Quell’insopportabile Consiglio del 9 settembre. Irregolarità, tasse e degrado

Archiviate le vacanze estive, l’assise comunale torna ad occupare i banchi della sala consiliare.

Una seduta, quella svoltasi in data 9 settembre da definirsi infelice nonchè imbarazzante per gli accadimenti che la hanno caratterizzata e, peraltro, conclusasi nel peggior modo possibile.

Il bilancio di previsione, difatti, approvato a notte fonda, tra uno sbadiglio e la stanchezza dei consiglieri virtuosi superstiti, viene imposto ai cittadini senza neanche consentire agli stessi una mera presa d’atto di ciò che l’amministrazione ha confezionato, a loro insaputa, senza coinvolgerli, tra l’altro, minimamente. E già, i cittadini vanno interpellati e “perseguitati” solo durante le campagne elettorali!!! Che fine hanno fatto i proclami ed i buoni propositi manifestati durante le elezioni in merito all’introduzione del bilancio partecipato? Allo stato, soltanto un miraggio!!! Ma  andiamo per ordine e cominciamo con il narrare gli eventi di questa seduta consiliare fiume, sin dal suo avvio.

L’ orario di inizio lavori dell’assemblea consiliare, indicato nella convocazione pubblica divulgata attraverso il sito istituzionale dell’ente, è stato “puntualmente” disatteso. La seduta ha avuto, difatti, inizio in clamoroso ritardo, secondo una tradizione oramai più che consolidata. Ben due ore, in questa occasione.

Ergo, si persevera, ahimè, “nell’osservanza ossequiosa” delle cattive abitudini, nell’offrire un pessimo esempio di violazione proprio di quelle regole che afferiscono al regolamento comunale, nonché al suo statuto. E già, ciò si rende possibile poiché chi dovrebbe esercitare la funzione di controllo e garanzia, rispetto alla rigida ottemperanza delle stesse, è il primo a disattenderle, a calpestarle, contribuendo con siffatto comportamento a svilire il ruolo delle istituzioni, ad inficiarne la credibilità, a degradarne la funzione.

Le regole, evidentemente, sono da considerarsi rigide per i cittadini e molto, molto flessibili per chi gestisce il potere, una doppia morale che, ahimè, continua a caratterizzare il modus operandi del comune di Barletta.

Si assiste, difatti, per l’ennesima volta, alla mancanza del rispetto dell’orario di avvio dell’attività dell’assise civica, alla non osservanza, lo ribadiamo, del regolamento comunale, le cui disposizioni sono ancora ignorate, scientemente o per distrazione?Disordine, caos, pressappochismo, incompletezza della documentazione relativa agli atti che devono costituire oggetto di discussione nonché di approvazione da parte dell’organo consiliare, squallidi copia e incolla tali da inficiare la validità degli atti stessi a tal punto da richiedere emendamenti del sindaco per porre rimedio a presunti refusi .Documentazione, dunque, che nella migliore delle ipotesi, viene messa a disposizione dei consiglieri comunali, la sera che precede la seduta, nella peggiore, il giorno stesso della calendarizzazione della stessa. Tutto questo non può e non deve più essere tollerato!!!

E’ inammissibile che il presidente del consiglio unitamente al segretario generale non facciano rispettare e non rispettino a loro volta le disposizioni statutarie recepite dal regolamento comunale.

A ragione veduta dai banchi dell’opposizione è scaturita una feroce reazione dai toni esasperati, scatenata, per l’appunto, dal reiterato atteggiamento di non osservanza del regolamento comunale, da parte dei due organi succitati, i quali sarebbero, invece, obbligati ad assicurare l’ordinato nonchè democratico andamento dei lavori dell’assise civica e chiamati, attraverso il ruolo di massima responsabilità che ricoprono, a garantire il rigido rispetto delle regole.

Dicevamo, dunque, durissima la reazione dell’opposizione, in particolare del PSI e di Forza Italia.

Esprime tutto il suo disprezzo per la situazione creatasi durante l’approvazione del primo punto all’odg, il consigliere Cannito, il quale, ammonisce severamente il Presidente del consiglio Avv. Carmela Peschechera, la quale si è resa protagonista di un comportamento assolutamente discutibile e, a tratti, opaco.

Difatti, la Peschechera, all’esito della esposizione della delibera, relativa alla destinazione dei prezzi di cessione delle aree pubbliche, da parte dell’assessore Di Palo, invita, gentilmente, i consiglieri a riprendere posto.

In realtà, tale richiamo non dovrebbe ritenersi necessario, ma si sa, è consuetudine che pochissimi consiglieri virtuosi restano seduti sul loro scranno ascoltando l’illustrazione delle delibere sottoposte al vaglio del consiglio. Sicchè, più di un richiamo si è reso necessario per consentire il rientro dei consiglieri che si erano allontanati, intrattenendosi in piacevoli chiacchierate nell’atrio adiacente la sala consiliare.Ristabilito l’ordine, la presidente ha dichiarato aperta la discussione e, rivolgendosi ai consiglieri rientrati in aula, ha offerto loro la facoltà di intervento, così come previsto dal regolamento comunale. Nessuno dei consiglieri si è prenotato o almeno così  “è parso” in modo inequivocabile a chi, come la nostra redazione, ha seguito live il consiglio comunale.

Di talchè, atteso che alcun consigliere aveva manifestato la volontà di intervenire, la presidente haindettola votazione, così come previsto dal regolamento comunale e il segretario, dunque, ha datoseguito  all’appello nominale. Senonchè, la presidente ha interrotto, inspiegabilmente, la fase della votazione affermando che il consigliere Antonello D’Amato le aveva richiesto, anzitempo, di intervenire.

A questo punto è insorto in modo alquanto irruento il consigliere Cannito che dal suo scranno ha chiosato, opponendosi fermamente ad un palese comportamento attuato in violazione del regolamento comunale, in particolare si è ritenuto essere stato violato l’art. 42. co 2° del regolamento de quo, in base al quale “la discussione è dichiarata chiusa quando nessun consigliere richieda di parlare”.

Il consigliere Cannito ha espresso , al riguardo, tutto il suo disappunto attraverso parole durissime.

Parla di “squallore politico, di “tattiche di bassa lega” ( cito testualmente). L’accusa rivolta al presidente del consiglio, dal consigliere socialista, è quella di aver concesso la sospensione della fase di votazione, seppur dichiarata pubblicamente aperta, al solo scopo di consentire alla maggioranza di ricompattarsi e di recuperare i numeri che avrebbero reso possibile, anche senza il sostegno dell’opposizione, l’approvazione della delibera di cui al 1° punto all’odg.

Parole ancor più incisive ha riservato alla presidente del consiglio, il capogruppo di Forza Italia, Dario Damiani, che con toni asprissimi invoca le dimissioni della stessa nonché del segretario e del sindaco per essersi resi “complici” della incresciosa situazione creatasi, situazione considerata  lesiva del corretto nonché equilibrato esercizio di una dialettica democratica. In sintesi, la presidente del consiglio non viene ritenuta, nè riconosciuta, dalle fila dell’opposizione, quale organo super partes, imparziale e garante del corretto svolgimento dell’assemblea in ossequio ai dettami previsti dal regolamento comunale.In altri termini, la presidente del consiglio vienequalificata quale presidente garante della parte politica di provenienza e non di tutte le forze presenti in consiglio. I toni esacerbatisi oltremodo non consentono il prosieguo dell’assemblea, sicchè, si rende necessaria una sospensione della stessa per riportare la calma e restituire decoro alla discussione nonché giungere all’approvazione, travagliata, del 1° punto all’odg.

In realtà, tutti gli 8  punti calendarizzati all’odg troveranno approvazione, seppur nel cuore della notte. Difatti, il susseguirsi di altre sospensioni e la presentazione di numerosi emendamenti last minute, comporterà il protrarsi della seduta consiliare ben oltre la mezzanotte, con la conseguente assegnazione, per ciascun consigliere, di un ulteriore gettone di presenza. Per fortuna, almeno quello maturato nel corso della prima seduta, su istanza virtuosa del consigliere Cannito, è stato devoluto in pro degli abitanti della zona garganica, gravemente colpiti dall’alluvione abbattutasi violentemente su quelle zone nei giorni scorsi.

Appassionato e contrastato si è rivelato anche il dibattito relativo all’approvazione delle delibere di individuazione delle aliquote TASI, IMU, TARI  che compongono la nuova imposta unica comunale, denominata IUC. In particolare, i toni si sono nuovamente inaspriti nel corso della discussione relativa all’approvazione della delibera di individuazione delle aliquote imposte dall’ente con riguardo alla TASI, acronimo di tassa sui servizi indivisibili.

E’oramai prassi per questa amministrazione lavorare in emergenza e giungere, dunque, all’approvazione dei provvedimenti in affanno, nell’ultimo giorno utile. E’ sempre lo scoccare della mezzanotte a decidere le sorti dei cittadini e delle risorse pubbliche. E già, difatti, la delibera attraverso cui i comuni dovevano fissare le aliquote relativamente alla TASI doveva improrogabilmente essere inviata, al portale del federalismo fiscale del dipartimento delle Finanze, entro e non oltre il 10 settembre per trovarne accoglimento. Questa la metaforica sveglia indicata dalla circolare n. 28926 diffusa dal dipartimento delle finanze. Qualora, tale adempimento, fosse stato disatteso, ciò avrebbe comportato l’applicazione della aliquota standard dell’ 1 per mille da versare in un’unica soluzione il 16 dicembre, così come è accaduto nella vicina città di Andria. Quest’ultima è stata anche la proposta avanzata dal consigliere di Forza Italia Dario Damiani, respinta, ahimè, dal consiglio comunale che ha scelto di non applicare il principio virtuoso del “pagare tutti per pagare meno” preferendogli quello del “fare pagare ai soliti noti per avere un gettito garantito”, nonché compensare i mancati trasferimenti statali agli enti locali attraverso il prelievo “coatto” dalle tasche dei cittadini. Insomma, al netto degli inganni e dei valzer delle sigle studiate dal governo centrale per confondere gli inconsapevoli cittadini, la parola d’ordine resta sempre la stessa, pagare!!!

Pagare senza essere coinvolti nelle scelte, pagare senza neanche poter avere la soddisfazione di capire il perché si deve attingere sempre e solo attraverso il salasso dei contribuenti, senza ingegnarsi nell’elaborazione di una manovra finanziaria virtuosa che ad esempio pensi alla riduzione della spesa piuttosto che all’incremento delle entrate, attraverso una modalità differente dalla tassazione, così come è accaduto in altri comuni, quali quello di Ragusa e Assemini, le cui amministrazioni non faranno affatto pagare la TASI ai residenti.

Il bilancio di previsione, se così può ancora definirsi, lo ribadiamo, attesa la sua più che tardiva approvazione , ha visto il suo accoglimento da parte dell’assise civica, con la medesima modalità attuata per quello ratificato in precedenza dalla amministrazione Cascella. Alcuna discussione è stata consentita in merito. Ma perché nessuno tra i consiglieri presenti ha pensato bene di chiedere l’unica doverosa e necessaria sospensione che avrebbe consentito all’assise civica di aggiornarsi all’indomani mattina e di trattare il bilancio in maniera esaustiva e soprattutto alla presenza della cittadinanza? Perché? La stanchezza ha per caso impedito ai consiglieri presenti in aula di formulare e di sottoporre alla valutazione dell’assise civica una siffatta proposta? E’ una tattica anche questa per evitare di rendere edotti i cittadini in merito a situazioni che magari avrebbero alimentato il malcontento di questi ultimi? Quesiti che oramai non troveranno più risposta alcuna, ahimè! A Quei pochi cittadini, compresa la sottoscritta, che speravano di poter almeno ricevere un minimo di  soddisfazione nell’essere messi al corrente delle scelte predisposte dall’amministrazione nonchè della destinazione delle risorse pubbliche, è  rimasta solo la delusione dell’inutile attesa e la presa d’atto di dover accettare “disarmati” una manovra fiscale lacrime e sangue.

 

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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