Il punto di Ruggiero Quarto sulla situazione del mare barlettano

ponente

Un’altra estate sta passando, ma la situazione del nostro mare, sia strutturale e sia balneare, rimane estremamente preoccupante. La causa è il suo stato di abbandono e degrado pluridecennale, determinato da negligenze collettive e gravi colpe politiche a tutti i livelli di governo. Allorché, poi, si interviene, come nel caso della difesa costiera a Ponente, si realizzano opere molto discutibili, al di là delle vicende giudiziarie e sequestri. Solo perché occorreva spendere soldi avuti per un vecchio progetto riattato!

Scarseggia quella indispensabile etica ambientale, tale da attribuire una propria dignità a tutti gli elementi naturali: aria, acqua, suolo, flora, fauna. Scarseggia quella fondamentale etica umana che, anche alla luce della fede in un Dio Creatore e Padre, ci farebbe percepire l’Ambiente come la Casa donataci per una vita terrena felice, da abitare solidalmente con i nostri Fratelli presenti e da lasciare bella e vivibile ai nostri Fratelli non ancora viventi, ma già esistenti nel Progetto Divino. Invece, alla politica (minuscola)  difetta quella necessaria visione strategica del futuro, dello sviluppo, del progresso, che solo una Politica (maiuscola) è capace di avere.

Purtroppo, il fronte mare barlettano, nonostante le enormi potenzialità ambientali e turistiche, è trattato come una grande discarica di rifiuti liquidi, sotto molti aspetti ancor peggiori di quelli solidi. Infatti, le discariche terrestri sono bonificabili, quelle marine no! L’inquinante o viene mal assorbito dal sistema marino o rimane. Entra nella catena alimentare, modifica la biologia marina e danneggia, finanche, la salute umana, allorché ci bagnamo o mangiamo organismi contaminati. Quando va “bene” le acque del mare si eutrofizzano , come dimostrano le frequenti schiume, causate dal proliferare di alghe, nutrite da valanghe di inquinanti (nitrati e fosfati).

Ahimè, non si riesce ancora ad attuare la necessaria strategia “Rifiuti Zero”, raggiungibile con buone pratiche di riciclaggio e trattamento dei rifiuti; unica possibilità per garantire la salvezza del nostro pianeta.

Nella fattispecie dei rifiuti liquidi che arrivano nel nostro mare, alle potenti e pericolose fonti inquinanti sovracomunali (fiume Ofanto e canale Ciappetta-Camaggi), occorre aggiungere gli scarichi di un depuratore insufficiente ed obsoleto ed una ventina di scarichi pluviali (dove circolano anche liquami e altri inquinanti!). Tra questi ultimi c’è il terribile canale “H” (in fondo a via Dicuonzo), oramai da considerare il terzo “fiume” di Barletta, alla foce del quale più volte è stato rilevato un carico inquinante superiore ai limiti stabiliti per le acque di balneazione. Ciò è avvenuto anche al passaggio di “Goletta Verde 2016” di Legambiente. È ultra noto che i sistemi fognali di Barletta sono inefficienti! Acque bianche in fogna nera e acque nere in fogna bianca! E quando piove è un disastro: depuratore in tilt e rifiuti a mare!!

Purtroppo, a tali fonti, potrebbe anche aggiungersi un temibilissimo inquinamento proveniente dall’area industriale di via Trani! Mi riferisco in particolare al cromo esavalente (potente cancerogeno) riscontrato nelle acque di falda di tale area, in quantità ben oltre i limiti di legge. Dato che tali acque defluiscono verso il mare di levante, se tale sostanza dovesse raggiungere il litorale sarebbe un dramma!

Ma parliamo solo di ombre? Non ci sono speranze per un mare pulito, basilare per un ambiente incontaminato e per uno sviluppo ecosostenibile?

Grazie alla crescente sensibilità ambientale dei barlettani, sia in forma associata e sia libera, la politica è stata investita da tale problema e, anche se molto timidamente, ha cominciato ad affrontarlo, individuando alcune parziali soluzioni. Molto può, poi, incidere la vivace e benefica imprenditoria del settore turistico-balneare cittadino, nel pretendere che la risorsa primaria sia cristallina!

Qualche fioca luce si intravede: a) depuratore in via di adeguamento (maggiore  capacità e migliore depurazione); b) finanziamenti per preliminari attività di monitoraggio ambientale nell’area industriale, per il loro completamento e per l’avvio sperimentale delle attività di bonifica della falda; c) finanziamento per la riqualificazione e rigenerazione territoriale dell’ambito costiero della BAT (con cui affrontare le problematiche del Canale H e del Collettore D); d) lodevole pedonalizzazione della complanare di ponente;  e) progetto di ricostruzione del trabucco; f) un’avvertibile maggiore attenzione per l’ambiente costiero.

È bene sottolineare che è molto poco rispetto a ciò che servirebbe per bonificare e valorizzare il nostro bistrattato immenso “tesoro” costiero: a) impegno forte ed autorevole per disinquinare Ofanto e Ciappetta-Camaggi; b) controllo delle reti fognali, con loro efficiente collettamento e trattamento acque; c) depuratore e sua condotta ben funzionanti; d) attuazione del Piano Comunale delle Coste; e) PUG orientato ad una necessaria ricongiunzione Città-Mare; f) ampia riqualificazione dei litorali; g) promozione delle zone umide; e……. tanta buona volontà indotta dalla passione e amore per una Barletta bella e vivibile.

Coraggio, anche le fiammelle, ben soffiate, possono generare grandi fuochi!

Ruggiero Quarto (Docente di Geofisica – Università di Bari)

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Ruggiero Quarto
- Laureato in Scienze Geologiche, Università di Bari, con il massimo dei voti. - Vincitore di una Borsa di Studio nel Consiglio Nazionale delle Ricerche per il “Progetto Finalizzato Geodinamica – Rischio Vulcanico”. Quindi Borsista CNR dal 1978 al 1981. - Vincitore del concorso d’idoneità al ruolo di ricercatore in Geofisica Applicata nel Novembre del 1981. - Ricercatore confermato in Geofisica Applicata (settore disciplinare GEO11) presso il Dipartimento di Geologia e Geofisica dell’Università di Bari. -Relatore di numerose Tesi di Laurea in Geofisica Applicata, nell’ambito del Corso di Laurea in Scienze Geologiche dell’Università di Bari. - Seminari ed esercitazioni, sia di laboratorio che di campo, su tecniche di acquisizione e interpretazione di dati geofisici, per gli studenti delle varie discipline geofisiche per i Corsi di Laurea in Scienze Geologiche e Beni Culturali dell’Università di Bari.

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