Radici e identità nei romanzi di Mariolina Venezia

La scrittrice lucana, Premio Campiello 2007,  incontra al Gos gli studenti del Liceo Cafiero

 “Il Sud tra cambiamento e tradizione”, si potrebbe intitolare così l’incontro fra gli studenti del Liceo Scientifico “C. Cafiero” e Mariolina Venezia, scrittrice lucana, vincitrice del Premio Campiello nel 2007 e sceneggiatrice televisiva. L’evento, che si è svolto stamani al GOS, fa parte del progetto “Incontro con l’autore”, organizzato dal Liceo in collaborazione con il Punto Einaudi di Barletta e patrocinato dall’Amministrazione comunale e provinciale. Gli studenti delle quattro classi coinvolte hanno letto due romanzi della scrittrice: “Mille anni che sto qui” e “Maltempo”.
Il primo (che è proprio il romanzo con cui la Venezia si è aggiudicata il Campiello) è una saga familiare ambientata a Grottole lungo un arco temporale che va dall’Unità d’Italia alla caduta del muro di Berlino;  il secondo, invece, un’indagine poliziesca, ambientata a Matera, del pubblico Ministero Imma Tataranni, personaggio già incontrato nel precedente romanzo “Come piante fra sassi” del 2009.  “Il perché del passaggio da un genere all’altro”, spiega la scrittrice agli studenti che glielo chiedono, “è dovuto al fatto che mentre in Mille anni volevo raccontare il passato, il genere del giallo mi consentiva di guardare al presente, all’attualità; non a caso Maltempo è un titolo che diventa simbolo della condizione non solo della Basilicata, ma dell’intero paese”.
Il filo conduttore che lega i romanzi della Venezia è sicuramente la sua terra, rappresentata nel suo duplice volto, quello lirico, poetico e struggente dei riti antichi, della tradizione del mondo contadino, e quello crudo dell’arretratezza e della povertà di quello stesso mondo. Un contrasto evidente anche nei personaggi, soprattutto in quelli di Mille anni, molti dei quali, inevitabilmente lasciano il proprio paese, chi a malincuore per cercare lavoro, chi perché avverte come angusti i confini di un paese ancora legato a superstizioni e bloccato nei suoi arcaismi.”Eppure, dice la Venezia, qualcuno ha detto che c questo romanzo ha segnato la fine del “Levismo”, riferendosi ad un modo di raccontare il Sud che, da “Cristo di è fermato a Eboli” di Carlo Levi in poi, sembrava imbrigliato nello stereotipo dei contadini immobili del Sud; non è così, la Lucania è da sempre terra di ribellioni, e i miei personaggi si modificano man mano che accadono gli eventi, cambiano e vivono nella storia”.
Il Sud raccontato da Mariolina Venezia, insomma, è finalmente un mondo che riesce a trasformarsi senza però inseguire modelli importati che snaturano la sua identità, ma che prova a diventare moderno recuperando, anzi, partendo dalle proprie radici: “Oggi, conclude la scrittrice, vedo tanti cambiamenti soprattutto in Puglia, una terra che è riuscita a rinnovarsi facendo leva sulle sue caratteristiche che la rendono unica”.  Presente anche l’assessore all’identità culturale del comune di Barletta, Giusy Caroppo, che, rivolgendosi agli studenti, li ha invitati ad essere più consapevoli della bellezza che ci circonda, una bellezza che abbiamo ereditato dal passato e che deve essere ancora rivalutata”.

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