Primo maggio festa dei lavoratori. Festa di Libertà, Giustizia, Pace, Solidarietà, Condivisione, Dignità Umana. Cita l’articolo 1 della Costituzione Italiana nella prima frase: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Continuando con i principi fondamentali, nell’articolo 4 si dice: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” Nel titolo III, poi, dagli articoli 35 al 40, tra l’altro, si tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni e si sancisce il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia una esistenza libera e dignitosa.

Ogni cittadino italiano deve sentire il dovere di rispettare e dare attuazione alla straordinaria eredità donataci dai nostri padri costituenti. Per quel che riguarda il lavoro, molto occorre ancora fare per mettere in pratica la suprema Carta del nostro essere comunità. Nel mio attuale ruolo pubblico sento forte la responsabilità di colmare le gravi inadempienze stratificate in decenni di politiche disattente al Lavoro come forma di Libertà e Dignità umana. Disoccupazione, emigrazione forzata, sfruttamento, oppressione, mansioni frustranti, precariato, salario indegno, morte. Sì, finanche la morte! È davvero intollerabile che si debba morire lavorando! I dati crudeli ci dicono che nell’anno passato i morti sul lavoro sono stati circa 700 e altrettanti nella mobilità per lavoro. Dati agghiaccianti, inauditi.

È inderogabile attuare tutte le misure perché ci sia sicurezza negli ambienti di lavoro.
È anche il momento di un profondo cambiamento di paradigma nell’azione politica: l’uomo, da marginale corollario nelle dinamiche sociali-economiche-industriali, deve diventare il centro attorno al quale far ruotare tutti gli interessi. È il motivo che ha mosso il Movimento 5 Stelle a volere ed attuare due tra i più importanti provvedimenti finalizzati a dare dignità alle persone: il “Decreto Dignità” e il “Reddito di Cittadinanza”.

Il primo è stato varato per contrastare il dilagante lavoro precario, i facili licenziamenti e le “truffaldine” delocalizzazioni aziendali. Il secondo è stato pensato per colmare quelle gravi ingiustizie sociali che lasciavano l’Italia fanalino di coda in tutto il mondo civile e a cui nessun governo finora aveva sentito il dovere di porre rimedio. Il lavoratore disoccupato e gli inoccupati venivano lasciati abbandonati al loro triste destino. Ci siamo perfino abituati ad un assurdo 30% di disoccupazione giovanile e alla “fuga dei cervelli. Pazzesco! Con il Reddito di Cittadinanza si provvederà a formare al lavoro e occupare i bisognosi, fornendo loro anche un dignitoso sostentamento economico. Inoltre, si sta lavorando al salario minimo garantito per i lavoratori, per porre fine a tutte quelle subdole forme di “schiavismo” sottopagato.

Sono arciconvinto che tutte le misure che il M5S e questo governo stanno attuando sono, per la prima volta nella storia recente italiana e in assoluta conformità al programma elettorale, davvero finalizzate alle persone e al bene collettivo. Sono altresì convinto che innescheranno anche dinamiche economiche virtuose. Prova ne siano i dati forniti proprio ieri sulla fine della recessione tecnica e sull’aumento dell’occupazione, contrariamente all’opinione di molti “bravi” analisti economici e finanziari, evidentemente non molto bravi.

Penso che molto si debba ancora fare, ma in questo primo maggio 2019 possiamo guardare davvero con maggiore fiducia alla crescita della dignità umana e al progresso dei lavoratori.  

Ruggiero Quarto

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