Quinta pillola di Nicola Corvasce, dirigente del Servizio Legislativo della Giunta Regionale

La trasparenza si ottiene facendo norme apposite

Magari fosse così semplice! Altro caso in cui si scambia una condizione necessaria per sufficiente. Tutto si può dire fuorchè in Italia scarseggino le leggi. Anche in questa materia, in particolare con l’evoluzione degli anni più recenti, esiste ormai un quadro normativo abbastanza dettagliato. La difficoltà maggiore è invece quella di rendere operative queste norme e di applicarle tutte e correttamente, senza distorsioni o annacquamenti, e non è cosa facile.

Uno dei motivi è che un sistema politico-istituzionale malato ha fatto proliferare nel tempo un piccolo esercito di politicanti, per lo più non particolarmente robusti da un punto di vista culturale e spesso anche difficilmente identificabili sotto l’aspetto professionale, la cui attività prevalente, alla quale affidano la loro stessa sopravvivenza politica, è il gioco delle convenienze, la cura delle clientele e la gestione dei favori.

Essi non amano operare sotto i riflettori, ma al contrario trovano il loro habitat naturale nell’opacità, se non nella totale oscurità amministrativa. Per questi Superman da operetta la trasparenza, quella vera, è kriptonite allo stato puro. Soprattutto a livello locale, dunque, la cosa più difficile è vincere le resistenze titaniche di questa genìa, talmente scontate che, se non ci dovessero essere, bisognerebbe dubitare seriamente sull’effettiva messa in atto di un processo di cambiamento in direzione di un’Amministrazione autenticamente trasparente.

SONDAGGIO

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