco della città.

È scomparso, a novant’anni appena compiuti, il dott. Ruggiero Dimiccoli. Era nato infatti a Barletta il 9 gennaio 1930. Persona di grande dirittura morale, accanto alla sua attività professionale (era ginecologo) ha coltivato numerosi interessi, rivestendo molteplici incarichi pubblici, fra i quali, il più prestigioso, è stato quello di sindaco della città.

Ma cerchiamo di tracciarne un breve profilo, ricordando soprattutto i suoi appuntamenti più significativi con la città.

Iscritto all’Università di Milano nell’autunno del ’47, laureato nel ’53 con specializzazione in ginecologia, nel ’57, fu richiamato alle armi in aeronautica, alle Cascine, a Firenze.

Dopo la specializzazione, richiamato dal padre, a Barletta (mentre avrebbe voluto fermarsi a Milano) dopo aver fatto l’assistente volontario e un regolare concorso a Bari, nel 1959 entrò nell’Ospedale “Principe Umberto” di Barletta, diretto in quegli anni dal prof. Ruggero Lattanzio.

L’anno dopo fu eletto presidente della Polisportiva Libertas. Qualcuno malignò perché figlio di Giuseppe, un alto esponente della DC, ma fu subito chiaro a tutti che il giovanotto era veramente in gamba. A cominciare dalla organizzazione del Rally dei Castelli Svevi (settembre 1960) una magnifica ma al tempo stesso complessa organizzazione intesa sì a realizzare una manifestazione sportiva, ma con la recondita finalità di valorizzare il territorio del nord barese.

Nella primavera del ’65, fece una prima comparsa nel mondo politico come vice segretario della Democrazia Cristiana nella sezione centro “Isidoro Alvisi”.

Il suo vero grande impegno socio-politico iniziò nel settembre del 1968, quando diventò presidente dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo. Vediamo come andarono le cose. Noi giovani universitari provenienti dalla FUCI ci eravamo appena costituiti come GIP “De Gasperi” (cioè Gruppo di Impegno Politico) quando nell’assegnazione interna delle presidenze degli Enti (allora funzionava così), ci toccò quella Azienda e non perché lassù ci volessero particolarmente bene, ma allora non si sapeva neppure se quella istituzione sarebbe partita e con quali prerogative. Insomma era un salto nel buio e l’assegnarono a noi del movimento politico di rinnovamento. Noi però, che eravamo entrati in politica “disinteressatamente”, non nutrivamo particolari ambizioni personali, così in delegazione (Russo, Fiore, Larosa, Villani) ci rivolgemmo al giovane dott. Dimiccoli, notoriamente un professionista serio e di carattere con in più alle spalle una feconda esperienza di presidente della Polisportiva Libertas e di vice segretario sezionale. Il quale, dopo averci tranquillizzato sulla sua disponibilità di tempo e sulle sue capacità organizzative, del resto già ampiamente sperimentate, ci chiese solo di volersi sentire libero nella sua attività associazionistica, senza condizionamenti da parte nostra. Timori infondati, sui quali lo tranquillizzammo subito. E infatti egli gestirà quel ruolo senza che nessuno di noi glielo avrebbe fatto pesare.

In dieci anni, con l’aiuto del segretario Vittorio Palumbieri, l’Azienda di Soggiorno e Turismo di Barletta diventerà il punto di riferimento del turismo cittadino, riuscendo a sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità preposte, ai problemi di questa importante voce dell’economia barlettana. I problemi più importanti affrontati dalla presidenza Dimiccoli in quegli anni, talvolta con esito risolutivo, talvolta di nessuna feconda importanza, furono il Centro Storico e il restauro del Castello Svevo.

Notevole fu anche l’interessamento per le problematiche relative alla cittadella di Canne, a iniziare dalla conferenza organizzata il 2 agosto del 1970 davanti all’Antiquarium, al quale parteciparono, fra gli altri, il sen. Pennacchio, il soprintendente Lo Porto, il sindaco Morelli e lo studioso Ele Iorio.

La sua presidenza attivò anche il risveglio dell’attenzione pubblica sulla Collezione De Nittis. Sarà l’Azienda ad organizzare le prime manifestazioni denittissiane, in cui presenterà la prima organica raccolta di riproduzioni delle tele ospitate a Barletta, presentate – il 6 dicembre 1971 – all’allora presidente del Consiglio dei Ministri on. Emilio Colombo.

Degni di menzione sono i pressanti interventi dell’Azienda presso le autorità comunali, provinciali e regionali, per il restauro del Teatro Curci e per la sua restituzione alla vita culturale di Barletta, che avverrà con una solenne cerimonia all’interno dello stesso Teatro alla presenza del presidente del Consiglio dei Ministri, on. Giulio Andreotti (1977).

Infine, il rilancio del Certame Cavalleresco, sotto l’impulso iniziale di don Peppuccio Damato e del cav. Daddato, che era ormai un classico del turismo pugliese, un punto di riferimento che attirava turisti da tutta Italia.

Nell’ottobre del ’78 il presidente dell’A.A.S.T., rassegnò il suo mandato.

 

*   *   *

Ma facciamo un passo indietro nel tempo per ricordare che accanto alla presidenza dell’A.A.S.T., nel 1970 il dott. Dimiccoli si era sobbarcato un altro gravoso impegno, quello della presidenza della sezione locale della Lega Navale Italiana.

Nel giugno 1996, all’unanimità Dimiccoli venne candidato sindaco alle amministrative locali, opposto all’avvocato Carmine Di Paola. Eletto sindaco, la giunta fu selezionata da lui direttamente: vice sindaco Santa Scommegna; assessori Nicola Maffei, Cosimo Santoro, Franco Pastore,  Franco Dambra e Giorgio Giallocosta. Appena eletto, il neo sindaco espresse quasi profeticamente che il vero problema non era più quello della enunciazione programmatica dell’esecutivo, quanto essere messo in condizione di governare.

Ma anche questa amministrazione, come la giunta Fiore che l’aveva preceduta, durò appena un anno, anzi meno di un anno, dal giugno del ’96 al maggio del ’97, rivivendo le stesse sequenze di film già visti.

E infatti anche questa volta gli esordi non mancarono di essere promettenti e la giunta aveva impostato una serie di importanti problemi, come la battaglia vinta con Cerignola per la sede dell’Autorità di Bacino, il ripristino dei lavori per il nuovo stadio, l’approvazione consiliare per il trasferimento del mercato del sabato, la ripresa dell’iter burocratico per la realizzazione del Palazzetto dello Sport, iniziative contro la malavita dilagante e via dicendo.

Fra tante prospettive future, una certezza presente: la firma il 9 marzo del 1997, per la sottoscrizione istitutiva del Patto Nord Barese Ofantino, a Roma, nella sede del CNEL.

La giunta inizialmente operò bene, fintanto che non sorsero conflitti e interessi politici, a cominciare dall’attribuzione delle presidenze consiliari sulle quali – bell’esordio – le diverse componenti dell’Ulivo non ritrovarono una ragionevole intesa. Da quel momento le divergenze e le incomprensioni non si contarono più, fino allo scontro finale, che non tardò a manifestarsi, sui problemi dell’edilizia. E la Gazzetta del Mezzogiorno del 23 marzo così commentava: “Ancora una volta il centro-sinistra ha avviato le solite prove tecniche di autodistruzione”. Senza che ci fosse – come al solito – una risoluta opposizione ad approfittarne.

Dal quel momento l’impegno pubblico di Ruggiero Dimiccoli si diradò.

Le ultime due pubbliche uscite. Il 18 novembre del 2008, in occasione della presentazione del volume dell’ing. Duilio Maglio Il Teatro Comunale Curci di Barletta. Intervenne il sindaco Nicola Maffei, Vittorio Palumbieri già direttore del Teatro, lo stesso Duilio Maglio come autore del libro e il sottoscritto come editore.

E inaspettatamente, fuori copione, intervenne il dott. Dimiccoli che, dalla prima fila della platea, di tanto in tanto, estemporaneamente interloquiva. Tanto che fu invitato a salire sul proscenio per rubare qualche minuto ad un attentissimo uditorio che invece lo ascoltò con grande emotiva partecipazione per una buona mezz’ora, lasciando in noi tutti un ricordo incancellabile.

Domenica 12 aprile 2015, presso la Sala Rossa del Castello, Ruggiero intervenne in occasione della presentazione del volume “Di Canne e di altre storie, ricordi del direttore dell’A.A.S.S. Vittorio Palumbieri”. Con grande lucidità e nitido ricordo del passato, per un attentissimo uditorio, rievocò quell’indimenticabile decennio nel corso del quale aveva retto l’Azienda di Soggiorno e Turismo di Barletta, affrontando le più importanti problematiche del nostro turismo. E non solo.

Addio, Ruggiero. Non sarà facile dimenticarti. La tua vita resterà per sempre, per noi e per le nuove generazioni, un luminoso esempio di rettitudine di cui – soprattutto di questi tempi – si ha tanto bisogno.

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