C’è una verità che come tante altre a Barletta pare debba essere sempre taciuta. E non è un caso che anche questa volta riguardi gli animali del nostro territorio. Questa verità ha un nome che probabilmente fa così paura da non essere preso in considerazione. Il suo nome è randagismo e porta con sé un’infinita mole di difficoltà. Sono infatti in fortissimo aumento tutte quelle problematiche relative all’ordine, alla sicurezza, alla tutela e al benessere degli animali all’interno e all’esterno delle strutture di ricovero di Barletta e dintorni. Nella nostra provincia, infatti, molte associazioni animaliste continuano a registrare condotte, episodi ed eventi spiacevoli che hanno coinvolto animali randagi e di proprietà. Tra tali episodi vi sono avvelenamenti, maltrattamenti, uccisioni, omissioni di soccorso, oltre che gravi inadempimenti da parte di alcuni dei soggetti che dovrebbero monitorare, tentare di prevenire o quantomeno arginare tali situazioni. Tra le segnalazioni più spiacevoli rientrano anche quelle riguardanti la negligenza delle autorità locali preposte alla lotta al randagismo. Sono state registrate anche numerose condotte al limite della legalità che attecchisco sul terreno dell’ignoranza delle norme civiche e morali e dell’arretratezza culturale.

Tali mancanze e scelleratezze non sono più tollerate dai volontari e dai referenti delle associazioni animaliste del territorio che sentendosi praticamente soli e a questo punto davvero esasperati hanno cominciato ad abbandonare – seppur a malincuore per la sorte degli animali – la loro preziosa attività di volontariato. Per chi non lo sapesse il volontariato è una grandissima risorsa per i comuni poiché ne alleggerisce enormemente il carico di lavoro. Perché allora non coadiuvare questi volontari o almeno creare i presupposti affinché possano continuare ad aiutare la collettività e le istituzioni locali senza dover anche supplire alle stesse e finendo con il restare scoraggiati dall’indifferenza per il loro operato?

cani-gatti

A tal proposito, in data 18/01/2018 l’Avv. Massimiliano Vaccariello – responsabile provinciale per la BAT del Movimento Animalista, volontario, referente e incaricato/delegato dalle associazioni E.N.P.A. Sezione di Barletta, L.N.D.C. Sezione di Canosa di Puglia e SAVE A DOG LIFE di Andria – ha scritto ai comuni della Bat, al Presidente della Provincia, al Prefetto e ai responsabili dell’area veterinaria dell’ASL Bat chiedendo un incontro e magari l’organizzazione di una “tavola rotonda” per discutere del problema randagismo e delle tematiche relative alla tutela degli animali e dell’ambiente. Tale richiesta ad oggi non ha avuto alcun seguito e ciò non può che far pensare che il problema del randagismo a Barletta e nella Bat sia ampiamente sottovalutato. Probabilmente perché erroneamente si pensa che tale problema non abbia gravi implicazioni sulla sicurezza e sull’ordine pubblico della nostra provincia.

Barletta News ha incontrato l’Avv. Massimiliano Vaccariello per far luce su alcune questioni.

Avvocato secondo lei quanto sta realmente a cuore la problematica del randagismo alle nostre istituzioni?

Dalla nascita del nostro gruppo provinciale ed in particolare negli ultimi mesi, avendo raccolto tantissime istanze di volontari e cittadini della nostra provincia, oltre che di associazioni come l’E.N.P.A. Sezione di Barletta, la L.N.D.C. Sezione di Canosa di Puglia, SAVE A DOG LIFE di Andria ed altre, ho deciso di promuovere una serie di incontri con i sindaci dei comuni della BAT, con i responsabili dell’ASL BAT e con il Prefetto; tuttavia, con molto rammarico, tra le istituzioni ed i loro rappresentati, ho riscontrato scarso interesse anche solo a discutere dei problemi del randagismo nel nostro territorio. In verità ho potuto incontrare solo pochi rappresentanti delle istituzioni locali e solo per i comuni di Barletta, Canosa, Andria e Bisceglie, i quali tramite i loro rappresentati mi hanno ricevuto consentendomi di esporre alcune delle problematiche legate al randagismo. Nel corso di tali incontri ho posto l’accento sui problemi più rilevanti come la sospensione delle sterilizzazioni di cani e gatti, l’inadeguatezza delle strutture (canili sanitari e rifugi) attualmente esistenti nella BAT, l’assenza di una politica di prevenzione del randagismo e l’assenza di attività di sensibilizzazione dei cittadini su tali temi.

Crede che si arriverà mai ad una soluzione, anche parziale, delle problematiche da lei elencate?

Se è vero che la speranza è l’ultima a morire, è pure vero che è in agonia e poco ci manca alla sua definitiva dipartita; questo perché tra comuni che non si prendono neanche la briga di rispondere alle istanze dei cittadini, negando implicitamente la disponibilità anche solo ad un confronto, e comuni che, pur ascoltando e a volte promettendo, non traducono in fatti nessuno dei suggerimenti dei cittadini, soprattutto i volontari e quanti si prodigano per il bene comune, si sentono da troppo tempo lasciati soli ed inascoltati.

È chiaro come nessuna attività del Comune di Barletta sia mai stata finalizzata alla promozione delle adozioni, delle sterilizzazioni o della lotta al randagismo. Nonostante il silenzio che fa svanire le speranze, vuole fare un ulteriore appello alle istituzioni tramite le nostre pagine?

Recentemente, ho inviato un’ulteriore comunicazione al Comune di Barletta, all’Asl BAT ed al Prefetto, oltre che ad alcuni consiglieri comunali del medesimo comune, con la quale ho sollecitato lo sblocco delle attività di sterilizzazione di cani e gatti e avanzato proposte di attività alternative all’accalappiamento dei cani finalizzato alla detenzione, spesso “a vita”, nel rifugio comunale. In relazione a quest’ultima iniziativa ho promosso anche una raccolta firme, tuttora in corso. Non posso che denunciare la bassissima percentuale di adozioni dei cani del rifugio comunale, conseguentemente chi amministra deve cambiare strategia. Non si tratta solo di dare un’esistenza serena e dignitosa, almeno per gli ultimi anni di vita, a quei cani che da troppo tempo conoscono solo le sbarre di una gabbia, ma anche di rivedere l’organizzazione e la programmazione di tutte le attività connesse alla lotta al randagismo, in un’ottica di buona amministrazione di quello che è un servizio pubblico che ha a che fare con esseri viventi. I rifugi vanno svuotati e non riempiti!

Vuole lanciare un appello ai i lettori di Barletta News?

Certo, vorrei dire a tutti i lettori di Barletta News, ma anche a tutti i cittadini della nostra provincia, che un corretto senso civico comporta inevitabilmente il rispetto della vita di tutti gli esseri viventi che convivono con noi nelle nostre città; chi non rispetta gli animali o anche solo chi non ne tollera l’esistenza, non rispetta e non tollera neanche l’anziano che ha nel suo cane l’unico familiare degno di essere chiamato così, o il disabile che trova un po’ di conforto nel pelosetto per il quale non fa alcuna differenza che il proprio “padroncino” abbia una o due gambe, o ancora colui (o colei) che dedica parte della propria giornata ad onorare la vita ed ogni essere vivente.

Inoltre, colgo l’occasione per invitare tutti i cittadini a confrontarsi continuamente con associazioni come quelle che rappresento (Movimento Animalista BAT ed E.N.P.A. Sezione di Barletta) e a farsi coinvolgere attivamente nella vita dei propri comuni, senza voltarsi dall’altra parte quando assistono a condotte antisociali.

cane-canile

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteLe Madri della Repubblica, la storia dimenticata delle “Costituenti”
Articolo successivoAdn call center, si torna all’anno zero: l’azienda licenzia iscritti alla Cgil
Giusy Del Salvatore
Giusy Del Salvatore è nata a Barletta nel 1987. Nella città pugliese porta avanti le sue attività di giornalista, blogger, copywriter, web marketing specialist e social media manager. Dopo la maturità classica conseguita presso il liceo classico “A. Casardi” di Barletta si è laureata in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli studi di Bari. Successivamente ha frequentato il “First Master in Giornalismo", il master di “Formazione giornalistica ed editoriale”, il master in "Giornalismo Digitale" e il master in "Social Media e Digital Marketing". È appassionata di ecologia, salvaguardia animale/ambientale, poesia, letteratura, architettura, design, web e social media marketing. Ha iniziato a scrivere professionalmente occupandosi di cinema e spettacolo per la rivista Ecodelcinema mantenendo viva l'emozione della prima pubblicazione. È stata caposervizio del mensile ControStile, affrontando argomenti di ogni genere, realizzando interessanti interviste ed inchieste. Ha collaborato con il quotidiano d'informazione tecnologica HwGadget, con la rivista online LSD Magazine e con il settimanale TempoVissuto scrivendo articoli di approfondimento sociale. Nel 2012 con Aletti Editore ha pubblicato un libro di poesie intitolato "Chiamale come vuoi - Siamo solo poeti incompresi" riscuotendo discreto successo e vari apprezzamenti. Ha ricevuto molteplici premi e riconoscimenti in diversi concorsi poetici e letterari, pubblicando numerose poesie in antologie tematiche. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di poesie illustrate "Criptica come la Luna", edita da Alter Ego, finalista al Premio Carver 2016. È autrice dell’eco-blog Mela Verde News in cui e vengono trattati e approfonditi argomenti relativi alla sfera green. Attualmente è Direttore Responsabile di Barletta News e lavora come freelance per aziende e privati nell’ambito del web e social media marketing. In qualità di esperta coordina gli alunni del liceo scientifico Carlo Cafiero di Barletta nel progetto di alternanza scuola-lavoro.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here