Approvato il reddito di cittadinanza e già si parla di abrogazione

reddito di cittadinanza

Contrastare la povertà e le disuguaglianze, integrando i redditi familiari e favorendo il reinserimento nel mondo del lavoro. Con tali ambiziosi obiettivi il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che introduce, tra l’altro, disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza.

Pensato quale strumento per migliorare la vita di circa 5 milioni di persone che si trovano sotto la soglia di povertà, sul nascere già si pensa all’abrogazione del reddito di cittadinanza.

I dubbi in merito a tale misura sono tanti perché se è vero  che tante famiglie vivono reali difficoltà è altrettanto vero che non si può ignorare la presenza degli innumerevoli “furbi” che un reddito lo possiedono e spesso elevato ma che non è, o comunque non integralmente, dichiarato.

Il fenomeno del lavoro nero esiste, e per Giorgia Meloni, a capo di Fratelli d’Italia, il reddito di cittadinanza rischia di incentivarlo con la conseguenza che solo una minima parte delle somme stanziate potrebbe essere destinata alle persone oneste.

A tanto si aggiunga la mancanza di rispetto per tutti quei lavoratori che pagano regolarmente le tasse e che volentieri destinerebbero le stesse a sostegno dei bisognosi ma non dei furbi.

Da qui la proposta di raccogliere firme per l’abrogazione del reddito di cittadinanza onde bloccarlo sul nascere.

Premesso lo scontro in atto, analizziamo cosa prevede il decreto in merito al reddito di cittadinanza e precisamente chi ne ha diritto, gli importi, le modalità della richiesta, gli obblighi conseguenti all’accettazione del beneficio economico, le sanzioni.

Chi ha diritto al reddito di cittadinanza?

Hanno diritto i cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti che risiedono in Italia da almeno 10 anni di cui gli ultimi due in via continuativa.

Occorre che l’ISEE sia inferiore o uguale a 9360 euro annui.

Si avrà in presenza di tali requisiti diritto al reddito di cittadinanza anche se si possiede un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa, fino a 30.000 euro annui.

Inoltre, il patrimonio finanziario non deve essere superiore a 6.000 euro ma può arrivare fino a 20.000 euro per le famiglie con persone disabili.

 A quanto ammonta il reddito di cittadinanza?

Il reddito varia in considerazione della composizione del nucleo familiare.

Da quanto comunicato dal Governo, ad esempio una persona che vive sola avrà fino a 780 euro al mese di reddito di cittadinanza mentre una famiglia composta da due adulti e due figli minorenni potrà percepire fino a 1180 euro al mese.

Chi percepirà il reddito di cittadinanza dovrà attivarsi per lavorare

Sono state definite “norme anti divano” le disposizioni per le quali tutti coloro che sono in grado di lavorare dovranno attivarsi stipulando il Patto per il lavoro e il Patto per la formazione.

Entro i primi 12 mesi la prima offerta di lavoro potrà arrivare nel raggio di 100 Km e se viene rifiutata, la seconda offerta potrà arrivare nel raggio di 250 km e se anche questa viene rifiutata la terza potrà arrivare da tutta Italia.

Dopo il primo anno, anche la prima offerta potrà arrivare fino a 250 km mentre la terza potrà pervenire da tutto il territorio nazionale.

Dopo i 18 mesi tutte le offerte potranno arrivare da tutto il territorio nazionale.

Ne consegue che non converrà rifiutare la prima offerta di lavoro.

Maggiore protezione è prevista per le famiglie con persone con disabilità atteso che è sancito che le offerte non potranno mai superare i 250 km di distanza.

Come si potrà richiedere il reddito di cittadinanza?

Sarà possibile fare richiesta all’ufficio postale, al CAF o meglio ancora per via telematica.

Infatti, da febbraio sarà pubblicato il sito internet che informerà i cittadini in merito ai documenti da preparare e da marzo il predetto sito sarà attivo per recepire la documentazione.

Una volta inoltrata la domanda, secondo le predette modalità, l’INPS verificherà se sussistono i requisiti prescritti e in caso di esito positivo il reddito di cittadinanza verrà erogato, da aprile, attraverso una carta prepagata di Poste Italiane.

La durata del reddito sarà di 18 mesi e potrà essere rinnovato, previa sospensione di un mese.

Quali sono gli obblighi previsti a carico dei beneficiari del reddito di cittadinanza?

Dopo l’accettazione, il beneficiario verrà contattato dai Centri per l’impiego al fine di individuare il percorso di formazione o di reinserimento lavorativo da attuare.

In tal caso, se si è adeguatamente formati, si dovrà siglare il Patto per il Lavoro con un Centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro mentre, se si ha bisogno di ulteriore formazione, si dovrà siglare il Patto per la formazione con enti di formazione.

Se invece non si è in grado di lavorare, si dovrà sottoscrivere il Patto per l’inclusione sociale che coinvolgerà sia i servizi sociali che i centri per l’impiego.

E’ previsto che nell’ambito del Patto per il Lavoro e del Patto di Inclusione i beneficiari saranno tenuti a partecipare a progetti utili alla collettività predisposti dai comuni, fino ad otto ore settimanali.

Occorre precisare che saranno esonerati dal sottoscrivere il Patto per il Lavoro e Il Patto per l’Inclusione gli individui con disabilità tale da non consentire un accesso al mondo del lavoro nonché le persone che assistono figli di età inferiore a 3 anni oppure individui non autosufficienti.

Dopo il riconoscimento del diritto al reddito di cittadinanza, si può essere esclusi?

Sì, è previsto che saranno esclusi coloro i quali non sottoscriveranno il Patto per il Lavoro o per l’Inclusione sociale e coloro che non parteciperanno alle iniziative formative senza presentare una giustificazione.

Inoltre, sono previste esclusioni in caso di rifiuto della terza offerta di lavoro congrua e nel caso in cui non si aggiornino le autorità competenti sulle variazioni del proprio nucleo familiare.

Quale estrema sanzione, è previsto il carcere da 2 a 6 anni per chi fornirà dati falsi.

Gli incentivi previsti per le imprese che assumeranno

Sono previsti incentivi per le imprese che assumeranno i beneficiari del reddito di cittadinanza ed infatti potranno ottenere un importo pari alla differenza tra le 18 mensilità e il numero di mensilità già ricevute dal beneficiario.

Con la speranza che si intensifichino i controlli per combattere il lavoro nero ci si augura che il reddito di cittadinanza finisca nelle tasche di chi ne ha realmente bisogno.

 

 

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteTarantino (DC): “I marciapiedi in Via Vittorio Veneto sono pericolosi”
Articolo successivoFabio Troiano è il nuovo coordinatore artistico del Teatro Curci
Maria Teresa Caputo
Maria Teresa Caputo è nata a Barletta nel 1977. Dopo il diploma di ragioneria conseguito nel 1996, si è laureata in giurisprudenza nel 2003 presso l’Università degli Studi di Bari con votazione 110/110. Nel 2006 ha superato l’esame di avvocato presso la Corte di Appello di Bari, conseguendo l’idoneità. Durante l’esercizio della professione legale si è dedicata in particolare al diritto civile, partecipando a numerosi seminari.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here