Protezione civile: al via il percorso per modificare la legge regionale

Si è tenuta ieri mattina, nell’aula del Consiglio regionale di via  Capruzzi, la prima convocazione del comitato regionale permanente di  Protezione civile. E’ stato il primo atto ufficiale per affrontare le  proposte di modifica alla legge regionale 7/2014, ma anche per  discutere le tematiche legate alla ‘legge delega’ di riforma della  Protezione civile nazionale, attualmente all’esame del Senato. Sono  intervenuti i rappresentanti di ordini professionali e dei  coordinamenti provinciali di volontariato di protezione civile, oltre  ai responsabili delle Prefetture, dei Consorzi di bonifica e delle  Province, Anci, Arif, Arpa, Autorità di bacino, Soccorso alpino  speleologico, Croce rossa, vigili del fuoco.
A introdurre la questione è stato il presidente del comitato  permanente, il consigliere regionale Ruggiero Mennea (Pd), che ha  spiegato l’obiettivo: «Creare una protezione civile ‘intelligente’,  che sia un modello», ha detto. I soggetti intervenuti presenteranno,  nelle prossime settimane, le loro proposte per la modifica della legge  regionale. Così che alla terza riunione del comitato ci sarà la  proposta elaborata dal servizio di Protezione civile, dopo aver tenuto  conto di tutte le richieste e i suggerimenti.
Ai lavori ha partecipato Antonio Nunziante, vicepresidente della  Giunta regionale e assessore alla Protezione civile. «Sono molto  legato alla Protezione civile in quanto ex prefetto», ha detto subito  Nunziante, ricordando l’arrivo nel ‘91 della Vlora e arrivando al più  recente caso del Norman Atlantic, il traghetto distrutto dalle fiamme  a fine dicembre scorso. «In questo caso  – ha proseguito –  l’intervento della Protezione civile è stato determinante,  un’ulteriore prova della sua insostituibilità e soprattutto del ruolo  del volontario. La Protezione civile – ha rimarcato – esiste perché  esiste il volontariato».
Nunziante – che ha elogiato la scelta ricaduta su Ruggiero Mennea come  presidente del comitato permanente e il ruolo svolto dalla dirigente  del servizio, Lucia Di Lauro – ha anche affrontato la questione del  personale. «Per il  2016 sono stati trovati i fondi», ha detto.  «Voglio ricordare che, attualmente, nella sala operativa lavorano 20  persone che hanno acquisito in questi anni grande esperienza e  professionalità. Per il futuro – ha concluso – bisognerà capire cosa  succede con la dismissione delle Province e la ricollocazione del loro  personale».
La dirigente del servizio, Lucia Di Lauro, ha ricordato invece che «le  funzioni di Protezione civile delle Province sono già transitate alla  Regione. Ma tutto ciò che è stato fatto a livello provinciale  (compresa la creazione delle sale operative) continuerà ad esserci.  Non ci sarà una dispersione delle risorse», ha garantito. «Ci  chiameremo presìdi regionali, ma si continuerà ad operare come abbiamo  fatto fino ad ora. E dobbiamo fare in modo – ha proseguito – che la  Protezione civile sia trasversale alle altre strutture della Regione.  Tutte le strutture devono operare insieme alla Protezione civile e  integrarsi con la Protezione civile, in attuazione di quanto previsto  dalla legge nazionale 100/2012».
Il presidente del comitato permanente, Mennea,  si è detto soddisfatto  per l’esito del primo incontro. «Ho trovato conferma della sintonia  esistente tra servizio, comitato e giunta, soprattutto per quello che  la Protezione civile dovrà essere», ha detto. «Non solo un pronto  intervento – ha sottolineato – che interviene quando l’emergenza è  esplosa, ma un comitato strategico anche per la programmazione  dell’attività di governo regionale. Cosa necessaria in una regione  come la nostra, che presenta tutti i rischi ipotizzabili da quello  idrogeologico e idraulico all’erosione delle coste, dagli incendi al  rischio antropico fino a quello sismico». La linea è chiara. «Bisogna  – ha detto – costruire progetti multidisciplinari, che possano essere  coordinati dalla Protezione civile sotto la presidenza della Giunta.  Soprattutto nella programmazione finanziaria si rincorrono spesso  progetti scoordinati, così che il rischio viene  mitigato in parte e  si perdono i finanziamenti. Il punto di avvio non può che essere la  formazione di tutti i responsabili e gli operatori di Protezione  civile, fino ad arrivare ai singoli cittadini. La seconda ‘gamba’ che  va rafforzata però è la prevenzione, altrimenti – ha sottolineato – ci  troveremo sempre a fare la conta dei danni. La Protezione civile che  funziona è – ha concluso – è infatti quella che interviene il meno  possibile».

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