Raccolta differenziata si, ma per strada

Quasi al termine del percorso che ci sta portando verso la raccolta differenziata porta a porta per tutta la città di Barletta, sento la necessità di fare alcune riflessioni, condivisibili o meno.

Discutendo in famiglia, con amici e anche con i più scettici, la raccolta differenziata è da sempre motivo di scontro, riflessione o dibattito. Nel frattempo i cittadini di Barletta stanno apprendendo le nuove abitudini della raccolta e divisione dei rifiuti; non senza problemi o dubbi, a volte giustamente comprensibili, altre volte dettati unicamente da un banale spirito polemico. Cambiare non è mai facile,specie nella quotidianità, nelle abitudini familiari, nella gestione della casa. Il tempo per apprendere è poco, l’attenzione è scarsa e la pigrizia è probabilmente aumentata con l’arrivo di tecnologie sempre più sofisticate rispetto a noi, che ormai muoviamo un solo dito per tutto. Ma lasciatemi dire che le immagini di alcuni miei concittadini alle prese con la ricerca dell’ultimo cassonetto dei rifiuti rimasto in città, mi hanno lasciata alquanto sconvolta.

rifiutiAbito in zona Sette Frati, praticamente l’ultima ad entrare nel nuovo programma di differenziata porta a porta, quindi una delle zone con ancora i cassonetti presenti nelle strade anziché nelle abitazioni, e spessissimo mi trovo a fare i conti con situazioni che personalmente trovo molto tristi. Ad esempio quando mi ritrovo di fronte a persone che arrivano con macchine piene di buste della spazzatura differenziata un po’ come capita, e scaricata frettolosamente (ma anche in maniera del tutto indisturbata) in un altro quartiere ma della stessa città. L’amarezza è aumentata quando ho notato una signora intenta a gettare rifiuti nel cassonetto – comprese taniche enormi di plastica – con la campana apposita proprio lì accanto. Per non parlare degli enormi sacchi lasciati marcire per strada, gettati nelle zone periferiche della città nonché agli argini delle strade statali, da sempre adibite a discariche last minute.

Siamo tutti d’accordo che non è facile, che è sicuramente una sfida e che probabilmente questo sistema avrà qualche caratteristica negativa e poco pratica, ma non è indenne da critiche chi non ama tenere l’umido in casa per più di due giorni e si arroga il diritto di sporcare tranquillamente marciapiedi e strade seminando per la città – con estrema disinvoltura – rifiuti e suppellettili varie.La nostra casa non è solo quella circondata da mura. E allora mi chiedo a cosa serve fare sforzi, cambiare abitudini, se non si cambia questa mentalità? Bisognerebbe pensare più in grande, civilizzarsi, ricordarsi che il posto in cui viviamo non è solo in quartiere dove abbiamo la residenza, ma è la città in cui facciamo crescere i nostri figli, nella sua interezza, e per quanto è possibile dovremmo cercare di essere più responsabili, abili e rispettosi di ciò che abbiamo intorno e che lasceremo agli altri.

Abbiamo poche cose che possiamo migliorare, ma molte in cui possiamo impegnarci per farlo. Cerchiamo insieme di essere meno pigri e più attenti perché abbiamo solo un mondo in cui vivere, ed è proprio questo.

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