Quasi vietato bocciare alla scuola primaria e secondaria di I grado

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La scuola di oggi non è più quella di ieri direbbero i nostri nonni!

Gli insegnanti, da tempo privati della loro “autorità”, sono  spesso costretti a dover discutere con genitori che non accettano un voto basso, ritenendo impossibile che il proprio figlio lo abbia meritato.

Atteggiamento questo che, quale diretta conseguenza, forma dei ragazzi che non riconoscono nell’insegnante alcuna guida.

Professori privati nel tempo del diritto di pronunciare frasi del tipo: “Se non studi ti boccio” perché ritenute integranti il reato di abuso dei mezzi di correzione.

La Suprema Corte, con una sentenza del 2015, ha ravvisato infatti in tali frasi una forma di violenza psicologica che potrebbe causare un pericolo alla salute dell’alunno.

Eppure noi, che quando frequentavamo la scuola elementare o le medie eravamo abituati ad accettare il giudizio “insindacabile” degli insegnanti, senza che nessuno scendesse in campo a nostra difesa, traumi non ne abbiamo riportato.

Sulla scia di salvaguardia dell’alunno, la “Buona Scuola” ha dato vita a diversi decreti tra i quali il D. Lgs 62 del 13 aprile del 2017 che in questi giorni sta facendo discutere e non poco.

Si è rapidamente diffusa la notizia che da quest’anno sia vietato bocciare alla scuola elementare e medie ma in realtà non è esattamente così e il ministro dell’istruzione Fedeli ha in data 31 agosto chiarito il contenuto del predetto decreto.

Dalla lettura dello stesso, si evince infatti non un divieto assoluto ma un invito ad adottare strategie di miglioramento,  dettato dalla necessità di favorire l’inclusione degli alunni più deboli.

La vera novità consisterà nell’impegno a  non lasciare indietro nessuno soprattutto coloro i quali vivono in contesti socio-economici svantaggiati.

Trattasi di finalità che troverebbe la sua ragion d’essere nel pericolo di dispersione scolastica che in Italia è pari al 17,6% contro il 12,7% della media europea.

Stante la confusione generata in questi giorni, è opportuno fare chiarezza.

Cos’è previsto per l’ammissione alla classe successiva nella scuola primaria e alla prima classe della scuola secondaria di I grado?

La Buona Scuola dispone che si è ammessi anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione.

Dovranno essere attivate però dalle Istituzioni scolastiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento.

La non ammissione, si legge nel decreto, è possibile solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.

Alla scuola media si potrà ancora bocciare?

Sì. Nessuna promozione assicurata.

Resta ferma la necessità di frequentare almeno tre quarti del monte ore annuale per poter essere ammessi alla classe successiva.

Nel caso in cui dalle valutazioni periodiche o finali degli alunni emergano carenze nell’acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, l’istituto scolastico attiverà, come nella scuola primaria,  specifiche strategie per il miglioramento dei livelli.

Un diverso sistema di valutazione pertanto,  finalizzato a superare le lacune tenendo conto dei tempi soggettivi di apprendimento.

Queste sono le certezze con le quali avrà inizio il nuovo anno scolastico ma tanti sono i dubbi.

Tale disposizione limita la libertà decisionale dell’insegnante che evidentemente potrà ricorrere alla bocciatura solo quale extrema ratio e rischia di demotivare i meritevoli che dopo aver tanto studiato si vedranno trattati allo stesso modo o quasi dei “salvati”.

Siamo certi inoltre che tale decreto non si tradurrà in disimpegno da parte di chi si sentirà quasi al sicuro dalla bocciatura?

Attenderemo gli eventi sperando che la Buona Scuola, che si propone di combattere le povertà educative, non conduca ad una società di impreparati!

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