Recensione “Storia d’inverno”

Banale love-story in salsa fantasy

Titolo originale: Winter’s tale

Regia : Akiva Goldsman

Interpreti principali: Colin Farrell, Russell Crowe, Will Smith, Jennifer Connelly, Jessica Brown Findlay

Genere: fantastico

Durata : 112 minuti

Valutazione: Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)

locandina“Winter’s tale” nasce dalla proficua collaborazione tra Akiva Goldsman e Russell Crowe, iniziata ai tempi di “A beautiful mind” (2001) e proseguita con “Cinderella man”(2005). Collaborazione tramutatasi, nel tempo, in amicizia, e che ha spinto l’attore hollywoodiano ad accettare la corte di Goldsman per il ruolo di villain nel suo primo lungometraggio da regista.
Tratto dal romanzo fantastico di Mark Helprin, Il titolo soffre di una cronica debolezza strutturale. La messa in scena sembra perfino risentirne e non sono poche le occasioni in cui sono evidenti leggerezza e pochezza, unite a una sorta di inspiegabile ripudio per il particolare, quasi la regia fosse in preda al bisogno di lasciarsi cullare e prendere per mano da una narrazione che offre ben pochi spunti originali.“Storia d’inverno” è debole nel plot e nello sviluppo dello stesso. Il film è girato con una superficialità che ha del disarmante, al contrario di ciò che si potrebbe pensare, non da un punto di vista puramente tecnico (pur essendo il primo film del regista) e di padronanza del mezzo cinematografico, ma per la carenza nella ricerca del dettaglio. Sembra permeato da un rigetto verso ogni tipo di spiegazione e coerenza logico- narrativa. Sono pochi i film che possono permettersi di chiedere al fruitore di cercarne e interpretarne il senso. “Storia d’inverno” non è assolutamente uno di questi.

La scelta di Goldman si è deliberatamente orientata verso un taglio netto di alcuni elementi del testo d’origine. Alcuni spunti della trama hanno una caratterizzazione ai limiti dell’imbarazzante. Concentrare quindi l’attenzione sui personaggi principali, tralasciando o accennando con dissennatezza al resto, in un testo in cui atmosfera e disegno narrativo corrono di pari passo, risulta essere un errore non da poco. “Winter’s tale” è una creatura sghemba e goffamente fragile. All’opinione, diffusa oltre ogni dire, che in un contesto di ricerca forzata del romanticismo non ci si possa poi in fondo allontanare da ovvi cliché , si potrebbe rispondere citando decine di pellicole in cui qualità e trattazioni leggere della prospettiva sentimentale coesistono senza problema alcuno : “Parnassus-L’uomo che voleva ingannare il diavolo” del maestro Terry Gilliam, “The illusionist”, fino a “Edward – mani di forbice”, capolavoro indiscusso di Tim Burton.

“Winter’s tale” è più imbarazzante in ciò che non fa che in ciò che fa. La sensazione è quella di trovarsi dinanzi ad una mera operazione commerciale mutuata dall’opportunità di attrarre il maggior numero possibile di giovani coppie nelle sale, in concomitanza con San Valentino. Ed è palese che le vicende narrate manchino di per sé della necessaria caratura tragica,e che Goodman sia dimentico, o meglio non abbia la più pallida idea, di come si generi un iter dialogico degno di esser definito tale. Se lo script strappa (involontariamente) più di un sorriso, è la sceneggiatura che presenta mancanze macroscopiche, girando inconcepibilmente e sfacciatamente  su se stessa, con riferimenti noiosi e insistiti a massimi sistemi, invisibili fili cosmici e annesse fatalità, cui fa eco l’irritante voce narrante. Fa sorridere pensare come il cinema tedesco sia riuscito a scontentare Michael Ende, autore letterario de “La storia infinita”, diretto da Wolfgang Petersen negli anni ‘80, riuscendone comunque a tirar fuori una discreta produzione, e come quest’opera riesca ad accontentare tutti nella sua sbandierata futilità. The show must go on, cantavano i Queen.

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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